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Date: Tuesday, 30 Sep 2014 07:05

Diceva Frank Zappa: “Un Paese è veramente un Paese quando ha una compagnia aerea e una birra… e alla fine è di una bella birra che si ha più bisogno”. Bene, Monaco di Baviera può vantare di entrambe, ma soprattutto della seconda, con i tanti birrifici e birrerie sparse nella città dove assaggiare l’autentica birra bavarese. Con questo post vi portiamo in giro nelle migliori birrerie della città.

Summer Hits Southern Germany

Birreria Hofbräuhaus
La birreria nasce nel 1589 per la produzione di birra per la corte del Duca Wilhelm V ed è considerata la birreria più famosa al mondo. In questa birreria, nel 1921, venne celebrato il successo politico di Adolf Hitler. Oggi si può degustare dell’ottima birra bavarese in compagnia di un’atmosfera vivace, con orchestrine e camerieri in costumi tipici che vi servono nelle grandi sale del locale e nel più bel biergarten - area esterna -della città.
L’Hofbräuhaus si trova in Am Platzl 9 ed è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 24.
Si raggiunge con tutte le linee della metropolitana S, U3, U6 fermata Marienplatz.

Augustiner
Più piccola, ma non per questo meno affascinante è l’Augustiner, tra le più frequentate di Monaco di Baviera, con i suoi affreschi e decorazioni nelle sale del locale. La buona birra e la cucina tipica attira non soltanto i turisti ma molti residenti, che la scelgono per l’ottimo rapporto qualità prezzo. L’Augustiner la trovate in Neuhauser Strasse 27, prendendo le linee della metro S, U4/U5 fermata Karlsplatz.

Oktoberfest - Preview

Augustiner Keller
Se amate gli spazi aperti, l’Augustiner Keller è il posto che fa per voi, con il suo gigantesco biergarten circondato da alberi. Si trova in Arnulfstraße 52 ed è aperta tutti i giorni dalle 11.30 all’1 di notte. Per raggiungerla: tutte le linee S, tram 17 fermata Hackerbrücke.

Chinesischer Turm
Frequentatissima d’estate, La birreria Chinesischer Turm si trova all’interno dei magnifici Englischer Garten. Ha un immenso biergarten con oltre 7 mila posti a sedere ed è meta di turisti e universitari. La birreria sorge all’interno di una torre cinese di fine XVIII secolo. Ottima birra e piatti tipici della tradizione bavarese sono i suoi pezzi forti.
E’ aperta tutti i giorni dalle 10 alle 24; per raggiungerla si prende il tram 17 Tivolistrasse, bus 54, 154 Chinesischer Turm, U3/U6 fermata Universität.

Germany Enjoys Unusually High Temperatures For February

Hofbräukeller
Centralissima - si trova in Wiener Platz, a pochi minuti dal Maximilianeum, il Parlamento bavarese - questa birreria per la sua posizione è molto frequentata, sorattutto dai giovani bavaresi che la preferiscono per la sua birra bionda di qualità e i prezzi contenuti. Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 23, si raggiunge con  U4/U5 fermata Max Weber Platz, tram 19 Max Weber Platz, tram 18 Wiener Platz.

Oktoberfest 2008

Löwenbräu
E’ tra le birrerie più famose, frequentata da turisti e residenti. La sua enorme sala può contenere oltre duemila persone e d’estate il suo biergarten all’aperto si riempie di voci e risate che amano ritrovarsi qui per bere ottima birra e mangiare cibo tradizionale. Si trova in Nymphenburger Str. 2 ed è aperta tutti i giorni dalle 11 all’1 di notte. Per raggiungerla: U1, tram 20, 21 fermata Stiglmaierplatz.

Paulaner
La più famosa tra i turisti, la birreria Paulaner è stata fondata nel XVII secolo da una comunità di monaci. Si trova in Kapuziner Platz 5 ed ha un grande locale con annesso il ristorante. Aperta tutti i giorni dalle 11 alle 24, si raggiunge con U3/U6 fermata Goetheplatz, bus 58 Kapuzinerplatz.

Oktoberfest 2011 - Day 2

Se non volete perdervi nemmeno una di queste birrerie, le agenzie organizzano dei veri e propri tour, differenti a seconda dei vostri tempi e disponibilità economiche. Su questo sito trovate tutte le info necessarie per prenotare il vostro giro. Alla salute!

Munich Prepares For Oktoberfest

Le migliori birrerie a Monaco di Baviera é stato pubblicato su Travelblog.it alle 09:05 di martedì 30 settembre 2014.








Author: "Angela Iannone" Tags: "oktoberfest, monaco-di-baviera, attivita"
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Date: Tuesday, 30 Sep 2014 06:50

Ancora Tirana nei piani della low cost Blu-Express

“Sono molto lieto di essere qui con voi, nella nobile terra di Albania, terra di eroi, che hanno sacrificato la vita per l’indipendenza del Paese, e terra di martiri che hanno testimoniato la loro fede nei tempi difficili della persecuzione.” Sono le parole pronunciate da Papa Francesco (non sono cattolica, ma adoro questo Papa) domenica scorsa a Tirana, capitale dell’Albania, viaggio di cui ci ha ampiamente raccontato Alessandro su Polisblog (belle anche le fotografie).

E aereo del Papa a parte, l’aeroporto di Tirana è sempre più frequentemente atterranno gli aerei della compagnia low cost Blu-Express, che dopo aver introdotto il volo Ancona-Tirana, è pronta ad introdurre anche il Genova-Tirana (anche Alitalia ha però introdotto il Milano Malpensa - Tirana).

E con Genova siamo a quota nove; nove città italiane collegate con Tirana da Blu-Express, Tirona per gli abitanti della capitale. Le altre sono, Milano Malpensa, Bergamo, Venezia, Verona, Bologna, Pisa e Roma Fiumicino e Ancona; a ben vedere, a questo punto mancano solo le città del nostro meridione. Insomma, sembra proprio che alla low cost italiana piaccia proprio Tirana.

Voli in partenza da prossimo 26 ottobre, da quando saranno due i voli settimanali (mercoledì e domenica) tra Genova (tante le cose da vedere a Genova oltre all’acquario) e l’Albania. Partenza da Tirana alle 12:15, da Genova alle 14:45 per un volo che dura due ore; prezzi che partono da 43,50 euro tutto incluso.

Piazza Skanderbeg a Tirana

Foto Wikimedia Commons

Ancora Tirana nei piani della low cost Blu-Express é stato pubblicato su Travelblog.it alle 08:50 di martedì 30 settembre 2014.








Author: "debora" Tags: "albania, low-cost, genova"
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Date: Tuesday, 30 Sep 2014 06:12

Nelle future strategie di Etihad c’è Milano Linate; Malpensa trema.

Timelapse del volo Roma Fiumicino - Milano Linate di EasyJet.

Milano Linate è stato finito di costruire nel 1937, ha un unico terminal, e due piste, una per il traffico commerciale, e una per l’aviazione generale, capaci comunque di movimentare nel 2013 oltre 9 milioni di passeggeri, per il terzo aeroporto d’Italia. Ma soprattutto Linate dista solo 7 chilometri dal centro cittadino.

