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Date: Tuesday, 18 Jun 2013 09:54
Ha ragione qualEnergia, con suo articolo, a definire storico quanto è successo domenica scorsa, per due ore, in tutto il territorio nazionale.
Di fatto il costo dell'energia elettrica è stato pari a ZERO!!
Non soltanto in alcune zone del territorio nazionale come avvenuto nel recente passato ma addirittura in tutta Italia grazie all'apporto di fonti di energia che sono regalate dalla natura quali il sole, il vento e l'acqua con i processi di trasformazione dei pannelli fotovoltaici, le pale eoliche e i bacini idroelettrici, senza dimenticare l'apporto costante, giorno e notte, dato della geotermia.
Ditelo a chi spreca e dilapida capitali per sovvenzionare ancora i combustibili fossili, fonti obsolete e pericolose!
Di fatto il costo dell'energia elettrica è stato pari a ZERO!!
Non soltanto in alcune zone del territorio nazionale come avvenuto nel recente passato ma addirittura in tutta Italia grazie all'apporto di fonti di energia che sono regalate dalla natura quali il sole, il vento e l'acqua con i processi di trasformazione dei pannelli fotovoltaici, le pale eoliche e i bacini idroelettrici, senza dimenticare l'apporto costante, giorno e notte, dato della geotermia.
Ditelo a chi spreca e dilapida capitali per sovvenzionare ancora i combustibili fossili, fonti obsolete e pericolose!
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Date: Monday, 17 Jun 2013 18:16
Con i dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico ho realizzato questi due grafici.
Il primo rappresenta il prezzo del petrolio in dollari, dal 1994 ad oggi , prendendo come unità di misura il barile comprendendo anche il costo del noleggio del trasporto, il costo di assicurazione, FOB, franco il porto d'imbarco .
Da ricordare il recente post Crolla tutto ! Inesorabilmente
ed ancora:
- Consumi di energia elettrica in Italia: -3,4% a Maggio
- I consumi di gas, -15%,
- Immatricolazioni auto, - 11,3%
... e in attesa dei dati del Ministero sul consumo di petrolio e dei carburanti.
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Chiudono impianti nucleari per inefficienza e incapacità di confrontarsi con la concorrenza ed obsolescenza 

Date: Sunday, 16 Jun 2013 16:10
Gli impianti nucleari, vecchi e poco competitivi, stanno chiudendo prima del previsto negli Stati Uniti e questo certifica ancora che mai saranno in grado di coprire il fabbisogno energetico oggi e domani. L'articolo del New York Times, segnalatomi dall'amico Maurizio, racconta esaurientemente la questione
L'industria nucleare è alle prese con la domanda cosa sia opportuno fare quando un impianto nucleare diventi troppo vecchio, quando insorgano sempre più spesso i problemi ai reattori, quelli soprattutto progettati (quasi tutti) negli anni 1960 e 1970. Quest'anno, le utilities hanno annunciato il ritiro dalla produzione di quattro reattori, portando a 100 il numero dei reattori in funzione negli Stati Uniti. Tre avevano costosi problemi tecnici, ma uno, quello di Kewaunee nel Wisconsin, sembrava funzionare bene, e il suo proprietario, la Dominion, aveva ottenuto il permesso di proseguire l'attività per altri 20 anni. Ma era in perdita, economica, a causa del basso prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica spuntato dalla concorrenza.
Quindi... amen.
L'industria nucleare è alle prese con la domanda cosa sia opportuno fare quando un impianto nucleare diventi troppo vecchio, quando insorgano sempre più spesso i problemi ai reattori, quelli soprattutto progettati (quasi tutti) negli anni 1960 e 1970. Quest'anno, le utilities hanno annunciato il ritiro dalla produzione di quattro reattori, portando a 100 il numero dei reattori in funzione negli Stati Uniti. Tre avevano costosi problemi tecnici, ma uno, quello di Kewaunee nel Wisconsin, sembrava funzionare bene, e il suo proprietario, la Dominion, aveva ottenuto il permesso di proseguire l'attività per altri 20 anni. Ma era in perdita, economica, a causa del basso prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica spuntato dalla concorrenza.
Quindi... amen.
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Date: Saturday, 15 Jun 2013 22:22
I costi inerenti agli spostamenti con i mezzi dotati di motori termici non sono solo rappresentasti dai costi crescenti dei carburanti in milioni, anzi, miliardi e miliardi di euro, che dobbiamo sborsare direttamente e indirettamente (nascosti nel sovrapprezzo dei prodotti che acquistiamo tutti i giorni) ma anche come costi che riguardano la salute (ospedalizzazioni e quindi costi sanitari) ma soprattutto come qualità della vita, durata della vita stessa, malattie che portano a morte prematura, i costi sociali insomma.
Le stime dell'ultimo rapporto dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (Aea) fanno il punto sui costi dell'inquinamento causato dagli autocarri in Europa, rilevando, come informa Clickmobility, che l'inquinamento dei trasporti su strada in Italia costa, termini di salute, 15,5 miliardi di euro complessivi, di cui 7,2 miliardi a carico dei mezzi pesanti.
Su 33 città esaminate, Milano è terza in classifica dopo Zurigo e Bucarest per costo dell'impatto dei camion per km: 0,107 euro per i mezzi Euro III e 0,064 euro per i mezzi Euro IV.
L’Aea stima che nel complesso l'inquinamento atmosferico causi 3 milioni di giorni di assenza per malattia e 350.000 morti premature in Europa ogni anno, con relativo impatto economico.
Solo i costi derivanti dalle emissioni inquinanti degli automezzi pesanti dei paesi membri dell’Aea ammontano a 43-46 miliardi di euro all'anno, quasi la metà del costo di circa 100 miliardi di euro per l'inquinamento atmosferico causato da tutte le modalità di trasporto. Gran parte di questi mezzi pesanti usa il gasolio, che genera emissioni considerate cancerogene dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.
E più ci sono densità di popolazione, assenza di sbocco al mare e aree montuose, più sono i danni.
Di qui la proposta dell’Aea: i pedaggi stradali per gli automezzi pesanti (HGV o autocarri) dovrebbero rispecchiare i vari effetti sulla salute legati all'inquinamento da traffico.
Quindi i pedaggi dovrebbero essere più cari in alcuni paesi rispetto ad altri.
Poco meno di un mese fa sono stato cortesemente invitato ad un Convegno tenutosi a Firenze presso l'Auditorium del Consiglio Regionale della Toscana dal titolo "Mobilità Urbana: da problema ambientale ad opportunità economica". Tra gli interventi dei vari relatori su argomenti che trattavano varie questioni tra le quali l'auspicabile utilizzo dei veicoli elettrici per risolvere il problema della concentrazione dell'inquinamento in città e l'installazione delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici, ho ascoltato con attenzione e preso appunti su quanto affermava il Dott. Gulisano Professore Ordinario della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze, che già conoscevo, soprattutto per aggiornare i dati (tragici) in mio possesso.
Il discorso del Prof. Gulisano era incentrato sui dati rilevati in una città come Firenze ma estensibili a qualsiasi altra area metropolitana italiana e internazionale come del resto è stato rilevato da un rapporto OMS del settembre 2006.
Riassumendo:
- Per la mortalità a lungo termine fa pensare molto un dato, quello che assegna il 7,5% di tutti i morti per cause naturali sono attribuibili a livelli di PM10 superiori a 20 microgr/m cubo. Quindi, morti naturali che naturali non sono essendo morti indotte e accelerate dalle condizioni ambientali, dall'alta concentrazione in città per l'inquinamento atmosferico da traffico.
- Come cause acute di morte:
• Il 9,5% dei morti per cancro di polmone sono legati a tale causa
• Il 16% dei morti per infarto cardiaco sono legati a tale causa
• Il 2,5% dei morti per ischemia cerebrale sono legati a tale causa
Considerando i ricoveri ospedalieri, nella sola Area Metropolitana fiorentina:
• Il 7% delle ospedalizzazioni per cause cardiache è riconducibile a livelli di PM10 superiori ai 20 microgrrammi al metro cubo
• Lo 1,3% delle ospedalizzazioni per cause respiratorie è riconducibile a livelli di PM10 superiori ai 20 microgr/m cubo
• Il 31,7% di bronchiti acute nei bambini e ragazzi sotto i 15 anni è riconducibile a livelli di PM10 superiori ai 20 microgr/m cubo
• L' 1,7% di bronchiti acute nei soggetti con più di 27 anni è riconducibile a livelli di PM10 superiori ai 20 microgr/m cubo
Faccio notare che i 20 microgr/m cubo rappresentano un limite facilmente superabile tanto da spingere il legislatore (questa è una mia cattiveria) a non tenerne conto se non a livello statistico ed a prendere in considerazione solo i limiti che superano i 50 microgr/m cubo per cominciare a prendere delle misure atte a limitare il traffico (occasionalmente e non sistematicamente) con azioni le più disparate, targhe alterne, blocco del traffico in aree metropolitane ristrette, interdizione alla circolazione ai mezzi a seconda la motorizzazione euro 0, 1.. 'x', e quant'altro più o meno estemporaneo.
