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Durante il primo Personal Democracy Forum europeo Anthony Hamelle di Linkfluence ha presentato una social network analysis riguardante i siti di news e i blog di Germania, Olanda, Francia e Italia.
Purtroppo il paper non espone la metodologia e le fonti di analisi, lasciandoci solo le conclusioni.
Map & Analysis of the European political web
Tra queste emerge che generalmente le conversazioni vengono dentro i confini di ogni comunità nazionale, ma le posizioni euroscettiche riescono a travalicare tali confini trovando sponde internazionali.
Inoltre non si può non segnalare la peculiarità della blogo/infosfera italiana, che come racconta Sergio, appare isolata, richiusa in se stessa, sostanzialmente disinteressata all’agenda dell’Unione e pesantemente incline alle opinioni personali piuttosto che alle analisi politiche.
Le cause? Alcune le evidenzia Giuseppe, aggiungo la scarsa cultura della rete intesa come fiducia che, attraverso un dibattito intellettualmente onesto svolto in rete, si possa effettivamente contribuire alla crescita della cultura politica, se non alla formazione dell’agenda.
Potresti apprezzare:
- Conversazioni dal Basso – Politica e Rete
- Facebook & Politica: un esperimento
- “Politica e Rete” a Conversazioni dal Basso
Dopo oltre un anno dal precedente, l’ottavo rapporto Censis mostra una crescita di tutti i mezzi di comunicazione, tra il 2001 e il 2009.
Più di tutti aumentano gli utenti di internet (+26,9%), dei telefoni cellulari (+12,2%), della radio fruita ormai da web o in mobilità (+12,4%). Il problema è che solo il 47% degli italiani indica l’uso di internet almeno una volta a settimana.
Per la prima volta vengono analizzate la conoscenza e l’uso di alcuni social tools: YouTube, Facebook e Messenger i più usati. Twitter è usato solo dallo 0.2% degli italiani connessi.
Le principali motivazioni che hanno spinto gli utenti a iscriversi a Facebook vanno ricercate nella voglia di tenersi in contatto con gli amici o ritrovarne di nuovi (bonding)
Le attività preferite sono “guardare cosa c’è nelle “bacheche degli amici” (41,2%), inviare messaggi personali (40,5%), inserire commenti e chattare. Usano le applicazione più le donne e gli utenti meno istruiti (ci sarebbe da approfondire).
Inoltre, poco più di un utente su quattro constata che da quando si è iscritto a Facebook tende a dedicare meno tempo ad altre attività (il 26,8%) e tale sensazione è maggiormente percepita dalle donne (il 32,2%) e dalle persone meno istruite (il 31,2%).
Le attività che si sacrificano sono la lettura di libri (42,4%) e la consultazione di altri siti internet (40%). Facebook sta modificando l’uso e l’esperienza della rete a scapito del web ?
Potresti apprezzare:
- Scenario Social Media in Italia – Dove vanno gli italiani in rete
- Come diverse generazioni usano i social network
- La dieta mediatica degli italiani
Mercoledì scorso mi è toccato il compito di aprire l’evento di Digital PR dedicato ai comunicatori e marketer d’impresa proponendo un quadro generale dei social media in Italia.
Ho sottolineato la propensione degli italiani a frequentare i forum, soprattutto prima di effettuare acquisti (dal rapporto “Dove vanno gli italiani in rete” emerge che nello scorso anno sono stati più di 80 milioni i messaggi scambiati sugli argomenti più svariati) e la nuova passione per i social network, mostrando i dati aggiornati dell’Osservatorio Facebook e illustrando le caratteristiche di Twitter e Friendfeed.
Per l’occasione ho anche preparato un estratto di un lavoro più ampio di social network analysis che prova a mappare una piccola parte della blogosfera italiana (magari se può interessare faccio un post specifico).
In quella sede l’obiettivo era semplicemente di spiegare con chiarezza come, prima di iniziare un’attività di comunicazione in rete, sia necessario conoscere il territorio, gli abitanti dello stesso e le relazioni che intercorrono tra essi.
Potresti apprezzare:
- Rapporto Digital PR “Dove vanno gli italiani in rete – abitudini e nuovi fenomeni”
- Il Censis si accorge dei social media. Perchè e come gli italiani usano Facebook.
- Social network: gli italiani preferiscono MySpace e Badoo
Anche quest’anno si è svolto a Roma l’evento organizzato da me e dai miei colleghi di Digital PR dal titolo “Il nuovo potere dei consumatori sul web 2009“. Un momento di riflessione sul rapporto tra aziende e social media, che pare sia stato apprezzato dai partecipanti in particolare per l’equilibrio tra teoria e casi concreti.