Milano Malpensa è stato finito di costruire nel 1948, ma è stato notevolmente ampliato nel 1998 e nel 2013; ha due piste parallele, lunghe quasi il doppio di quella di Linate, e una terza in costruzione, dopo che sarà terminato il disboscamento dell’aerea interessata. Ha tre terminal, di cui uno per i voli cargo, per i quali Malpensa è leader indiscussa in Italia, e con i suoi oltre 18 milioni di passeggeri è il secondo aeroporto d’Italia. Ma Milano Malpensa si trova a Varese, e dista da Milano 50 chilometri.

Il prossimo anno a Milano ci sarà l’Expo, per il quale sono già in vendita i biglietti, e anche se qualcuno sostiene polemicamente che sarà un flop, a Milano ci si aspetta l’arrivo di tantissimi turisti, che sempre più apprezzano la capitale del Made in Italy.

Ore, dal punto di vista del turista, tra Malpensa e Linate non c’è partita; meglio arrivare a Linate, se possibile. E con queste previsioni sugli arrivi, oltre 20 milioni di arrivi solo per l’Expo, naturale che si pensasse ad autorizzare un aumento dei voli su Milano Linate. Si diceva però di un’autorizzazione temporanea; per i sei mesi dell’Expo. Perché lo scalo di Milano non è strutturato per reggere tutto questo traffico, perché quelli di Varese temono la concorrenza di Linate.

Poi è arrivata Etihad, che ha messo sul piatto tanti soldi, per salvare Alitalia, una compagnia che altrimenti sarebbe fallita. Ovvio che per garantire questo salvataggio, il Governo abbia offerto delle garanzie ad Etihad. Ma forse nel patto tra Governo ed Etihad c’era anche Linate; più voli autorizzati su Linate, più voli per Alitalia-Etihad.

Il fatto è che Alitalia-Etihad a Linate godrebbero di un notevole vantaggio concorrenziale, potenzialmente capace di generare grandi numeri. E non solo perché Linate si trova a 7 chilometri dal centro di Milano, ma anche perché grazie a Linate, si potrebbe creare un network di collegamenti con tantissime destinazioni europee; non bisogna infatti dimenticare che Etihad sta dentro anche ad Air Berlin ed Etihad Regional.

E poi, visto che siamo nella terra di Macchiavelli, dove tutto è politica, c’è anche qualcuno (Il Foglio) che dietro a queste manovre, vede l’interesse del Ministro dei Trasporti Lupi, che rumors vorrebbero pronto a candidarsi per la prossima tornata elettorale per eleggere il sindaco di Milano; un bel biglietto da visita, portare lo sviluppo a Milano Linate invece che a Varese-Milano Malpensa.

Vedremo, perché il decreto del governo, per autorizzare più voli su Linate, dovrebbe arrivare presto, e allora basterà leggere se l’autorizzazione è temporanea o permanente, per capire chi avrà vinto l’ennesimo risiko dei cieli.

airbus alitalia parte da milano linate

Etihad sceglie Linate, Malpensa protesta é stato pubblicato su Travelblog.it alle 08:12 di martedì 30 settembre 2014.








Author: "debora" Tags: "milano, attualita"
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Date: Monday, 29 Sep 2014 12:02

Monuriki, una piccolissima isola dell’Oceano Pacifico, dove si è girato Cast Away.


Video girato a Monuriki con un iPhone4 (se siete fan della Apple, allora dovete “abbonarvi” al nostro Melablog, che ci svela tutti, ma tutti i segreti dei prodotti made in Apple.)

Ieri sera mi sono ri-vista (non mi ricordo neppure se tre o quattro volte) Cast Away, il film interpretato da Tom Hanks, che per la sua performance ottenne l’Oscar 2001 per il miglior attore protagonista, e che ultimamente è tornato agli onori della cronaca, per aver inventato un’App, simpatica anche se praticamente inutile.

Le scene di Tom naufrago che parlava con il suo amico Wilson (che forse si sarà anche arrabbiato per il premio ricevuto dalla Broadcast Film Critics Association Award … per il miglior oggetto inanimato) furono girate a Monuriki, 1.15 chilometri di lunghezza per 600 metri di larghezza, un’isola dell’arcipelago Mamanuca, delle Fiji nell’Oceano Pacifico. Qui.

L’isola, che prima del film era famosa per essere una delle tre isole al mondo dove vive l’iguana crestata delle Fiji, è disabitata, e ci si arriva con dei charter locali, che generalmente vi propongono il Cast Away Tour. Questo per esempio, vi porta fino all’isola, dove si resta per due ore e mezza, visitando le location del film, con nuotata (ovviamente) finale; 99 dollari a persona.

La storia ha un evidente riferimento nel romanzo del 1719 Robinson Crusoe, secondo alcuni critici letterari, il capostipite dei moderni romanzi d’avventura. Forse però non tutti sanno che il romanzo si ispirò alla vita Alexander Selkirk, un pirata scozzese, che per 4 anni visse da solo su un’isola dell’arcipelago Juan Fernandez, al largo (molto al largo) delle coste del Cile.

Monuriki

Foto Wikimedia Commons.

Monuriki nell'Oceano Pacifico, l'isola dove hanno girato Cast Away é stato pubblicato su Travelblog.it alle 14:02 di lunedì 29 settembre 2014.








Author: "debora" Tags: "film-locations, fiji"
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Date: Monday, 29 Sep 2014 10:26

Per chi non sa restare disconnesso neanche per un minuto arriva una buona notizia da parte dell’Easa, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (European Aviation Safety Agency): d’ora in poi si potranno tenere accesi e connessi tutti i dispositivi elettronici anche durante i voli in aereo. Addio dunque alla cara “modalità aereo”.

È bene precisare, però, che l’Easa ha lasciato alle singole compagnie aeree la libertà di decidere se consentire o no l’uso di device elettronici sui propri velivoli a seconda che ritengano che ci siano o meno le condizioni di sicurezza per permettere di tenerli accesi e connessi. Per questo è probabile che vi chiedano ancora di tenerli spenti, per non parlare delle brochure, i video e gli audio che fanno leggere, vedere e ascoltare durante il decollo e che contengono ancora tutti l’indicazioni di spegnere tutti gli apparecchi elettronici. In questa fase di passaggio è bene stare a sentire che cosa dicono gli assistenti di volo o chiedere loro direttamente se l’uso dei dispositivi è permesso o no durante il viaggio.

In molti si chiederanno a che cosa ci si possa connettere mentre si è in volo, ebbene l’essa ha spiegato che l’abbattimento di questo divieto è “l’ultimo passo per consentire l’offerta di servizi wifi” sugli aerei. Dunque le compagnie aeree avranno la possibilità di offrire connessioni wifi ai passeggeri sui loro aerei.

Anche in aereo, dunque, come in treno, si potrà godere dell’uso dei propri smartphone, tablet, lettori mp3, lettori di e-book, per far passare più velocemente il tempo e questo, soprattutto durante i viaggi molto lunghi, può essere una vera e propria mano santa.

Consentito uso di dispositivi elettronici in volo aereo

Viaggio in aereo: per l'uso di tablet e smartphone c'è l'ok dell'Easa é stato pubblicato su Travelblog.it alle 12:26 di lunedì 29 settembre 2014.








Author: "Lucia Resta" Tags: "aerei"
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Date: Monday, 29 Sep 2014 07:30

Istanbul non è solo Santa Sofia e la Moschea Blu. Prendi la moschea di Rüstem Pascià, per esempio.