Guardiamo cosa è stato visto esaminando l' Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi (anno 2012) di Firenze in termini economici
Per neoplasie broncopolmonari le ospedalizzazioni sono state:
- Ambito Chirurgico N.° 170 ospedalizzazioni Degenza media 11 gg Costo medio € 1.500.000
- Ambito Medico N° 340 ospedalizzazioni Degenza Media 8 gg Costo Medio € 1.600.000
Per cardiopatia ischemica acuta le ospedalizzazioni sono state:
Ambito Chirurgico N°438 ospedalizzazioni Degenza media 7 gg Costo medio € 4.400.000
Ambito Medico N° 50 ospedalizzazioni Degenza media 10 gg Costo medio € 300.000
Facendo le debite proporzioni non è difficile realizzare che l'inquinamento atmosferico, dovuto anche (ma in alcuni casi, soprattutto) al traffico urbano, costa annualmente diversi miliardi di euro.
Sarebbe quindi opportuno investire e incentivare esclusivamente la mobilità elettrica, togliendo da subito spazio ai mezzi inquinanti a partire dalle città, intervenendo anche con i disincentivi. Taxi elettrici, scuolabus, bus elettrici, filobus, facendo pagare una tassa ulteriore ai furgoni diesel (tenuto conto che esistono alternative valide già da oggi), negando l'accesso ai bus turistici diesel e assegnando le linee turistiche a gestori che utilizzino bus elettrici. E non solo.
Continua ....
Le stime dell'ultimo rapporto dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (Aea) fanno il punto sui costi dell'inquinamento causato dagli autocarri in Europa, rilevando, come informa Clickmobility, che l'inquinamento dei trasporti su strada in Italia costa, termini di salute, 15,5 miliardi di euro complessivi, di cui 7,2 miliardi a carico dei mezzi pesanti.
Su 33 città esaminate, Milano è terza in classifica dopo Zurigo e Bucarest per costo dell'impatto dei camion per km: 0,107 euro per i mezzi Euro III e 0,064 euro per i mezzi Euro IV.
L’Aea stima che nel complesso l'inquinamento atmosferico causi 3 milioni di giorni di assenza per malattia e 350.000 morti premature in Europa ogni anno, con relativo impatto economico.
Solo i costi derivanti dalle emissioni inquinanti degli automezzi pesanti dei paesi membri dell’Aea ammontano a 43-46 miliardi di euro all'anno, quasi la metà del costo di circa 100 miliardi di euro per l'inquinamento atmosferico causato da tutte le modalità di trasporto. Gran parte di questi mezzi pesanti usa il gasolio, che genera emissioni considerate cancerogene dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.
E più ci sono densità di popolazione, assenza di sbocco al mare e aree montuose, più sono i danni.
Di qui la proposta dell’Aea: i pedaggi stradali per gli automezzi pesanti (HGV o autocarri) dovrebbero rispecchiare i vari effetti sulla salute legati all'inquinamento da traffico.
Quindi i pedaggi dovrebbero essere più cari in alcuni paesi rispetto ad altri.
Poco meno di un mese fa sono stato cortesemente invitato ad un Convegno tenutosi a Firenze presso l'Auditorium del Consiglio Regionale della Toscana dal titolo "Mobilità Urbana: da problema ambientale ad opportunità economica". Tra gli interventi dei vari relatori su argomenti che trattavano varie questioni tra le quali l'auspicabile utilizzo dei veicoli elettrici per risolvere il problema della concentrazione dell'inquinamento in città e l'installazione delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici, ho ascoltato con attenzione e preso appunti su quanto affermava il Dott. Gulisano Professore Ordinario della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze, che già conoscevo, soprattutto per aggiornare i dati (tragici) in mio possesso.
Il discorso del Prof. Gulisano era incentrato sui dati rilevati in una città come Firenze ma estensibili a qualsiasi altra area metropolitana italiana e internazionale come del resto è stato rilevato da un rapporto OMS del settembre 2006.
Riassumendo:
- Per la mortalità a lungo termine fa pensare molto un dato, quello che assegna il 7,5% di tutti i morti per cause naturali sono attribuibili a livelli di PM10 superiori a 20 microgr/m cubo. Quindi, morti naturali che naturali non sono essendo morti indotte e accelerate dalle condizioni ambientali, dall'alta concentrazione in città per l'inquinamento atmosferico da traffico.
- Come cause acute di morte:
• Il 9,5% dei morti per cancro di polmone sono legati a tale causa
• Il 16% dei morti per infarto cardiaco sono legati a tale causa
• Il 2,5% dei morti per ischemia cerebrale sono legati a tale causa
Considerando i ricoveri ospedalieri, nella sola Area Metropolitana fiorentina:
• Il 7% delle ospedalizzazioni per cause cardiache è riconducibile a livelli di PM10 superiori ai 20 microgrrammi al metro cubo
• Lo 1,3% delle ospedalizzazioni per cause respiratorie è riconducibile a livelli di PM10 superiori ai 20 microgr/m cubo
• Il 31,7% di bronchiti acute nei bambini e ragazzi sotto i 15 anni è riconducibile a livelli di PM10 superiori ai 20 microgr/m cubo
• L' 1,7% di bronchiti acute nei soggetti con più di 27 anni è riconducibile a livelli di PM10 superiori ai 20 microgr/m cubo
Faccio notare che i 20 microgr/m cubo rappresentano un limite facilmente superabile tanto da spingere il legislatore (questa è una mia cattiveria) a non tenerne conto se non a livello statistico ed a prendere in considerazione solo i limiti che superano i 50 microgr/m cubo per cominciare a prendere delle misure atte a limitare il traffico (occasionalmente e non sistematicamente) con azioni le più disparate, targhe alterne, blocco del traffico in aree metropolitane ristrette, interdizione alla circolazione ai mezzi a seconda la motorizzazione euro 0, 1.. 'x', e quant'altro più o meno estemporaneo.
Guardiamo cosa è stato visto esaminando l' Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi (anno 2012) di Firenze in termini economici
Per neoplasie broncopolmonari le ospedalizzazioni sono state:
- Ambito Chirurgico N.° 170 ospedalizzazioni Degenza media 11 gg Costo medio € 1.500.000
- Ambito Medico N° 340 ospedalizzazioni Degenza Media 8 gg Costo Medio € 1.600.000
Per cardiopatia ischemica acuta le ospedalizzazioni sono state:
Ambito Chirurgico N°438 ospedalizzazioni Degenza media 7 gg Costo medio € 4.400.000
Ambito Medico N° 50 ospedalizzazioni Degenza media 10 gg Costo medio € 300.000
Facendo le debite proporzioni non è difficile realizzare che l'inquinamento atmosferico, dovuto anche (ma in alcuni casi, soprattutto) al traffico urbano, costa annualmente diversi miliardi di euro.
Sarebbe quindi opportuno investire e incentivare esclusivamente la mobilità elettrica, togliendo da subito spazio ai mezzi inquinanti a partire dalle città, intervenendo anche con i disincentivi. Taxi elettrici, scuolabus, bus elettrici, filobus, facendo pagare una tassa ulteriore ai furgoni diesel (tenuto conto che esistono alternative valide già da oggi), negando l'accesso ai bus turistici diesel e assegnando le linee turistiche a gestori che utilizzino bus elettrici. E non solo.
Continua ....
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Date: Friday, 14 Jun 2013 09:17
Complessivamente il mercato automotive tedesco di Maggio non è andato bene, anzi, è andato moto male. Le immatricolazioni delle nuove auto sono regredite di un significativo 9,9 % rispetto allo stesso mese dell'anno passato, con solo 261.316 unità. Male nel totale dei primi 5 mesi dell'anno in corso con un calo record del -8,8 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, 1.219.717.
A fronte delle lacrime provocate dal calo generale, crescono in Germania le vendite delle auto elettriche e ibride. In particolare, i sistemi di propulsione alternativi hanno mostrato un andamento positivo: le auto elettriche sono cresciute del 79,0 %, le ibride sono cresciute del 46,3 %.
Riassumendo
Auto elettriche 392 (+ 79,0) a Maggio, 1.900 unità ( + 63,7) nei primi 5 mesi.
Auto ibride 2.140 (+ 46,3) a Maggio , 10.237 (+ 52,3) nei primi 5 mesi.
I nostri grafici esordiscono con l'andamento delle immatricolazione delle auto elettriche raggruppate per gli anni solari 2012 e 2013,
Le auto ibride raggruppate per anno solare 2012 e 2013
Il grafico incrementale
Le cifre delle vendite in Italia, Stati Uniti e GB e in Giappone le abbiamo viste nei post precedenti.