Tra le cose da vedere ad Istanbul, ci sono sicuramente Santa Sofia e la Moschea Blu (come tra le cose da non fare assolutamente, ci sta non mangiare le cozze gratinate, per non incorrere nella vendetta del sultano, variante locale della vendetta di Montezuma). C’è il Topkapi, il mercato delle spezie, tutto disponibile per le vie e vicoli di Sultanhamet, il centro storico di Istanbul.

Ma girando, girando per Sultanhamet, avvicinandosi al ponte di Galata, magari dopo essere passati a curiosare per il vicino bazar egiziano, ci si può imbattere nella moschea di Rüstem Pascià, che, magari a prima vista, non ci attira neanche un po’ (la moschea sta qui). Quante chiese ci sono a Roma? Quante moschee ci sono a Istanbul? Mica le possiamo visitare tutte. Eppure, questa deve essere vista. La sua particolarità sta nelle sue decorazioni, sia interne che esterne; maioliche di Iznik, del XVI secolo.

Moschea di Rüstem Pascià 01

Le pareti, i pilastri, il mihrab sono in gran parte ricoperti da maioliche. Quelle della parete della kibla (la direzione alla Mecca) sono le più ricche, mostrando le tonalità di rosso più profonde, mentre quelle a destra e sinistra della porta principale sono eccezionalmente eleganti, prevalendo il tema floreale, molto variato al suo interno. Wikipedia.

Nell’islam, come anche per l’ebraismo, non sono permesse le raffigurazioni degli esserei viventi, (credo) come reazione a forme di idolatria. E’ anche per questo motivo, che quando si è trattato di decorare le moschee, spesso gli artisti hanno fatto ricorso alla parola (che è anche Verbo). A questa regola non ha potuto sfuggire neppure questa moschea, dove però le parole, il Verbo divino, sono rappresentate artisticamente sopra un meraviglioso pannello di maioliche.

E anche il contesto in cui si inserisce la moschea, in un certo senso concorre a creare la meraviglia. Un mercato affollttissimo, stradine strette e decadenti, come le mura delle abitazioni e della stessa moschea all’esterno. Niente prepara il visitatore, alla finezza delle decorazioni che si trovano all’interno.

Infilata in un vicolo e con all’ingresso, proprio davanti alle scale, una specie di tipicissimo locale da street food si trova, a mio parere la più bella delle moschee di Istanbul. Con le pareti interne interamente rivestite di maioliche bianche e blu mi ha letteralmente stregata. La sua bellezza non si può descrivere a parole e, credetemi non è retorica. Afb.

Moschea di Rüstem Pascià

Foto Wikimedia Commons.

Istanbul segreta, la moschea di Rüstem Pascià é stato pubblicato su Travelblog.it alle 09:30 di lunedì 29 settembre 2014.








Author: "debora" Tags: "istanbul"
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Date: Monday, 29 Sep 2014 07:00

Siete tutti pronti per l’Oktoberfest? Ma oltre ai fiumi di birra, che ne dite di andare a scoprire qualcosa di più sulla storia e le origini dell’Oktoberfest?

Se dico Oktoberfest, cosa vi viene in mente? Beh, la birra, il divertimento, la birra, le parate, la birra, gli eventi per strada, la birra, le salsicce, la birra e via dicendo. Tuttavia c’è una storia nascosta dietro la nascita dell’Oktoberfest che non molti conoscono… o che magari dimenticano dopo i litri di birra bevuti in stile Hobbit, quindi ecco che oggi andremo a parlare della storia e delle origini dell’Oktoberfest. L’Oktoberfest è un festival popolare che si tiene ogni anno a Monaco di Baviera, in Germania: tradizionalmente si tiene durante gli ultimi due fine settimana di settembre e il primo di novembre, quindi quest’anno va dal 20 settembre al 5 ottobre, l’anno prossimo invece sarà dal 19 settembre al 4 ottobre 2015.

Storia e origini dell’Oktoberfest…

Oktoberfest

Le tradizioni dell’Oktoberfest

OktoberfestBirra all'OktoberfestL'Oktoberfest a Monaco di BavieraIl luna park dell'OktoberfestTradizioni dell'Oktoberfest

… è un po’ che non nomino la parola birra, vero? L’Oktoberfest è l’evento più famoso di Monaco di Baviera, una fiera grandissima con circa sei milioni di visitatori l’anno con un consumo medio di boccali di birra che si aggira sui 7.5 milioni di boccali. In realtà altre città del mondo hanno i propri Oktoberfest, ma quando si parla dell’Oktoberfest si parla di quello di Monaco di Baviera.

L’Oktoberfest si tiene nell’area di Theresienwiese: qui per l’occasione viene allestito un vero e proprio luna park e vengono montati gli stand, noti come Festzelte dove verranno servite le sei marche di birra di Monaco di Baviera, ovvero Paulaner, Spaten, Hofbräu, Hacker-Pschorr, Augustiner e Löwenbräu. Pensate che ciascuno dei 14 stand più grandi possono ospitare tranquillamente 5.000-10.000 persone; ogni stand, poi, ha un palco centrale nel quale si esibiscano gruppi musicali tradizionali.

In generale l’Oktoberfest inizia con la cerimonia dello stappo della prima botte, la quale viene trasmessa in diretta in Eurovisione insieme alla processione che accompagna l’intero procedimento. La birra che viene servita, come dicevamo, viene prodotta dai sei grandi birrifici, gli unici autorizzati a proporre la birra durante l’Oktoberfest: la birra in questione si chiama marzen, è un po’ più scura e forte, sia dal punto di vista del gusto che del tasso alcolico.

Per quanto riguarda la cerimonia di apertura, ecco che il sindaco di Monaco deve spillare la prima birra. Per fare ciò deve inserire nella botte inaugurale il rubinetto a furia di martellate. Appena riesce nell’intento pronuncia la frase: “O’Zapft is!” (E’ stappata!) e comincia la festa. Oltre alla birra, i visitatori si riempiono la pancia anche da cibi tipici locali, come la salsiccia, il pollo noto come Hendl e il Sauerkraut. Una curiosità: chi c’è stato mi ha detto che ti siedi al tavolo, bevi litri di birra e mangi tonnellate di cibo. A causa di tutta la birra bevuta tocca servirsi dei bagni molto spesso e qui arriva la cosa curiosa, ovvero il fatto che ogni volta che vai in bagno incontri sempre le stesse persone della volta precedente in quanto diciamo che la frequenza con cui bisogna usufruire dei servizi igienici è più o meno la stessa per tutti.

Ma da dove origina l’Oktoberfest? La prima edizione si tenne dal 12 al 17 ottobre 1810 a Monaco. In realtà fu una corsa di cavalli, organizzata per il matrimonio fra il principe Ludovico di Baviera e la principessa Teresa di Sassonia-Hildburghausen. La festa fu un grande successo e si decise di ripeterla ogni anno, aggiungendo di volta in volta un pezzo: una fiera agricola, danze e balli popolari, la musica e un luna park che di edizione in edizione è cresciuto sempre di più. In realtà nel corso degli anni l’Oktoberfest è stato annullato ben ventiquattro volte, per esempio durante le due Guerre Mondiali, a causa di epidemie o per l’inflazione. Altra particolarità è che le edizioni a seguito delle due Guerre Mondiali furono decisamente più sobrie, mentre le corse dei cavalli scomparvero dopo l’edizione del 1960.

Ricordiamo come il 26 settembre 1980 una bomba venne fatta esplodere da un neonazista, uccidendo e ferendo diversi visitatori, mentre nel 2007 venne bandito il fumo dagli stand, cosa che fece imbufalire i fumatori e gli organizzatori dell’Oktoberfest in quanto un’altra tradizione imponeva un massiccio uso di sigari, pipe e foglie di tabacco arrotolate. Insomma, una festa per veri e proprio Hobbit, no?

Storia dell'Oktoberfest, origini e tradizioni é stato pubblicato su Travelblog.it alle 09:00 di lunedì 29 settembre 2014.








Author: "Dottoressa Veterinaria Manuela" Tags: "enoturismo, oktoberfest, monaco-di-bavie..."
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Date: Monday, 29 Sep 2014 06:14

A Roma tutti pazzi per il Trapizzino del testaccio e di Ponte Milvio.

Intervista all’inventore del Trapizzino.

Roma papalina, Roma sonnacchiosa, Roma machitelofafa, Roma ma lassa perde, a Roma non succede mai niente, e invece questa volta, a Roma qualcuno ha fatto muovere il cervello, e si è inventato qualcosa di nuovo. Addirittura qualcosa di nuovo da mangiare; che piace. Il Trapezzino!

Era il 2008 quando Stefano Callegari ha inventato il trapizzino, e lo preparava allo 00100, una (a quel punto ex) pizzeria al taglio del Testaccio.

Il nome è un gioco di parole, che combina tramezzino e pizza. Un calzone? Un panzerotto? No, perché il pane per un trapizzino è cotto separatamente, e poi farcito con un ripieno da ordinare a piacere.

Un’innovazione che è piaciuta, un successo immediato, per un take-a-way (domani uno street food?) che unisce sapore a velocità e prezzi contenuti.

Il triangolino dei desideri è si nuovo, ma non dimentica la tradizione culinaria romana, visto che per il ripieno possiamo anche richiedere la coratella e carciofi, una parmigiana di melanzane, lingua in salsa verde, vignarola di fave, seppie con i piselli, e tutto quello che riesce ad infilarci l’estro audace e saporito di Stefano.

Dallo scorso dicembre il Trapizzino ha anche il suo locale, Il Trapizzino, al piazzale di Ponte Milvio a nord di Roma (anche il locale del Testaccio ora si chiama così). Tradizione romana, ma non solo, visto che nel Trapizzino ci possiamo infilare la burrata con acciughe, o uno stufato piccante di tradizione eritrea. Da provare, in via Giovanni Branca 88 al Testaccio, e a Piazzale di Ponte Milvio.

Abbiamo scelto di venire in questo localetto , grazie alla guida del gambero rosso street food ! Ho assaggiato due trapizzini uno alla trippa e l’altro al pollo alla cacciatora ! Ragazzi sono una favola , ne avrei mangiati a migliaia , leggerezza e qualità allo stesso tempo ! Vi obbligo ad andarci ! Ottimo ottimo ottimo. DbSimone.

Trapizzino a Ponte Milvio

Foto di fabiogRom

Il Trapizzino del Testaccio e di Ponte Milvio a Roma é stato pubblicato su Travelblog.it alle 08:14 di lunedì 29 settembre 2014.








Author: "debora" Tags: "roma"
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Date: Sunday, 28 Sep 2014 15:00

E’ stata inaugurata lo scorso 20 settembre a Monaco di Baviera la 181esima edizione dell’Oktoberfest: la più grande festa popolare del mondo dedicata alla birra durerà fino al 5 ottobre.

Ha dato il via alla festa il sindaco della città, Dieter Reiter, che ha riempito il primo boccale di birra e a diverse ore dall’apertura il ‘Wiesn’, ovvero l’area su cui si tiene l’Oktoberfest e che può ospitare 118mila posti, era già affollatissimo, con lunghe file e tendoni stracolmi.

La tenda più grande della festa può accogliere 10mila persone (posti a sedere) e nel 2013 l’evento - che attira ogni anno milioni di visitatori - ha portato nelle casse cittadine 1,1 miliardi di euro.

Il primo Oktoberfest si tenne a Monaco dal 12 al 17 ottobre del 1810 in occasione del matrimonio del principe Ludovico di Baviera e della principessa Teresa di Sassonia-Hildburghausen. Allora consisteva in una corsa di cavalli e in seguito, dato il suo successo, venne istituito ogni anno (in tutto, dal 1810 a oggi, l’appuntamento fu annullato 24 volte).

Alla festa originaria, che fino alla fine dell’Ottocento prevedeva pochi stand che vendevano birra, vennero aggiunte una fiera agricola, danze popolari, musica e un luna park. I capannoni della birra sono gestiti dalle sei più grandi fabbriche della Baviera, e la bevanda viene servita nel boccale standard da litro, il ‘Maß’.

Ovviamente, non mancano gli stand gastronomici per riempire la pancia tra una birra e l’altra: offrono specialità locali, come salsicce, crauti, polli, stinco di maiale e gli immancabili pretzel.

Ein Prosit!

Oktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di BavieraOktoberfest 2014 - Le immagini della festa della birra a Monaco di Baviera

Aggiornamento di Arianna Ascione

L’edizione 2014 dell’Oktoberfest

“O’zapft is!”, ovvero “È stappata!”. Con questo grido si apre ogni anno l’Oktoberfest, la più famosa festa della Birra che si tiene a Monaco di Baviera, in Germania.

Final Phase Of Oktoberfest Preparations

Da sabato 20 settembre a domenica 5 ottobre la città bavarese si riempie di turisti e monacensi pronti a festeggiare assieme e a degustare oltre 8 milioni di boccali di birra. Un festival popolare, che attira una media di 6 milioni di visitatori.
Un evento storico, quello dell’Oktoberfest, che nasce nel 1810 per festeggiare le nozze del principe ereditario Ludwig con la principessa Therese von Sachsen-Hildburghausen. Da lei prende il nome la location, Theresienwiese (prato di Therese), una grande zona all’aperto nella periferia di Monaco dove vengono allestiti centinaia di stand di birrifici bavaresi.

Per partecipare all’Oktoberfest  basta essere degli amanti della birra e della cucina tipica del posto, da degustare seduti alle grandi tavolate allestite in tutta l’area. Certo, è preferibile prenotare in anticipo per sedersi ed evitare la fila.
L’Oktoberfest di Monaco non è solo birra: tanti sono gli eventi correlati, imperdibili.

Oktoberfest 2010 - Opening Day

Si comincia sabato 20, con la festa di inaugurazione e l’ingresso degli osti e dei birrai alla Wiesn, una sfilata pittoresca con carrozze decorate che trasportano le cameriere e le orchestrine degli stand.
Domenica 21, poi, c’è la sfilata dei costumi tradizionali e di “Schützen”(tiratori), la parata più famosa della festa e la più imponente, che si svolge per le strade del centro di Monaco di Baviera ed è lunga ben 7 chilometri. A parteciparvi, gruppi folcloristici, orchestrine, gruppi in uniformi storiche, tiratori, birrai, sbandieratori per uno spettacolo imperdibile.