A fronte delle lacrime provocate dal calo generale, crescono in Germania le vendite delle auto elettriche e ibride. In particolare, i sistemi di propulsione alternativi hanno mostrato un andamento positivo: le auto elettriche sono cresciute del 79,0 %, le ibride sono cresciute del 46,3 %.
Riassumendo
Auto elettriche 392 (+ 79,0) a Maggio, 1.900 unità ( + 63,7) nei primi 5 mesi.
Auto ibride 2.140 (+ 46,3) a Maggio , 10.237 (+ 52,3) nei primi 5 mesi.
I nostri grafici esordiscono con l'andamento delle immatricolazione delle auto elettriche raggruppate per gli anni solari 2012 e 2013,
Il grafico incrementale.
Le auto ibride raggruppate per anno solare 2012 e 2013
Il grafico incrementale
Le cifre delle vendite in Italia, Stati Uniti e GB e in Giappone le abbiamo viste nei post precedenti.
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Date: Thursday, 13 Jun 2013 16:23
Ho ricevuto e trasmetto volentieri il seguente messaggio di posta elettronica.
Ciao, ho voluto entrare in contatto con voi perché abbiamo una iniziativa in occasione del prossimo vertice del G8 ed abbiamo pensato che tu e i tuoi lettori potreste essere interessanti. L'iniziativa del Global Wind Day ha creato un App di Facebook chiamato "The G8 Wake-Up Call" che consente agli utenti di inviare una "sveglia" diretta a ciascuno dei leader del G8, chiedendo loro di fare qualcosa di veramente serio per spostare le sovvenzioni dai combustibili fossili alle energie rinnovabili ora. Utilizzando umorismo e satira politica per renderla accattivante per coloro che sono stanchi di sentir parlare di una campagna negativa per questioni ambientali. Abbiamo fatto questo per permettere alla gente di inviare una caricatura. L'abbiamo impostarlo in modo tale che si possa effettivamente inviare la caricatura e il messaggio direttamente all'indirizzo di posta elettronica di Casa Bianca, nel caso di Obama. Tutti possono fare lo stesso per gli altri capi di stato. Proprio di recente abbiamo avuto una risposta da n. 10 di Downing Street (UK), che ha reagito ai messaggi, essendo stati bombardati da centinaia di persone. Si può trovare l'app qui: http://on.fb.me/10OKU2O sperando che questo sia qualcosa che vi interessi. Ho allegato delle foto che potrebbero essere utili - una del primo ministro Letta, una del Presidente Holland, una del Cancelliere Merkel e una dei leader del G8.
Saluti Tom
Tom Rowe
Ciao, ho voluto entrare in contatto con voi perché abbiamo una iniziativa in occasione del prossimo vertice del G8 ed abbiamo pensato che tu e i tuoi lettori potreste essere interessanti. L'iniziativa del Global Wind Day ha creato un App di Facebook chiamato "The G8 Wake-Up Call" che consente agli utenti di inviare una "sveglia" diretta a ciascuno dei leader del G8, chiedendo loro di fare qualcosa di veramente serio per spostare le sovvenzioni dai combustibili fossili alle energie rinnovabili ora. Utilizzando umorismo e satira politica per renderla accattivante per coloro che sono stanchi di sentir parlare di una campagna negativa per questioni ambientali. Abbiamo fatto questo per permettere alla gente di inviare una caricatura. L'abbiamo impostarlo in modo tale che si possa effettivamente inviare la caricatura e il messaggio direttamente all'indirizzo di posta elettronica di Casa Bianca, nel caso di Obama. Tutti possono fare lo stesso per gli altri capi di stato. Proprio di recente abbiamo avuto una risposta da n. 10 di Downing Street (UK), che ha reagito ai messaggi, essendo stati bombardati da centinaia di persone. Si può trovare l'app qui: http://on.fb.me/10OKU2O sperando che questo sia qualcosa che vi interessi. Ho allegato delle foto che potrebbero essere utili - una del primo ministro Letta, una del Presidente Holland, una del Cancelliere Merkel e una dei leader del G8.
Saluti Tom
Tom Rowe
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Date: Thursday, 13 Jun 2013 10:06
Senza parole. Dati Istat.
Il PIL - Prodotto Interno Lordo. Giù !
Ancora:
- Consumi di energia elettrica in Italia: -3,4% a Maggio
- I consumi di gas, -15%,
- Immatricolazioni auto, - 11,3%
Il PIL - Prodotto Interno Lordo. Giù !
La produzione industriale. Giù !
Il numero totale degli occupati. Giù !
Il tasso di disoccupazione. Cresce!
Ancora:
- Consumi di energia elettrica in Italia: -3,4% a Maggio
- I consumi di gas, -15%,
- Immatricolazioni auto, - 11,3%
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Date: Wednesday, 12 Jun 2013 10:17
Quanto sia seria la questione che riguarda i costi di gestione di un automezzo che si alimenta con carburanti tradizionali eo con l'elettricità, ci viene esemplificato addirittura nel sito ufficiale del Dipartimento dell'Energia Statunitense, il DOE, ed è addirittura nella Home Page in alto, ben evidente.
L'approccio e l'uso di un sistemino di confronto tra i vari prezzi della benzina e dell'elettricità nei vari Stati e il costo medio è semplice e chiaro, essendo interattivo.
Quello che compare subito è il prezzo medio negli USA e il sottotitolo " Scoprite che in media, costa circa 3 volte meno guidare un veicolo elettrico " Il riferimento comparativo è il 'gallone' per la benzina e l' eGallon per l'elettricità ovvero la quantità di energia elettrica equivalente in un gallone di carburante.
1 Gallone di benzina equivale a circa 3,785 litri quindi il costo della benzina al litro è 0,964 dollari cioè 0,724 euro, mentre il costo dell'energia è 0,301 dollari eLitro cioè 0, 226 euro. Rapporto 3,2.,
I dati sono aggiornati costantemente ed è sufficiente aprire la tendina situata sopra i costi per confrontare i prezzi benzina elettricità nei vari stati. Per esempio nel Nord Dakota i prezzi variano e sono ancora più a vantaggio del sistema a trazione elettrica. 1,016 dollari al litro cioè 0,763 euro al litro contro 0,222 euro eLitro per l'energia elettrica 0,167 euro. Rapporto 4,5 .
Per rendere evidente che l'uso dell'energia elettrica è molto più stabile ed economico del carburante, viene offerto un grafico che risale storicamente ai due prezzi a partire dal gennaio 2001.
Paragonando i prezzi USA dei carburanti con quelli italiano vedremmo che il rapporto è di gran lunga superiore e quindi utilizzare mezzi a trazione elettrica rappresenta un grande vantaggio dal punto di viosta economico, di gestione.
L'approccio e l'uso di un sistemino di confronto tra i vari prezzi della benzina e dell'elettricità nei vari Stati e il costo medio è semplice e chiaro, essendo interattivo.
Quello che compare subito è il prezzo medio negli USA e il sottotitolo " Scoprite che in media, costa circa 3 volte meno guidare un veicolo elettrico " Il riferimento comparativo è il 'gallone' per la benzina e l' eGallon per l'elettricità ovvero la quantità di energia elettrica equivalente in un gallone di carburante.
1 Gallone di benzina equivale a circa 3,785 litri quindi il costo della benzina al litro è 0,964 dollari cioè 0,724 euro, mentre il costo dell'energia è 0,301 dollari eLitro cioè 0, 226 euro. Rapporto 3,2.,
I dati sono aggiornati costantemente ed è sufficiente aprire la tendina situata sopra i costi per confrontare i prezzi benzina elettricità nei vari stati. Per esempio nel Nord Dakota i prezzi variano e sono ancora più a vantaggio del sistema a trazione elettrica. 1,016 dollari al litro cioè 0,763 euro al litro contro 0,222 euro eLitro per l'energia elettrica 0,167 euro. Rapporto 4,5 .
Per rendere evidente che l'uso dell'energia elettrica è molto più stabile ed economico del carburante, viene offerto un grafico che risale storicamente ai due prezzi a partire dal gennaio 2001.
Paragonando i prezzi USA dei carburanti con quelli italiano vedremmo che il rapporto è di gran lunga superiore e quindi utilizzare mezzi a trazione elettrica rappresenta un grande vantaggio dal punto di viosta economico, di gestione.
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Date: Tuesday, 11 Jun 2013 09:27
Secondo i dati ufficiali provenienti dagli USA, il mercato delle auto elettriche e ibride è in continua crescita. Sono cresciute numericamente in modo significativo le vendite delle auto totalmente elettriche, una tendenza consolidata e iniziata già nel nuovo anno. In crescita anche le vendite delle auto elettriche ibride con estensione della percorrenza grazie al motore termico.
Sono state vendute 4.545 auto elettriche pure a Maggio come possiamo rilevare dal grafico da noi realizzato e pubblicato qui di seguito.
3.209 le auto elettriche extended range.