Domenica 28 , invece, c’è il concerto di tutte le orchestrine della festa, che si svolge sulle scalinate della Bavaria. Durante le due settimane inoltre l’intera città si cala nell’atmosfera della festa, con i locali che organizzano serate, dj set, feste e degustazioni, il tutto accompagnato da birra a volontà.

Oktoberfest 2012: Final Weekend

Raggiungere l’Oktoberfest è facile: tanti sono i voli low cost che partono dai principali hub verso Monaco di Baviera, anche se ci sono molti tour operator che organizzano viaggi in pullman. Una volta arrivati lì, Theresienwiese si trova a pochi minuti a piedi dalla stazione centrale Hauptbahnhof, oppure con la metropolitana (U-Bahn U4, fermata Theresienewiese), o ancora in bicicletta. Ci sono anche alcune linee urbane di autobus che sono ben collegate con la festa (la linea 53, la 58, la 131 e la 132 vi lasciano proprio là di fronte). E’sconsigliato prendere la macchina, sia per problemi di parcheggio che per evitare il controllo dell’alcol test una volta usciti dalla festa.

Oktoberfest 2014, le immagini della festa della birra a Monaco di Baviera é stato pubblicato su Travelblog.it alle 17:00 di domenica 28 settembre 2014.








Author: "Angela Iannone" Tags: "oktoberfest, monaco-di-baviera"
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Date: Sunday, 28 Sep 2014 06:51

Alla scoperta di una delle zone più affascinanti della città. La Trastevere di Parigi.

Parigi è un libro aperto pronto a raccontare mille storie e a regalare differenti suggestioni a chi sceglie di scoprirlo. Ad ogni angolo c’è una leggenda, un mistero o, semplicemente, uno scorcio da fotografare, a cominciare dal cosiddetto quartiere latino, che è più che altro una zona che si estende tra il V e il VI arrondissement.

In termini di attrazioni e monumenti, è compresa tra Saint-Germain-des-Prés e i Giardini del Lussemburgo. Passeggiare tra le sue stradine permette di respirare una atmosfera particolare e multicolore, ma anche di fermarsi ed assaggiare le specialità locali, dal semplice croissant caldo all’interno di un piccolo caffè, fino ai comuni fast-food per riempire lo stomaco dopo un lungo tour conoscitivo.

E’ una zona che piace molto anche ai collezionisti perché oltre alle note catene di abbigliamento, fanno capolino le librerie specializzate per trovare testi anche rari o punti vendita del vecchio vinile dove perdersi per ore, alla ricerca dell’affare musicale.

Il quartiere latino di Parigi è soprattutto passato, che si ritrova in ogni angolo e nello stesso nome si legge la sua originaria funzione, che le è valsa un termine piuttosto rappresentativo.

A partire dal XII secolo, ha accolto milioni di studenti e qui ha sede l’università locale. Se oggi l’idioma è, ovviamente, il francese, un tempo si ascoltava la lingua “dotta”, il latino, ma da queste parti il nome dell’area non si è fatto dimenticare anche per le tante proteste che vi hanno preso vita, tutte le volte che il rinnovamento e l’evoluzione si facevano strada, richiedendo una piccola battaglia per difendere le proprie idee.

Oggi il quartiere latino è perfetto da visitare anche in autunno, per perdersi rigorosamente tra piazzette e viuzze, scoprendo quanto il suo assetto urbanistico, in fondo, non sia cambia

Parigi e il quartiere latino: perdersi tra le vie e le piazze dell’area universitaria é stato pubblicato su Travelblog.it alle 08:51 di domenica 28 settembre 2014.








Author: "RondoneR" Tags: "francia, parigi"
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Date: Saturday, 27 Sep 2014 13:46

San Juan Skyway, 370 chilometri di strade panoramiche, attraverso la grande natura del Colorado.

USA on the road, il mito dei grandi spazi del Nord America, da scoprire e gustare viaggiando. E da quelle parti questa cosa la prendono seriamente (c’è una sezione del Ministero dei Trasporti che cura le Scenic Route), e se anche il fascino della US Route 66 catalizza l’immaginario dei grandi viaggi, negli USA si può andare oltre, come ad esempio con la Great River Road, 4.766 chilometri dal confine del Canada fino al Golfo del Messico, la a California State Route 1, da Monterrey a Los Angeles, o la US Route 2, un altro coast to cost, dal Maine fino a Seattle.

Meno impegnativa, ma altrettanto bella, la San Juan Skyway Scenic Route, è un percorso circolare di 370 chilometri che si snoda nella parte sud occidentale del Colorado, lo stato di Denver, che offre tutti gli scenari più tipici del grande west statunitense; dai picchi delle Rocky Mounintains, agli spazi dell’altopiano del Colorado e della Grande Pianura Americana.

La Route scorre tra le montagne del massiccio di San Juane, con molti picchi oltre i 4.000, tra i quali anche la Red Mountain (nella fotografia), 3.930 di rocce ferrose, antichi centri minerari e moderni centri turistici, come Telluride, che si è sviluppato grazie allo sci, o Durango e Silverton, dove fanno base gli appassionati delle escursioni in montagna.

I 15 chilometri di strada tra Ouray e Silverton, conosciuti anche come “The Million Dollar Highway“, sono i più spettacolari del percorso. Curve impegnative e motori messi alla prova, tra cime, passi e cascatelle montane. Lungo il percorso da vedere Ouray, la Svizzera degli States, Telluride, per gli amanti del cibo, e Silverton.

red Mountains

Foto Wikimedia Commons.

Grandi strade panoramiche, San Juan Skyway in Colorado é stato pubblicato su Travelblog.it alle 15:46 di sabato 27 settembre 2014.








Author: "debora" Tags: "stati-uniti, automobile"
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Date: Saturday, 27 Sep 2014 05:46

La Caverna delle Canne da Flauto, riscoperta nel 1940, oggi un’importante attrazione turistica.


Le bellezze naturali di Guilin nel sud della Cina.

Ci sono prove, graffiti, che dimostrano come la Caverna fosse già frequentata 1.200 anni fa, quando probabilmente era considerata un luogo sacro. Rimasta sconosciuta per secoli, è stata riscoperta solo nel 1940, e da allora la sua popolarità è andata sempre più aumentando, tanto che oggi è diventata una popolare attrazione turistica. Una meravigliosa caverna multi-colore.

La Caverna prende il nome dalle abbondanti quantità di canne che crescono al suo ingresso, canne che erano raccolte per costruire piccoli flauti; ma non è per quest’attività che la caverna è stata riscoperta. Tutta colpa della guerra, o meglio dell’invasione giapponese della Cina negli anni ‘30, che portò da queste parti un gruppo di cinesi, in cerca di un rifugio dove scampare ai rastrellamenti egli occupanti.

L’interno della grotta è un vero e proprio uno spettacolo per la presenza di bellissime formazioni geologiche. Creata da millenni di erosione dell’acqua sul tenero calcare, la grotta presenta stalattiti, stalagmiti e colonne di pietra che sembrano innalzarsi dal pavimento fino al soffitto. Le pareti sono “adornate” da increspatura, anche queste frutto dei secoli di erosione, che si insinuano profondamente nella roccia.

Oggi la Caverna è sapientemente illuminata da tante luci multicolori, nascoste tra le fessure e le crepe di questo grande spazio sotterraneo. L’effetto è quasi surreale, con le luci che trasformano lo spazio, altrimenti buio, in uno strano mix di colori al neon e possenti e grezzi massi calcarei.

La caverna si trova a pochi chilometri dalla città di Guilin, una delle città più pittoresche del sud della Cina, che propri per lo scenario naturale che la circonda, è una delle mete turistiche più rinomate del paese.

reeed flute cave in Cina

Foto Wikimedia Commons.

Lo spettacolo della caverna della Canne da Flauto a Guilin é stato pubblicato su Travelblog.it alle 07:46 di sabato 27 settembre 2014.








Author: "debora" Tags: "cina"
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Date: Saturday, 27 Sep 2014 05:40

Alle Terme Loipersdorf in Stiria, Austria, tra le più grandi e complete d’Europa.

Visualizziamo; al calduccio, stretti nell’accappatoio con una tisana fumante, in pieno inverno, dopo una bella passeggiata tra le bancarelle di Natale. Una vacanza che possiamo realizzare alle Terme Loipersdorf (sito in italiano) in Austria, uno dei resort termali più grandi d’Europa, che recentemente ha rinnovato la nuova Sfera Alfa Cocoon (e se fosse estate, i nostri bambini si potrebbero sbizzarrire nel grande Acquafun annesso al complesso termale).

25 minuti per raggiungere lo stato Alfa, quella dimensione tra sonno e veglia in cui il cervello lavora intensamente, quasi, scindendosi; da un lato un profondo rilassamento, dall’altro la stimolazione dei sensi. Di recente completamente rinnovata, la Sfera Alfa Cocoon assicura un relax profondo e completo.

Sei lettini di nuova generazione, situati all’interno di uno spazio appositamente progettato. Una speciale composizione di luci, basata sul valore terapeutico della cromoterapia, favorisce un viaggio attraverso l’intero spettro dei colori percepiti dall’uomo. Una nuova tecnologia audio, avvolge il corpo di suoni. L’effetto rilassante viene potenziato attraverso le fragranze di aromaterapia che completano l’atmosfera di totale benessere nella sfera Alfa Coccon. Un’esperienza spaziale che in 25 minuti permette di raggiungere lo stato alfa,

La Sfera Alfa Cocoon propone una selezione di programmi e composizioni diverse che invitano a esperienze personalizzate, a seconda della necessità del momento e dell’umore. Sono 4 i programmi che si possono provare, a partire da quello blu “Basic”. Tra le novità invece troviamo: il programma rosa “Sensitive”, adatto a persone particolarmente delicate e sensibili; il programma rosso “Intense” per chi al contrario è alla ricerca di sensazioni forti e infine il programma arancio “Energy” adatto a chi vuole tonificarsi e fare un pieno di energia.

E poi le terme del programma “Il Mio Schaffelbad”, che offre un’oasi di benessere con il tipico sapore della Stiria, anche grazie al design degli ambienti arredati con materiali naturali che accentua l’atmosfera di intimità e pace. Facile lasciarsi andare grazie agli antichi rituali delle Terme Romane, le infusioni speciali della sauna e i confortevoli lettini del Padiglione sul Lago da condividere con il proprio partner.

Le Terme Loipersdorf sono aperte tutti i giorni. L’area “Terme da vivere” è la parte più grande dedicata al divertimento di tutte le età, comprende: 21 piscine interne ed esterne, 9 saune, l’Acquafun con gli scivoli, il Babybeach e l’Acquapark per i bambini, un ristorante. L’area “Il mio Schaffelbad” è invece la parte più elegante ed esclusiva, dedicata a chi cerca benessere e relax, con 14 piscine, 14 saune, sale relax, cabine per i trattamenti, un ristorante e una biblioteca. Il biglietto giornaliero per le “Terme da vivere” è di 27,50 euro; quello per entrambe le aree invece è di 39,50 euro.

E visto che si trovano a soli 150 chilometri a sud da Vienna, dopo aver visto le principali attrazioni della capitale austriaca, niente di meglio che un meritato riposo alle terme Loipersdorf.

Sfera Alfa m - Terme Loipersdorf

La Sfera Alfa alle Terme Loipersdorf in Austria é stato pubblicato su Travelblog.it alle 07:40 di sabato 27 settembre 2014.








Author: "debora" Tags: "austria, resort-all-inclusive"
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Date: Friday, 26 Sep 2014 10:44

Inaspettatamente anche per il prossimo week end avremo due belle giornate di sole con temperature in rialzo dopo il calo dei giorni scorsi.

La giornata di sabato si aprirà con qualche velatura sulle zone di confine del Friuli Venezia Giulia, sul Veneto e qualche area del Sud, in particolare sulla Sicilia. Velature che comunque scompariranno con il passare delle ore, salvo presentarsi nel pomeriggio sulle zone meridionali e orientali della Sardegna. Complici anche le temperature che saliranno leggermente nei valori massimi oscillando tra i 22 e i 28 gradi, a quanto pare il clima sarà perfetto per trascorrere una piacevole giornata all’aperto, approfittando per tornare al mare a rilassarsi su una sdraia sorseggiando un bel cocktail alla frutta oppure giocando a beach volley (i gusti son gusti). Per la sera e la mattina presto dovrete però attrezzarvi con maglioncini e giacchetti perchè le minime scenderanno, in particolare al Sud e in Sicilia.

Le temperature massime continueranno a salire anche il giorno seguente e saranno accompagnate da un innalzamento delle minime. Il sole splenderà in particolare nelle regioni del Sud, ma anche le altre non avranno di che lamentarsi. Infatti, a parte qualche velatura e un po’ di nuvolosità passeggera su Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Sardegna occidentale, avremo la possibilità di organizzare anche per domenica pic-nic, gite, escursioni o continuare a rilassarci e abbronzarci su una spiaggia semideserta (siamo comunque in autunno!). Unica nota “negativa” sono i mari, se sulla terraferma si potrà godere di una certa stabilità, meteorologica, diverso sarà il discorso per chi ha prenotato un traghetto: il basso Adriatico sarà molto mosso, e lo Ionio, varierà tra molto mosso a agitato.

alba

Foto | Flickr

Via | Servizio Meteorologico Aeronautica Militare

Le previsioni meteo per sabato 27 e domenica 28 settembre é stato pubblicato su Travelblog.it alle 12:44 di venerdì 26 settembre 2014.








Author: "Simona Traversini" Tags: "attualita"
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Date: Friday, 26 Sep 2014 08:31

La Farmacia degli Incurabili a Napoli, dove il tempo si è fermato


Il servizio del TG3 Campania per la riapertura dell’Antica Farmacia, avvenuta nel 2012.

A volte ci facciamo trascinare dalla quotidianità, dalla contemporaneità, che ci fa perdere di vista il contesto di una città, di una Storia. E’ il caso di Napoli, che oggi vive una storia difficile, che la “marchia” agli occhi di chi non ne conosce i secoli di Storia, spesso splendida. Come quando era una delle città più moderne d’Europa, all’avanguardia in tanti campi, dall’arte alla scienza e alla medicina (andatevi a vedere il Cristo Velato).

Operare in questo contesto, con pochi o nessun finanziamento potrebbe sembrare impossibile, eppure c’è qualcuno che ama la propria città, e da anni combatte contro i mulini a vento, questa volta però, riuscendo a uscirne vincitore. E’ il caso del Faro di Ippocrate, un’associazione privata cui siamo debitori della riapertura dell’Antica Farmacia degli Incurabili a Napoli.