Grande favore di mercato hanno le auto elettriche ibride i cui numeri toccano quasi la linea delle 50 mila unità nel mese di maggio, 48.796 unità.
In totale sono state immatricolate 56.550 auto elettriche/ibride a Maggio raggiungendo un totale di 245.019 unità nei primi cinque masi dell'anno in corso che, su un mercato complessivo di 3.391.915 auto, corrisponde ad una fetta di suddivisione del 3,83%, anche questa in crescita rispetto al mese precedente.
In Gran Bretagna i numeri di Maggio sono i seguenti. Sono state vendute 472 auto elettriche pure, mentre le auto ibride sono state 1.531. Il totale nei primi 5 mesi del 2013 sono 1.274 e 11.004 rispettivamente.
Le cifre delle vendite in Italia e in Giappone le abbiamo viste nei post precedenti.
Sono state vendute 4.545 auto elettriche pure a Maggio come possiamo rilevare dal grafico da noi realizzato e pubblicato qui di seguito.
3.209 le auto elettriche extended range.
Grande favore di mercato hanno le auto elettriche ibride i cui numeri toccano quasi la linea delle 50 mila unità nel mese di maggio, 48.796 unità.
In totale sono state immatricolate 56.550 auto elettriche/ibride a Maggio raggiungendo un totale di 245.019 unità nei primi cinque masi dell'anno in corso che, su un mercato complessivo di 3.391.915 auto, corrisponde ad una fetta di suddivisione del 3,83%, anche questa in crescita rispetto al mese precedente.
In Gran Bretagna i numeri di Maggio sono i seguenti. Sono state vendute 472 auto elettriche pure, mentre le auto ibride sono state 1.531. Il totale nei primi 5 mesi del 2013 sono 1.274 e 11.004 rispettivamente.
Le cifre delle vendite in Italia e in Giappone le abbiamo viste nei post precedenti.
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Date: Monday, 10 Jun 2013 09:06
Prendendo in considerazione i dati pubblicati da Terna e relativi alla produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili nel mese di Maggio notiamo il grande balzo in alto della produzione di energia idroelettrica, senza dubbio scaturita dalle notevoli precipitazioni atmosferiche che hanno riempito i bacini idrici e immesso continuamente potenza nelle turbine.
Come abbiamo visto l'altro giorno, la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 87,8% con produzione nazionale con 22,5 miliardi di kWh.
Sono state in crescita tutte le fonti rinnovabili. La produzione
eolica (+44,6%),
idrica (+35,6%),
fotovoltaica (+15,7%) e
geotermica (+3,4%).
Come al solito abbiamo preparato dei grafici per mostrare l'andamento e il procedere mensile della produzione nazionale di energia elettrica a partire dal Gennaio 2009.
Il primo grafico evidenzia quanto siano vicine le linee nel mese di maggio. Se la produzione nazionale è stata di 22,5 miliardi di kWh, la produzione nazionale da fonti rinnovabili (idrica, eolica, fotovoltaica e geotermica) ha raggiunto i 10.945 miliardi di kWh, non lontani dall'essere prossima alla quota del 50%.
Il secondo grafico si differenzia dal primo non comprendendo la quota idro 4.358 miliardi di kWh. .
Il terzo grafico mette in fila, separate le une dalle altre la varie fonti.
Gli ultimi 2 evidenziano l'andamento ciclico mensile per anno solare, dal 2009 ad oggi, della produzione fotovoltaica ed eolica.
Come abbiamo visto l'altro giorno, la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 87,8% con produzione nazionale con 22,5 miliardi di kWh.
Sono state in crescita tutte le fonti rinnovabili. La produzione
eolica (+44,6%),
idrica (+35,6%),
fotovoltaica (+15,7%) e
geotermica (+3,4%).
Come al solito abbiamo preparato dei grafici per mostrare l'andamento e il procedere mensile della produzione nazionale di energia elettrica a partire dal Gennaio 2009.
Il primo grafico evidenzia quanto siano vicine le linee nel mese di maggio. Se la produzione nazionale è stata di 22,5 miliardi di kWh, la produzione nazionale da fonti rinnovabili (idrica, eolica, fotovoltaica e geotermica) ha raggiunto i 10.945 miliardi di kWh, non lontani dall'essere prossima alla quota del 50%.
Il secondo grafico si differenzia dal primo non comprendendo la quota idro 4.358 miliardi di kWh. .
Il terzo grafico mette in fila, separate le une dalle altre la varie fonti.
Gli ultimi 2 evidenziano l'andamento ciclico mensile per anno solare, dal 2009 ad oggi, della produzione fotovoltaica ed eolica.
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Date: Saturday, 08 Jun 2013 10:22
Anche nel mese di Maggio le auto più vendute in Giappone sono le auto ibride. La Prius della Toyota è al primo posto con 18.513 unità, seguita dall'Aqua, sempre della Toyota, con 14.175. Un successo.
La Prius conquistò per la prima volta il gradino più alto del podio nel Maggio del 2009 e lo ha tenuto fino all'agosto del 2012 a parte una pausa di 4 mesi avvenuta in coincidenza del grande terremoto e del disastro nucleare di Fukushima avvenuto nel Marzo del 2011. A settembre del 2012 fu spodestata dal gradino più alto del podio dall'Aqua (di produzione più recente) ma ben presto lo riconquistò per tenerlo saldamente ad aprile e maggio di quest'anno.
Qui di seguito i grafici da noi realizzati con i dati forniti dalla JADA (Japan Automobile Dealers Association) per capire quale è l'andamento delle vendite delle due auto ibride di punta nel mercato nipponico.
La Prius
L'Aqua
Numeri, quelli giapponesi, lontanissimi dagli italici che, come abbiamo visto ieri, sono miserrimi con solo 1.450 auto ibride immatricolate a Maggio, ma lontani anche da quelli britannici che superano di poco le 1.500 unità immatricolate. Solo gli Stati Uniti, nel loro complesso, presentano cifre maggiori. Lo vedremo nei giorni prossimi.
La Prius conquistò per la prima volta il gradino più alto del podio nel Maggio del 2009 e lo ha tenuto fino all'agosto del 2012 a parte una pausa di 4 mesi avvenuta in coincidenza del grande terremoto e del disastro nucleare di Fukushima avvenuto nel Marzo del 2011. A settembre del 2012 fu spodestata dal gradino più alto del podio dall'Aqua (di produzione più recente) ma ben presto lo riconquistò per tenerlo saldamente ad aprile e maggio di quest'anno.
Qui di seguito i grafici da noi realizzati con i dati forniti dalla JADA (Japan Automobile Dealers Association) per capire quale è l'andamento delle vendite delle due auto ibride di punta nel mercato nipponico.
La Prius
L'Aqua
Numeri, quelli giapponesi, lontanissimi dagli italici che, come abbiamo visto ieri, sono miserrimi con solo 1.450 auto ibride immatricolate a Maggio, ma lontani anche da quelli britannici che superano di poco le 1.500 unità immatricolate. Solo gli Stati Uniti, nel loro complesso, presentano cifre maggiori. Lo vedremo nei giorni prossimi.
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Date: Friday, 07 Jun 2013 09:02
Secondo i dati ministeriali diffusi dall'UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) relativi alle immatricolazioni italiane delle auto elettriche e ibride a maggio abbiamo 1.450 nuove auto ibride con un incremento del 120,70% rispetto all'anno passato che portano a 5.698 unità nei primi 5 mesi dell'anno (+ 166,06% ). Le auto elettriche immatricolate sono state 118 con un incremento mensile rispetto a maggio dell'anno trascorso del 306,90%, e un incremento del 32,80% per un numero di 251 auto nuove circolanti nei primi 5 mesi dell'anno presente.
Yaris e Auris della Toyota ai primi due posti della classifica dei modelli ibridi più venduti, al quarto la Prius dello stesso marchio, preceduta dalla Lexus CT (rispettivamente 853, 328, 91, 45 unità). Tra le all-electric abbiamo la Renault Zoe, Smart Fortwoo, LEaf Nissan, Fluence della Renault (80, 22,11, 1).
Qui di seguito i grafici da noi realizzati che riassumono visivamente l'andamento delle immatricolazioni mese dopo mese a partire da gennaio 2009 ad oggi.
Le auto elettriche
Le auto ibride
Yaris e Auris della Toyota ai primi due posti della classifica dei modelli ibridi più venduti, al quarto la Prius dello stesso marchio, preceduta dalla Lexus CT (rispettivamente 853, 328, 91, 45 unità). Tra le all-electric abbiamo la Renault Zoe, Smart Fortwoo, LEaf Nissan, Fluence della Renault (80, 22,11, 1).
Qui di seguito i grafici da noi realizzati che riassumono visivamente l'andamento delle immatricolazioni mese dopo mese a partire da gennaio 2009 ad oggi.
Le auto elettriche
Le auto ibride
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Date: Thursday, 06 Jun 2013 09:21
Nel mese di maggio 2013 l'energia elettrica richiesta in Italia, pari a 25,3 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione del 3,4% rispetto a maggio dello scorso anno.
A parità di giorni lavorativi (22) rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, il dato di maggio 2013, depurato dagli effetti della temperatura, diventa -3,8%. Rispetto a maggio 2012, infatti, quest'anno si è registrata una temperatura media mensile più bassa di circa un grado centigrado come effetto combinato di un inizio mese leggermente più caldo a cui è seguita la seconda parte del mese decisamente più fredda.
I 25,3 miliardi di kWh richiesti nel mese di maggio 2013 sono distribuiti per il 47,0% al Nord, per il 29,5% al Centro e per il 23,5% al Sud.
A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica è risultata ovunque negativa: -2,4% al Nord, -3,6% al Centro e -5,4% al Sud.
Nel mese di maggio 2013 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 87,8% con produzione nazionale e per la quota restante (12,2%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,5 miliardi di kWh) è in calo del 2,6% rispetto a maggio 2012.
Sono in crescita le fonti di produzione
eolica (+44,6%),
idrica (+35,6%),
fotovoltaica (+15,7%) e
geotermica (+3,4%).
In flessione la fonte termoelettrica (-21,4%).
In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di maggio 2013 rispetto al mese precedente è stata pari a -0,7%. Il profilo del trend si mantiene su un andamento decrescente.
Nei primi cinque mesi del 2013 la domanda di energia elettrica è risultata in flessione del 3,4% rispetto al corrispondente periodo del 2012; a parità di calendario il valore è -2,9%.
Roma, 5 giugno 2013 – Comunicato stampa Terna
Qui di seguito i grafici da noi realizzati sui dati forniti negli anni passati da Terna, a partire dal gennaio 2006.
Il primo grafico i dati sono raggruppati per anno solare, e, per rendere più leggibili, ho considerato solo gli ultimi tre anni.
L'ultimo grafico mette in fila i dati mensili dal gennaio 2006 fino al maggio.
Qui ricordiamo i recenti post che prendono in considerazione alcuni indicatori che riguardano la salute del nostro Paese.
- I consumi di gas, -15%,
- Immatricolazioni auto, - 11,3%
....... e non finisce qui. Altri indicatori nei prossimi giorni.
A parità di giorni lavorativi (22) rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, il dato di maggio 2013, depurato dagli effetti della temperatura, diventa -3,8%. Rispetto a maggio 2012, infatti, quest'anno si è registrata una temperatura media mensile più bassa di circa un grado centigrado come effetto combinato di un inizio mese leggermente più caldo a cui è seguita la seconda parte del mese decisamente più fredda.
I 25,3 miliardi di kWh richiesti nel mese di maggio 2013 sono distribuiti per il 47,0% al Nord, per il 29,5% al Centro e per il 23,5% al Sud.
A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica è risultata ovunque negativa: -2,4% al Nord, -3,6% al Centro e -5,4% al Sud.
Nel mese di maggio 2013 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 87,8% con produzione nazionale e per la quota restante (12,2%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,5 miliardi di kWh) è in calo del 2,6% rispetto a maggio 2012.
Sono in crescita le fonti di produzione
eolica (+44,6%),
idrica (+35,6%),
fotovoltaica (+15,7%) e
geotermica (+3,4%).
In flessione la fonte termoelettrica (-21,4%).
In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di maggio 2013 rispetto al mese precedente è stata pari a -0,7%. Il profilo del trend si mantiene su un andamento decrescente.
Nei primi cinque mesi del 2013 la domanda di energia elettrica è risultata in flessione del 3,4% rispetto al corrispondente periodo del 2012; a parità di calendario il valore è -2,9%.
Roma, 5 giugno 2013 – Comunicato stampa Terna
Qui di seguito i grafici da noi realizzati sui dati forniti negli anni passati da Terna, a partire dal gennaio 2006.
Il primo grafico i dati sono raggruppati per anno solare, e, per rendere più leggibili, ho considerato solo gli ultimi tre anni.
L'ultimo grafico mette in fila i dati mensili dal gennaio 2006 fino al maggio.
Tutti i grafici possono essere ingranditi cliccandovi sopra.
Qui ricordiamo i recenti post che prendono in considerazione alcuni indicatori che riguardano la salute del nostro Paese.
- I consumi di gas, -15%,
- Immatricolazioni auto, - 11,3%
....... e non finisce qui. Altri indicatori nei prossimi giorni.
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Date: Wednesday, 05 Jun 2013 13:47
Francamente mi sarei aspettato un consumo di gas a Maggio ben superiore a quello avuto nello stesso mese dell'anno precedente, soprattutto pensando alla temperatura che è stata percepita per essere ben sotto le medie annuali. Invece no. Non soltanto è stato più basso il consumo ma lo è stato anche di gran lunga. Il più basso dal 2006, anno in cui siamo partiti per una regolare controllo dei consumi mensili. In più c'è una sorpresa, che rileviamo solo dopo avere realizzato uno dei nostri grafici. Lo vedremo da ultimo.
I dati forniti dalla Snam sono questi. A Maggio si sono consumati 3.644.50 milioni di metri cubi di gas che confrontati con i 4.265 dello stesso mese dell'anno scorso fissano la caduta a circa un 15%.
Questo è il grafico degli ultimi 8 anni.

Il grafico successivo mostra la produzione nazionale, giù verso un rapido declino.
Ed ecco il consumo di gas nel comparto industriale.
Questo ultimo grafico evidenzia il crollo abissale del consumo di gas utilizzato per la produzione di energia elettrica.
Siamo a un terzo del consumo rispetto al picco del luglio del 2007, 3.202 milioni di metri cubi, rispetto gli attuali 1.1074,3, ovvero meno della metà rispetto allo stesso mese di due anni fa e 2,5 volte in meno rispetto a maggio del 2007. Prossimamente vedremo i numeri forniti da Terna per quanto riguarda il consumo di energia elettrica in Italia che dovranno, verosimilmente, confermare un crollo bestiale!
Riassumiamo la situazione nazionale di Maggio con alcuni indicatori da noi seguiti costantemente. Via via aggiungeremo gli altri appena verranno comunicati.
- Immatricolazioni auto, - 11,3%
- I consumi di gas, -15%,
I dati forniti dalla Snam sono questi. A Maggio si sono consumati 3.644.50 milioni di metri cubi di gas che confrontati con i 4.265 dello stesso mese dell'anno scorso fissano la caduta a circa un 15%.
Questo è il grafico degli ultimi 8 anni.
Qui proponiamo il grafico degli ultimi 3 anni.
Il grafico successivo mostra la produzione nazionale, giù verso un rapido declino.
Ed ecco il consumo di gas nel comparto industriale.
Questo ultimo grafico evidenzia il crollo abissale del consumo di gas utilizzato per la produzione di energia elettrica.
Siamo a un terzo del consumo rispetto al picco del luglio del 2007, 3.202 milioni di metri cubi, rispetto gli attuali 1.1074,3, ovvero meno della metà rispetto allo stesso mese di due anni fa e 2,5 volte in meno rispetto a maggio del 2007. Prossimamente vedremo i numeri forniti da Terna per quanto riguarda il consumo di energia elettrica in Italia che dovranno, verosimilmente, confermare un crollo bestiale!
Riassumiamo la situazione nazionale di Maggio con alcuni indicatori da noi seguiti costantemente. Via via aggiungeremo gli altri appena verranno comunicati.
- Immatricolazioni auto, - 11,3%
- I consumi di gas, -15%,
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Date: Wednesday, 05 Jun 2013 08:57
Ieri una notizia ANSA annunciava la decisione della Commissione UE di imporre dazi provvisori dell'11,8% sui pannelli solari cinesi a decorrere da oggi sino al 6 agosto, poi aumenteranno al 47,6%.
Questa presa di posizione europea fa seguito a quella già messa in atto dagli USA per quanto riguarda le torri eoliche cinesi. Dal dicembre dell'anno passato sono state prese misura antidumping (dumping questa è l'accusa mossa ai produttori cinesi ed al loro governo) per bilanciare il quale i cinesi dovranno pagare dazi del 44,99-70,63%, a seconda della compagnia produttrice, mentre alcuni di essi devono aggiungere dazi compensativi del 21,86-34,81% per i sussidi governativi. Stessa misura presa anche nei confronti degli importatori vietnamiti che si troveranno ad affrontare dazi di 51,40-58,49%. Tutto questo deriva dal fatto che gli USA attualmente stanno spingendo per la produzione nazionale di torri eoliche
Diciamo che i cinesi avevano già compreso la situazione del malumore americano ed europeo per cui si erano già mossi per ovviare all'inconveniente, come abbiamo fatto rilevare dal rapporto della Lux Research nel recente post sotto indicato.