L’interno è composto da due ambienti: un grande salone ed un’antisala. Il piccolo vano, che fungeva da laboratorio, è rivestito da scaffalature in noce intagliato e decorato, opera, come il tavolo centrale, dell’ebanista Agostino Fucito. Alle pareti una vasta raccolta di albarelli e idrie, i tipici contenitori da farmacia, decorati a chiaroscuro turchino. Il salone conserva circa 400 vasi maiolicati opera di Lorenzo Salandra e Donato Massa (metà XVIII secolo), con scene bibliche e allegorie. Il pavimento in cotto maiolicato è attribuibile a Giuseppe Massa. Sul soffitto del salone di rappresentanza, infine, vi è la grande tela di Pietro Bardellino del 1750. Wikipedia.

Ora la Farmacia è aperta dal dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 con ingresso gratuito, ma per apprezzarla davvero meglio approfittare delle visite guidate domenicali, dalle 10 alle 13; 5 euro a persona. E pazienza se l’esterno della struttura è fatiscente; magari con un altro piccolo miracolo, si riuscirà a sistemare anche quello.

La Farmacia degli Incurabili a Napoli


La Farmacia degli Incurabili a Napoli 2

Foto Wikimedia Commons.

Le visite guidate alla Farmacia degli Incurabili a Napoli é stato pubblicato su Travelblog.it alle 10:31 di venerdì 26 settembre 2014.








Author: "debora" Tags: "napoli"
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Date: Friday, 26 Sep 2014 06:00

Visto che a Parigi si tengono le sfilate di moda, che ne dite se andiamo a dare una sbirciata alla casa museo di Christian Dior a Granville?

Se siete dei fanatici della moda, se non vedete l’ora di sbirciare le passerelle, magari fra una sfilata di Parigi e l’altra potreste avere voglia di staccare un po’, rimanendo sempre nel mondo della moda. Che ne dite allora di fare un salto alla casa museo di Christian Dior a Granville? Si tratta di un utile sistema per unire cultura e moda e ben si sposa con l’atmosfera glamour creata dalle sfilate, dai modelli, dalle modelle e dagli stilisti. Diciamo subito che il Musée Christian Dior è un museo sito a Granville, in Francia: fondato nel 1988, è ovviamente dedicato allo stilista Christian Dior. Lo potete trovare indifferentemente noto con il nome di casa museo di Christian Dior a Granville o con quello di Musée Christian Dior.

Cosa vedere nella casa museo di Christian Dior a Granville

Musee Christian Dior

Il Musee Christian Dior

Musee Christian DiorLa casa museo Christian DiorGranville, il Musee Christian DiorMostra al Musee Christian DiorMuseo Christian Dior a Granville

Il 22 giugno 1988 Villa Les Rhumbs a Granville, Bassa Normandia e casa natale di Christian Dior venne trasformata in una vera e propria casa-museo tutta dedicata alla vita e alle opere dello stilista. Molto più semplicemente da allora la casa venne ribattezzata Musée Christian Dior. Già solo la posizione della Villa è splendida, situata come è in cima ad una scogliera proprio all’ingresso della città: da qui si ha una vista spettacolare delle isole Anglo-Normanne. Come se non bastasse, tutta la Villa è circondata da un grandissimo giardino, spettacolare la fioritura delle rose.

Nel Musèe Christian Dior troverete esposizioni permanenti a tema e mostre periodiche. La mostra inaugurale venne dedicata alle attrici che utilizzavano Dior come stilista, quindi vennero esposti cinquanta modelli di abiti indossati in precedenza da attrici del calibro di Elizabeth Taylor, Marlene Dietrich, Ava Gardner e Olivia de Havilland. Ma non solo: ricordiamo come nel 2008 si tenne una particolare mostra dedicata al dandysmo, titolo Dandysmes 1808-2008, de Barbey d’Aurevilly à Christian Dior: qui venne sottolineato anche il ruolo nel mondo del profumo maschile.

Se vi interessa l’indirizzo esatto è Villa Les Rhumbs, Rue d’Estouteville, 50400 Granville, Francia, mentre il recapito telefonico è 02 33 61 48 21. Diciamo che in linea generale non è un museo universalmente conosciuto come il Louvre, non gli viene neanche fatta tanta pubblicità e non è segnalato benissimo, tuttavia se avete voglia e pazienza di arrivarci, lo spettacolo ne vale la pena. Il panorama, il giardino fiorito, la spiaggia, l’antico cimitero. E controllate prima quali mostre sono in corso.

Via | Musee Dior Granville

La casa museo di Christian Dior a Granville é stato pubblicato su Travelblog.it alle 08:00 di venerdì 26 settembre 2014.








Author: "Dottoressa Veterinaria Manuela" Tags: "francia, musei-2, cosa-vedere, in-europa"
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Date: Friday, 26 Sep 2014 05:55

Dopo l’incidente mortale provocato da un ciclista, cresce la polemica tra pedoni e ciclisti a Manhattan.


La notizia dell’incidente, che dopo qualche giorno, ha portato alla morte di una turista americana in visita a New York.

Central Park è grande, molto grande. 10 minuti non bastano, come non basta una mezz’oretta. Central Park è tanti parchi insieme (ci sono anche i campi gioco per i bambini), per cui, se non ci organizza, concentrandosi su quello che realmente si desidera vedere, si corre il rischio di rimanere delusi. Central Park cambia pelle nel corso dell’anno. Iperattiva in primavera, sonnolenta in estate, romantica in autunno, “pensierosa” in inverno.

Central Park attira gente da tutta la città e da tutto il mondo, ognuno con aspettative ed interessi diversi. Central Park però può essere anche pericolosa, anche la domenica, anche se si sta semplicemente passeggiando, confusi tra la folla. E la settimana scorsa una donna di 58 anni, una turista statunitense, è morta per le ferite riportate dopo essere stata colpita violentemente da un ciclista. E non è l’unico caso del genere.

Certamente colpa della folla che si ritrova in questo straordinario, e per certi versi, poco conosciuto parco urbano; folla di pedoni, folla di ciclisti, che nei week-end, si sfogano lungo le strade di Central Park chiuse al traffico automobilistico (dalle 7 del mattino del venerdì alle 7 del mattino del lunedì).

Ma tanta voglia di sport e attività all’aria aperta, porta anche a comportamenti pericolosi, come ciclisti che driblano veloci i passanti, o non rispettano i semafori pedonali all’interno del parco. La donna è stata colpita violentemente da un uomo di 31 anni in bicicletta, che non l’ha vista, perché impegnato a scartare un altro pedone.

E non è solo un problema di educazione stradale, ma anche di semplice educazione personale, con i pedoni che si lamentano sempre più dei comportamenti maleducati dei ciclisti: “”Sono orribili. Urlano oscenità ai turisti che hanno appena messo un piede in mezzo alla strada. Si comportano come una banda.”

Eppure le regole ci sono: i ciclisti sotto i 14 anni occorre indossare il casco, devono procedere in senso anti-orario, non possono percorrere i sentieri riservati ai pedoni, devono sempre dare la precedenza ai pedoni, devono utilizzare solo la metà esterna della corsia della strada. Inutile dire che la polizia ha aumentato i controlli nei week-end a Central Park.

passeggiando a central park

Foto Wikimedia Commons.