- Il crollo del fotovoltaico cinese animerà il prossimo boom
- Siano dazi se c'è dumping
Questa presa di posizione europea fa seguito a quella già messa in atto dagli USA per quanto riguarda le torri eoliche cinesi. Dal dicembre dell'anno passato sono state prese misura antidumping (dumping questa è l'accusa mossa ai produttori cinesi ed al loro governo) per bilanciare il quale i cinesi dovranno pagare dazi del 44,99-70,63%, a seconda della compagnia produttrice, mentre alcuni di essi devono aggiungere dazi compensativi del 21,86-34,81% per i sussidi governativi. Stessa misura presa anche nei confronti degli importatori vietnamiti che si troveranno ad affrontare dazi di 51,40-58,49%. Tutto questo deriva dal fatto che gli USA attualmente stanno spingendo per la produzione nazionale di torri eoliche
Diciamo che i cinesi avevano già compreso la situazione del malumore americano ed europeo per cui si erano già mossi per ovviare all'inconveniente, come abbiamo fatto rilevare dal rapporto della Lux Research nel recente post sotto indicato.
- Il crollo del fotovoltaico cinese animerà il prossimo boom
- Siano dazi se c'è dumping
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Date: Tuesday, 04 Jun 2013 09:15
Ecco il consueto comunicato stampa dell'UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) sulle immatricolazioni auto. Deprimente, dal loro punto di vista, non c'è dubbio, il 36° mese in calo consecutivo .
Con le 136.129 auto immatricolate in maggio il mercato registra il suo 36° calo consecutivo e perde, secondo quanto comunicato oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’8% rispetto alle 147.942 unità di un anno fa.
In particolare, si rileva il calo importante dei privati che scendono al 59,3% del totale, la quota più bassa di sempre. Nel cumulato dei 5 mesi le 608.579 auto vendute rappresentano una flessione dell’11,3% sulle 686.095 dello stesso periodo 2012.
“Dei 230 miliardi di euro di PIL che si sono persi nel nostro Paese negli ultimi 4 anni e dei 90 miliardi di minor gettito annunciati dalla Corte dei Conti - ha commentato il Presidente dell’UNRAE Massimo Nordio - è facile stimare quanta sia la quota che viene dalla filiera automotive, che con il suo fatturato ha storicamente contribuito per l’11,4% al PIL nazionale, mentre la pressione fiscale complessiva su famiglie ed imprese – secondo lo stesso rapporto della Corte dei Conti - è aumentata nello stesso periodo di un punto di PIL”.
“In base alla stagionalità del mercato italiano – prosegue Nordio - abbiamo già raggiunto il 50% del potenziale di immatricolato di questo settore, ciò significa che nei prossimi 7 mesi potrebbe essere molto difficile recuperare in volumi e dare sostegno alla dimensione già critica del mercato, a meno che le auspicate azioni del Governo su carico fiscale ed occupazione non riescano ad innescare una migliore propensione verso i consumi e con essi attivare la spirale positiva dell'economia”.
La struttura del mercato evidenzia, come anticipato, una flessione rilevante del segmento privati, che conferma la difficoltà delle reti di vendita ad acquisire nuovi clienti. Le immatricolazioni in maggio, infatti, si sono ridotte del 10,7% a 81.121 unità, con una quota che perde altri due punti percentuali rispetto allo scorso anno, attestandosi al 59,3%. Anche le società evidenziano una flessione superiore al 10% e una quota stabile rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (15,3% nel maggio 2013). Al contrario, il mese è stato caratterizzato dalla crescita del noleggio (+2,1%), che ha raggiunto oltre ¼ dell'intero mercato, grazie ad un maggiore stimolo al ricambio del parco.
Ciò ha parallelamente originato la crescita di quota delle immatricolazioni di auto diesel, al 53% del totale, seppur in flessione in volume del 4,5% in maggio. Stabili, inoltre, le vetture a minimo impatto ambientale, nel complesso al 14,4% del totale, grazie in particolare ad una maggiore richiesta di vetture a metano.
A questo si aggiunge la buona performance dei segmenti di ingresso del mercato (A+B), che raggiungono livelli simili al periodo di incentivazione, superando il 61% di rappresentatività, oltre 4 punti in più del maggio 2012.
Sul fronte dei contratti, da un primo scambio di informazioni tra UNRAE ed ANFIA, la raccolta evidenzia una crescita del 3% a circa 127.000 ordini, che portano il periodo gennaio-maggio a 591.000 unità, in flessione di oltre il 10%.
Il mercato dell'usato, infine, evidenzia una buona performance nel mese di maggio. I trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture segnano una crescita del 10,1% a 418.491 unità. Nei primi 5 mesi le vetture oggetto di passaggio di proprietà sono state 1.847.333, in crescita del 3,3%.
Mettiamo in linea qualche grafico da noi realizzato con i dati ufficiali dal 2011 ad oggi.
Per anno solare.
In sequenza a partire dal gennaio del 2011 considerando i dati numerici.
In sequenza considerando la percentuale.
Francia
Ecco i numeri francesi. Egualmente segnati dal crollo delle immatricolazioni. Con 148.554 immatricolazioni di maggio 2013, il mercato auto francese è sceso del 10,3%. Nei primi cinque mesi dell'anno, il mercato è pari a 740.185 unità, in calo dell' 11,9%i. (Comunicato CCFA)
Giappone
In Giappone (escluso 660 cm3) il mercato è sceso del 7,3% a maggio a 219.099 unità, tra cui 191.976 automobili (- 8,9%), 26.490 veicoli commerciali (+6,8%) e 633 bus (- 14%) come segnalato dalla JADA (l'Associazione Commercianti).
Con le 136.129 auto immatricolate in maggio il mercato registra il suo 36° calo consecutivo e perde, secondo quanto comunicato oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’8% rispetto alle 147.942 unità di un anno fa.
In particolare, si rileva il calo importante dei privati che scendono al 59,3% del totale, la quota più bassa di sempre. Nel cumulato dei 5 mesi le 608.579 auto vendute rappresentano una flessione dell’11,3% sulle 686.095 dello stesso periodo 2012.
“Dei 230 miliardi di euro di PIL che si sono persi nel nostro Paese negli ultimi 4 anni e dei 90 miliardi di minor gettito annunciati dalla Corte dei Conti - ha commentato il Presidente dell’UNRAE Massimo Nordio - è facile stimare quanta sia la quota che viene dalla filiera automotive, che con il suo fatturato ha storicamente contribuito per l’11,4% al PIL nazionale, mentre la pressione fiscale complessiva su famiglie ed imprese – secondo lo stesso rapporto della Corte dei Conti - è aumentata nello stesso periodo di un punto di PIL”.
“In base alla stagionalità del mercato italiano – prosegue Nordio - abbiamo già raggiunto il 50% del potenziale di immatricolato di questo settore, ciò significa che nei prossimi 7 mesi potrebbe essere molto difficile recuperare in volumi e dare sostegno alla dimensione già critica del mercato, a meno che le auspicate azioni del Governo su carico fiscale ed occupazione non riescano ad innescare una migliore propensione verso i consumi e con essi attivare la spirale positiva dell'economia”.
La struttura del mercato evidenzia, come anticipato, una flessione rilevante del segmento privati, che conferma la difficoltà delle reti di vendita ad acquisire nuovi clienti. Le immatricolazioni in maggio, infatti, si sono ridotte del 10,7% a 81.121 unità, con una quota che perde altri due punti percentuali rispetto allo scorso anno, attestandosi al 59,3%. Anche le società evidenziano una flessione superiore al 10% e una quota stabile rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (15,3% nel maggio 2013). Al contrario, il mese è stato caratterizzato dalla crescita del noleggio (+2,1%), che ha raggiunto oltre ¼ dell'intero mercato, grazie ad un maggiore stimolo al ricambio del parco.
Ciò ha parallelamente originato la crescita di quota delle immatricolazioni di auto diesel, al 53% del totale, seppur in flessione in volume del 4,5% in maggio. Stabili, inoltre, le vetture a minimo impatto ambientale, nel complesso al 14,4% del totale, grazie in particolare ad una maggiore richiesta di vetture a metano.
A questo si aggiunge la buona performance dei segmenti di ingresso del mercato (A+B), che raggiungono livelli simili al periodo di incentivazione, superando il 61% di rappresentatività, oltre 4 punti in più del maggio 2012.
Sul fronte dei contratti, da un primo scambio di informazioni tra UNRAE ed ANFIA, la raccolta evidenzia una crescita del 3% a circa 127.000 ordini, che portano il periodo gennaio-maggio a 591.000 unità, in flessione di oltre il 10%.
Il mercato dell'usato, infine, evidenzia una buona performance nel mese di maggio. I trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture segnano una crescita del 10,1% a 418.491 unità. Nei primi 5 mesi le vetture oggetto di passaggio di proprietà sono state 1.847.333, in crescita del 3,3%.
Mettiamo in linea qualche grafico da noi realizzato con i dati ufficiali dal 2011 ad oggi.
Per anno solare.
In sequenza a partire dal gennaio del 2011 considerando i dati numerici.
In sequenza considerando la percentuale.
Francia
Ecco i numeri francesi. Egualmente segnati dal crollo delle immatricolazioni. Con 148.554 immatricolazioni di maggio 2013, il mercato auto francese è sceso del 10,3%. Nei primi cinque mesi dell'anno, il mercato è pari a 740.185 unità, in calo dell' 11,9%i. (Comunicato CCFA)
Giappone
In Giappone (escluso 660 cm3) il mercato è sceso del 7,3% a maggio a 219.099 unità, tra cui 191.976 automobili (- 8,9%), 26.490 veicoli commerciali (+6,8%) e 633 bus (- 14%) come segnalato dalla JADA (l'Associazione Commercianti).
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Date: Tuesday, 04 Jun 2013 08:07
A seguito della recente pubblicazione del post intitolato"Daily elettrico bimodale, furgone e scuolabus"sto ricevendo telefonate e mail da parte di operatori che desiderano ricevere ulteriori delucidazioni circa le modalità di funzionamento sia dei furgoni e scuolabus nuovi, ancora da immatricolare, sia chiarimenti sulla riconversione di mezzi già circolanti su strada, come viene realizzata la 'riconversione', o 'retrofit' come dir si voglia.
Poco c'è da spiegare sulla realizzazione di un veicolo nuovo, ancora da immatricolare, se non il fatto che può funzionare alternativamente col motore termico o con il motore elettrico.
Qualche chiarimento invece lo si deve dare sul veicolo (Iveco Daily o altri) che già è su strada da qualche anno, come procedere per renderlo operativo con il sistema bimodale. In questo caso il mezzo viaggia su strada da qualche anno. Niente di particolare a livello tecnico, si aggiunge 'semplicemente' il motore elettrico, l'inverter che lo controlla e le batterie vengono posizionate opportunamente; qualche giorno di lavoro d'officina; infine si espletano le pratiche burocratiche per la nuova immatricolazione. L'unico limite all'operazione viene dall'anzianità del veicolo endotermico. Se ha più di sette anni non è possibile fare la trasformazione, una limitazione normativa, infatti la legge ( Legge sullo Sviluppo 2012 ), che è stata approvata l'anno passato non è operativa nella parte che ci interessa non avendo ancora, gli organi tecnici, regolamentato il 'modus operandi'. In altri termini, non esistono i decreti attuativi, di conseguenza, ripeto, al momento, il limite temporale è di sette anni d'anzianità del mezzo oltre i quali è meglio non provarci.
Ricordo ancora che è possibile rendere bimodale il Daily (o simili) nella versione scuolabus e nella versione furgonata o cabinata. Il mezzo che non ha nessun limite di percorrenza per il fatto che viene mosso dal motore alimentato a gasolio (ehm ...basta fare il pieno) e all'occorrenza può diventare totalmente elettrico, a trazione esclusivamente elettrica, al 100%, per essere utilizzato in ambito urbano. Il veicolo bimodale (diesel)/elettrico è adatto per circolare nei centri storici, nelle zone a traffico limitato, laddove sia necessario utilizzare un veicolo ad emissioni zero, zero emissioni CO2, zero gas di scarico, zero particolato (PM10, PM 2,5), emissioni acustiche ridotte al minimo.
La percorrenza in modalità esclusivamente elettrica è di 45 km effettivi, la ricarica delle batterie ai polimeri di litio avviene da rete 380V o 220 V. Il motore asincrono, controllato da inverter con recupero di energia nelle fasi di rilascio dell'acceleratore e in discesa.
Poco c'è da spiegare sulla realizzazione di un veicolo nuovo, ancora da immatricolare, se non il fatto che può funzionare alternativamente col motore termico o con il motore elettrico.
Qualche chiarimento invece lo si deve dare sul veicolo (Iveco Daily o altri) che già è su strada da qualche anno, come procedere per renderlo operativo con il sistema bimodale. In questo caso il mezzo viaggia su strada da qualche anno. Niente di particolare a livello tecnico, si aggiunge 'semplicemente' il motore elettrico, l'inverter che lo controlla e le batterie vengono posizionate opportunamente; qualche giorno di lavoro d'officina; infine si espletano le pratiche burocratiche per la nuova immatricolazione. L'unico limite all'operazione viene dall'anzianità del veicolo endotermico. Se ha più di sette anni non è possibile fare la trasformazione, una limitazione normativa, infatti la legge ( Legge sullo Sviluppo 2012 ), che è stata approvata l'anno passato non è operativa nella parte che ci interessa non avendo ancora, gli organi tecnici, regolamentato il 'modus operandi'. In altri termini, non esistono i decreti attuativi, di conseguenza, ripeto, al momento, il limite temporale è di sette anni d'anzianità del mezzo oltre i quali è meglio non provarci.
Ricordo ancora che è possibile rendere bimodale il Daily (o simili) nella versione scuolabus e nella versione furgonata o cabinata. Il mezzo che non ha nessun limite di percorrenza per il fatto che viene mosso dal motore alimentato a gasolio (ehm ...basta fare il pieno) e all'occorrenza può diventare totalmente elettrico, a trazione esclusivamente elettrica, al 100%, per essere utilizzato in ambito urbano. Il veicolo bimodale (diesel)/elettrico è adatto per circolare nei centri storici, nelle zone a traffico limitato, laddove sia necessario utilizzare un veicolo ad emissioni zero, zero emissioni CO2, zero gas di scarico, zero particolato (PM10, PM 2,5), emissioni acustiche ridotte al minimo.
La percorrenza in modalità esclusivamente elettrica è di 45 km effettivi, la ricarica delle batterie ai polimeri di litio avviene da rete 380V o 220 V. Il motore asincrono, controllato da inverter con recupero di energia nelle fasi di rilascio dell'acceleratore e in discesa.
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Date: Sunday, 02 Jun 2013 12:26
Per adesso si sono iscritti una dozzina di veicoli elettrici per quello che viene considerato l'evento più importante degli ultimi anni. Un rally che si snoda lungo un percorso di 1.500 miglia, poco più di 2.400 km, toccando 3 Stati in 9 giorni.
L'edizione di quest'anno del "BC 2 BC 2013", dal Canada al Messico, inizia Sabato 29 giugno 2013 presso l'Arco della Pace a Blaine, Washington e termina a San Ysidro, California, in un luogo che non è stato ancora rivelato.
Interessante sapere che il Rally avrà scadenza biennale, negli anni dispari, sempre con partenza da Blaine, Washington, per arrivare a San Ysidro, California, mentre negli negli anni pari sarà invertito il percorso da San Ysidro a Blain.
E' consentita la partecipazione a qualsiasi veicolo a trazione elettrica.
Gli organizzatori ci tengono a rimarcare il fatto che : "Questa non è una gara!! Qualsiasi auto la cui velocità media supera il limite di velocità imposto viene automaticamente squalificato."
I veicoli devono essere omologati ed essere legalmente ammessi per poter circolare negli Stati Uniti, a Washington, Oregon e California. È richiesta l'attestato di assicurazione e omologazione per la registrazione. È necessaria una liberatoria di responsabilità, firmata, per tutti i partecipanti.
A border-to-border rally that crosses a nation. Be a part of an event that showcases a new era of the American driving experience.
La figura in alto a destra raffigura il percorso della West Coast Green Way, l'Autostrada Elettrica, costellata da decine di impianti di ricarica per veicoli elettrici ed altri impianti in via di realizzazione, fra questi anche le stazioni a ricarica rapida.
L'edizione di quest'anno del "BC 2 BC 2013", dal Canada al Messico, inizia Sabato 29 giugno 2013 presso l'Arco della Pace a Blaine, Washington e termina a San Ysidro, California, in un luogo che non è stato ancora rivelato.
Interessante sapere che il Rally avrà scadenza biennale, negli anni dispari, sempre con partenza da Blaine, Washington, per arrivare a San Ysidro, California, mentre negli negli anni pari sarà invertito il percorso da San Ysidro a Blain.
E' consentita la partecipazione a qualsiasi veicolo a trazione elettrica.
Gli organizzatori ci tengono a rimarcare il fatto che : "Questa non è una gara!! Qualsiasi auto la cui velocità media supera il limite di velocità imposto viene automaticamente squalificato."
I veicoli devono essere omologati ed essere legalmente ammessi per poter circolare negli Stati Uniti, a Washington, Oregon e California. È richiesta l'attestato di assicurazione e omologazione per la registrazione. È necessaria una liberatoria di responsabilità, firmata, per tutti i partecipanti.
A border-to-border rally that crosses a nation. Be a part of an event that showcases a new era of the American driving experience.
La figura in alto a destra raffigura il percorso della West Coast Green Way, l'Autostrada Elettrica, costellata da decine di impianti di ricarica per veicoli elettrici ed altri impianti in via di realizzazione, fra questi anche le stazioni a ricarica rapida.