Attenti alle biciclette, quando passeggiate a Central Park a New York é stato pubblicato su Travelblog.it alle 07:55 di venerdì 26 settembre 2014.








Author: "debora" Tags: "new-york-city"
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Date: Thursday, 25 Sep 2014 15:49

Viaggio d’autunno in cerca di avventura? In Brasile è il momento giusto per vivere una esperienza emozionante

Avvistare le balene è il sogno di molti e se poi la location è speciale, allora non resta che aspettare il momento giusto e partire. La destinazione perfetta, ora, è il Brasile e le date per volare verso tale meta sono proprio da adesso fino a novembre.

Da nord a sud, si possono osservare mentre nuotano e accudiscono i piccoli. Se siete fortunati danzeranno per voi “il samba delle balene”. Questo perché sin da luglio la Megattera o Jubarte, lascia l’Antartide e si sposta alla ricerca di acque più calde, le stesse che trova verso la costa meridionale di Bahia.

Questa è anche la stagione degli amori oltre che quella dell’allattamento e se è vero che potete avere la fortuna di scorgerle ovunque in loco, da Rio Grande do Sul a Parà, ci sono due punti dove andrete sul sicuro. Si tratta di Bahia Sud e Nord Espirito Santo.

Non tutti sanno che la balena Jubarte ha una peculiarità in grado di stupire e mettere allegria: è una creatura che canta. Questo perché il maschio per tentare di farsi notare dalla femmina, deve improvvisare un vero e proprio concerto. Per vederla il biglietto che si paga è quello di un tour organizzato a caccia di questi giganti che pesano fino a quaranta tonnellate.

La zona di riferimento, in generale, viene anche detta Costa delle balene e comprende Prado, Alcobaça, Caravelas, Nova Viçosa e Mucuri e il Parco Nazionale Marino di Abrolhos. Quello che tutti aspettano, poi, da parte di quella che è anche detta balena gobba, è il momento in cui salta e lascia chi si trova nelle vicinanze, letteralmente senza fiato. Una manciata di secondi in cui le pinne pettorali sembrano ali ed, infatti, Megaptera in greco significa proprio “grandi ali”.

Se, invece, non volete perdervi la meraviglia della balena Franca Australe mentre allatta i cuccioli e poi li lascia liberi di nuotare in mare aperto, dovete avvicinarvi al litorale catarinense, tra Florianopolis e Laguna, dalle parti delle coste di Garopaba e Imbituba.

In questo caso l’osservazione può essere effettuata da terra, per la particolare conformazione del territorio. Tra promontori e baie, infatti, questi esseri viventi cercano aree nascoste e riparate per fermarsi. Nell’attesa, ci si può anche concedere un bagno nelle spiagge locali, a cominciare da Praia do Rosa.

Questa creatura non sempre nuota, a volte si lascia spingere dal vento usando la coda come vela. A settembre nella vecchia stazione baleniera su Praia do Porto, a Imbituba, si festeggia la Settimana della Balene Franche. Per maggiori informazioni sul Brasile si può dare un’occhiata a visitbrasil e the world meets in brasil.

A whale sprays water to breathe at Ipane

In Brasile entro novembre per vedere le balene e i loro cuccioli é stato pubblicato su Travelblog.it alle 17:49 di giovedì 25 settembre 2014.








Author: "RondoneR" Tags: "in-sud-america, attualita, brasile"
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Date: Thursday, 25 Sep 2014 11:06

Spazio intergalattico, ma anche mare e spiagge paradisiache per questo altro simpatico cartoon della Disney.

Lilo&Stitch, così si intitola il film di animazione che vede protagonisti un esserino blu profondamente malvagio e indistruttibile creato dal dottor Jumba: l’esperimento 626. Fuggito da un’astronave si ritrova per caso sulla terra dove incontra Lilo, una bimba orfana che vive con la sorella maggiore Nani e che, scambiandolo per un cagnolino, decide di adottarlo chiamandolo Stitch. Fra un’avventura e l’altra su un’isola hawaiana tra i due nascerà una vera amicizia e Stitch troverà la famiglia che non ha mai avuto in Lilo e Nani.

Foto - Flickr

Travelquiz della settimana: le location dei film di animazione (4) é stato pubblicato su Travelblog.it alle 13:06 di giovedì 25 settembre 2014.








Author: "Simona Traversini" Tags: "viaggiatori, sondaggi"
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Date: Thursday, 25 Sep 2014 08:00

Marché aux Puces de Saint-Ouen, il mercato delle pulci più famoso di Parigi.

Perché chiamiamo quel genere di mercato all’aperto, dove si può acquistare merce di poco valore, qualche volta addirittura barattare, mercato delle delle pulci? Perché era più facile trovare delle pulci nei tappeti e dei vestiti acquistati nei marché aux puces, che un vero affare, almeno quando questo genere di mercati iniziarono a diffondersi a Parigi.

Il più antico e più famoso mercato delle pulci di Parigi, capace di attirare annualmente più di 11 milioni di visitatori, è il Marché aux Puces de Saint-Ouen, anche se tecnicamente Saint-Ouen non è Parigi, ma un comune amministrativamente autonomo, appena fuori le antiche porte della città.

Il mercato è ufficialmente sulla piazza sin dal 1885, da quando vi si stabilirono i primi straccivendoli, cui le nuove ordinanze del prefetto parigino in materia di igiene, li aveva privati della loro materia prima: i rifiuti di Parigi. Tanto per rendere l’idea della popolarità di questo mercato, i mercanti devono affittare le propri “postazioni” per un periodo minimo di 3 anni (ma c’è chi li affitta per 9!); quasi d’obbligo per il più grande mercatino delle pulci d’Europa.

Ovviamente oggi il mercato è cambiato, e dei problemi igenici del XIX secolo è rimasto solo il nome. Molti dei mercanti che si trovano tra queste vie, abbigliamento a parte, offrono prodotti che spaziano dall’archeologia al modernariato, dal classico al design; e in alcuni casi, soprattutto per il mobilio e per l’arredamento, non si tratta di proprio di pezzi a buon mercato.

Arrivando dalla metro, per prima cosa si incontrano le solite bancarelle che offrono capi di abbigliamento e prodotti a buon-mercato, spesso di nostrani veri-falsi; meglio passare oltre (tanto per queste bancarelle ci si deve ripassare al ritorno ed arrivare fino ai vicoli intorno a rue des Rosiers. Qui si affollano i negozi di antiquariato, quelli da cartolina, dove si può trovare di tutto; dai pezzi pregiatissimi, ai pezzi a pochi euro, unici per il nostro hobby preferito (la zona è ben segnalata da cartelli-mappa).

Gli appassionati programmano un’intera giornata al mercato, dove gli affari si fanno la mattina presto, per tutti gli altri è d’obbligo mettere in conto una mezza giornata. Il Marché aux Puces de Saint-Ouen si tiene ogni sabato, domenica e lunedì e ci si arriva con una passeggiatina di 10 minuti a piedi, dopo che si è scesi alla stazione di Porte de Clignancourt, capolinea della linea 4 della metropolitana parigina.

Mercato delle pulci di Saint-Ouen Parigi

Foto ParisSharing.

Il mercato delle pulci di Saint-Ouen a Parigi é stato pubblicato su Travelblog.it alle 10:00 di giovedì 25 settembre 2014.








Author: "debora" Tags: "parigi"
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