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Date: Saturday, 01 Jun 2013 10:40
Non si registravano da 17 anni consumi tanto bassi di petrolio e benzina. Aprile ha segnato questo primato negativo, pur essendo cresciuto dello 0,3% rispetto allo stesso mese dell'anno passato. Il consumo di petrolio si attesta al penultimo posto a livello della domanda in 17 anni, secondo l' American Petroleum Institute (API) con 18,4 milioni di barili al giorno.
La domanda di benzina, 8,5 milioni di barili al giorno, è sceso del 3,9 % rispetto ad aprile 2012 al suo più basso livello dal 2000.
La domanda di carburante cherosene-jet è sceso del 1,8 per cento, mentre la residua domanda di olio combustibile è sceso del 22,8 per cento.
Il numero di impianti di perforazione di petrolio e gas è diminuito da 1.756 a marzo a 1.755 nel mese di aprile, secondo gli ultimi rapporti da Baker-Hughes, Inc.
Il tasso medio di utilizzo delle raffinerie è stato dell' 86,5% per aprile 2013, in crescita del 2,6% rispetto al mese precedente ma in calo del 0,1% da aprile 2012.
La domanda di benzina, 8,5 milioni di barili al giorno, è sceso del 3,9 % rispetto ad aprile 2012 al suo più basso livello dal 2000.
La domanda di carburante cherosene-jet è sceso del 1,8 per cento, mentre la residua domanda di olio combustibile è sceso del 22,8 per cento.
Il numero di impianti di perforazione di petrolio e gas è diminuito da 1.756 a marzo a 1.755 nel mese di aprile, secondo gli ultimi rapporti da Baker-Hughes, Inc.
Il tasso medio di utilizzo delle raffinerie è stato dell' 86,5% per aprile 2013, in crescita del 2,6% rispetto al mese precedente ma in calo del 0,1% da aprile 2012.
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Date: Friday, 31 May 2013 09:11
Leggiamo un articolo su Quarz online riguardo le prospettive che hanno di fronte a loro i costruttori di pannelli fotovoltaici cinesi, come fronteggiare la loro crisi dovuta alla superproduzione rispetto ad un minore assorbimento da parte dei paesi tradizionalmente vocati e il loro volgersi alla ricerca verso nuovi spazi di mercato.
L'industria del solare globale potrebbe essere stata colpita da una stasi, in realtà è suscettibile di raddoppiare il business fino a 155 miliardi di dollari entro il 2018, secondo Lux Research. Il motivo? Poiché i produttori cinesi che forniscono la maggior parte dei pannelli PV del mondo lotta per evitare il fallimento dopo l'espansione troppo veloce e la chiusura di mercati con barriere doganali più o meno legittime, gli sviluppatori potranno utilizzare il grande vantaggio raggiunto grazie ai bassi prezzi per espandersi nei nuovi mercati.
Basando le sue proiezioni, su un'analisi dei prezzi dell'energia in 156 mercati, Lux prevede che gli impianti PV annuali copriranno 62.000 MW di potenza nel 2018, il doppio rispetto allo scorso anno. Negli Stati Uniti, Lux si aspetta un boom edilizio e PV nei prossimi anni e la conseguente corsa per ottenere per i progetti un credito d'imposta per impianti fotovoltaici prima che scenda dal 30% al 10% alla fine del 2016. Gli Stati Uniti dovrebbero installare 10.800 MW di energia solare PV nel 2018, diventando il secondo più grande mercato del mondo. Ma la vera azione sarà la promozione in Asia, dove i progetti, secondo Lux, prevedono 30.300 MW installati da Cina, India e Giappone.
La crescita in Europa, che ha portato alla rapida espansione dell'energia PV negli ultimi anni, sarà più lenta a causa di carenza di liquidità dei governi che continuano a tagliare i sussidi per l'energia verde. Ma la domanda da parte del Medio Oriente aiuterà a recuperare il perso. L'Arabia Saudita, per esempio, l'anno scorso ha annunciato che è alla ricerca di 100 miliardi dollari per installare impianti di generazione PV sufficiente a soddisfare un terzo della domanda interna di energia elettrica.
Senza dimenticare l'Africa. Il mercato è attualmente molto piccolo, ma c'è un sacco di spazio per crescere. La Mauritania ha messo in funzione un impianto da 15 MW di potenza nel mese di aprile, una delle più grandi centrali PV del continente. Lux prevede che le installazioni cresceranno del 28% all'anno, fino a 920 MW installati nel 2018 e più di un terzo sarà in Sud Africa.
Il Sud America crescerà ancora più velocemente, del 40% l'anno, con conseguente 20.000 MW di potenza installata nel 2018. La maggior parte di questa crescita avverrà in paesi come Cile e Brasile.
Le proiezioni rosee dipendono non solo dai sempre più economici costi dei pannelli PV ma anche dalla questione finanziaria. Regimi di aiuto già esistenti per i proprietari di casa per affittare i pannelli che sarebbero costosi qualora fossero acquistati a titolo definitivo. Ma la creazione di capitale per regimi di leasing richiede il confezionamento di contratti di locazione in titoli garantiti da incentivi governativi che sono in scadenza negli Stati Uniti.
Le proiezioni prevedono, infine, che la Cina lascerà fallire i produttori nazionali di pannelli di qualità inferiore, piuttosto che cercare di tenerli a galla, e che altri governi non metteranno dei posti di blocco burocratici per i progetti di energia FV. Mi domando se fra questi paesi ci sarà anche l'Italia o le lobby tradizionali che operano da sempre, pesantemente, costantemente, in modo deleterio.
L'industria del solare globale potrebbe essere stata colpita da una stasi, in realtà è suscettibile di raddoppiare il business fino a 155 miliardi di dollari entro il 2018, secondo Lux Research. Il motivo? Poiché i produttori cinesi che forniscono la maggior parte dei pannelli PV del mondo lotta per evitare il fallimento dopo l'espansione troppo veloce e la chiusura di mercati con barriere doganali più o meno legittime, gli sviluppatori potranno utilizzare il grande vantaggio raggiunto grazie ai bassi prezzi per espandersi nei nuovi mercati.
Basando le sue proiezioni, su un'analisi dei prezzi dell'energia in 156 mercati, Lux prevede che gli impianti PV annuali copriranno 62.000 MW di potenza nel 2018, il doppio rispetto allo scorso anno. Negli Stati Uniti, Lux si aspetta un boom edilizio e PV nei prossimi anni e la conseguente corsa per ottenere per i progetti un credito d'imposta per impianti fotovoltaici prima che scenda dal 30% al 10% alla fine del 2016. Gli Stati Uniti dovrebbero installare 10.800 MW di energia solare PV nel 2018, diventando il secondo più grande mercato del mondo. Ma la vera azione sarà la promozione in Asia, dove i progetti, secondo Lux, prevedono 30.300 MW installati da Cina, India e Giappone.
La crescita in Europa, che ha portato alla rapida espansione dell'energia PV negli ultimi anni, sarà più lenta a causa di carenza di liquidità dei governi che continuano a tagliare i sussidi per l'energia verde. Ma la domanda da parte del Medio Oriente aiuterà a recuperare il perso. L'Arabia Saudita, per esempio, l'anno scorso ha annunciato che è alla ricerca di 100 miliardi dollari per installare impianti di generazione PV sufficiente a soddisfare un terzo della domanda interna di energia elettrica.
Senza dimenticare l'Africa. Il mercato è attualmente molto piccolo, ma c'è un sacco di spazio per crescere. La Mauritania ha messo in funzione un impianto da 15 MW di potenza nel mese di aprile, una delle più grandi centrali PV del continente. Lux prevede che le installazioni cresceranno del 28% all'anno, fino a 920 MW installati nel 2018 e più di un terzo sarà in Sud Africa.
Il Sud America crescerà ancora più velocemente, del 40% l'anno, con conseguente 20.000 MW di potenza installata nel 2018. La maggior parte di questa crescita avverrà in paesi come Cile e Brasile.
Le proiezioni rosee dipendono non solo dai sempre più economici costi dei pannelli PV ma anche dalla questione finanziaria. Regimi di aiuto già esistenti per i proprietari di casa per affittare i pannelli che sarebbero costosi qualora fossero acquistati a titolo definitivo. Ma la creazione di capitale per regimi di leasing richiede il confezionamento di contratti di locazione in titoli garantiti da incentivi governativi che sono in scadenza negli Stati Uniti.
Le proiezioni prevedono, infine, che la Cina lascerà fallire i produttori nazionali di pannelli di qualità inferiore, piuttosto che cercare di tenerli a galla, e che altri governi non metteranno dei posti di blocco burocratici per i progetti di energia FV. Mi domando se fra questi paesi ci sarà anche l'Italia o le lobby tradizionali che operano da sempre, pesantemente, costantemente, in modo deleterio.
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