Tra le presentazioni più di scenario mi ha colpito quella di Davide Bennato (Università di Catania) che, partendo dalla constatazione che le istituzioni sociali sono in crisi, ha sottolineato come proprio la tecnologia (attraverso strumenti paradigmatici come iPhone e Twitter) possa aiutarci a ridare nuovo senso a spazio, tempo, valori, che sono alla base delle istituzioni sociali.
Variegate e inedite le testimonianze aziendali:
- Pepe Moder (Barilla) ha espresso chiaramente come la visione dell’ecosistema digitale che ha l’azienda (con il sito web corporate al centro e i social media in posizione periferica) è diametralmente opposta a quella degli abitanti della rete (che al centro dei propri interessi metteno Facebook, blog, forum, YouTube, …). Emblematica della diffidenza delle aziende verso i social media è il racconto del timore iniziale del management di Barilla di scrivere autonomamente la voce di Wikipedia relativa (cosa possibile come spiegato chiaramente da Frieda Brioschi) “perchè scriverla noi? Magari ci criticano, lasciamolo fare ad altri”;
L’obiettivo di un brand oggi dovrebbe essere, secondo Pepe, di creare un mondo di significati, un “vocabolario comune”, fatto di tasselli che i consumatori possono utilizzare autonomamente per “parlare dell’azienda”.
- Mauro Broggi (Edizioni San Paolo) ha illustrato il caso di Famiglia Cristiana che nei territori di Facebook sta costruendo un rapporto stabile con i propri lettori storici, ma anche con un pubblico più giovane tradizionalmente poco propenso a leggere abitualmente la rivista.
Mauro ha svelato come i feedback dei lettori porteranno ad un rinnovamento anche di alcune rubriche del settimanale.
- Elena Cortesi (Ford Italia) ha sottolineato come la filiale italiana sia un caso d’eccellenza in Europa per le attività sui social media, dal monitoraggio costante delle conversazioni in rete alle attività di relazione con gli opinion leader (non solo legate alla presentazione di prodotti, ma anche a momenti esperienziali, come la visione di un film insieme). Secondo Elena è fondamentale coordinare le attività di PR 2.0 con quelle di marketing digitale, preferibilmente attraverso una figura di riferimento in azienda (Ford Motors è stata la prima azienda ad avere un Social Media Manager: Scott Monty).
- Marco Cagnoli (Atac) ha mostrato l’uso che fa Atac Mobile di Twitter per offrire informazioni utili sulla mobilità a Roma, ma anche per ricevere segnalazioni. Marco ha sottolineato come sia importante rispondere, anche soltanto per ringraziare e ammettere di non avere la soluzione a tutti i problemi. Una risposta inaspettata da parte di un “brand” ha un effetto dirompentemente positivo: rivela le persone e favorisce empatia.
Ha chiuso la giornata un dibattito a tutto tondo stimolato da Luca De Biase dal quale sono emersi i timori dei rappresentanti aziendali tra il pubblico e le rassicurazioni delle aziende che hanno avuto il coraggio di aprirsi ad un dialogo sincero e trasparente. Le paure più terribili stanno nell’attesa.
P.S. Tutte le presentazioni sono su Slideshare e su Business & Blog
Potresti apprezzare:
- Il nuovo potere dei consumatori sul web – Roma, 6 maggio 2008
- Corso di Social Media Marketing – Roma, 17 febbraio 2009
- Digital PR: il nuovo sito web
vincos posted a photo:
see larger www.vincos.it/images/2009/11/teen-thoughts/
image/jpeg ( 0 ko)Per la serie termini astrusi che potrebbero diventare molto familiari: Open Graph.
Facebook ha annunciato che nei prossimi mesi renderà disponibili agli sviluppatori le API di Open Graph che permetteranno a qualunque pagina del web di avere tutte le funzioni di un “profilo pubblico” di Facebook.
Ciò vuol dire che:
- le aziende non saranno obbligate ad aprire un profilo pubblico su Facebook per far parte del grafo sociale di FB. In pratica chiunque potrà diventare fan di una qualsiasi pagina su Internet, es. del corporate website di un’azienda, e qualunque azione svolta su quella pagina, all’esterno di FB, entrerà a far parte della grande “rete blu” di FB (dei risultati di ricerca, del profilo dell’utente e del suo stream).
Per usare la metafora di MG Siegler l’idea di Zuckerberg è quella di fare in modo che i siti web diventino gli affluenti del fiume Facebook, il fiume di informazioni ed esperienze più importante della rete.
- che la creatura di Zuckerberg prova a diventare la piattaforma di riferimento per l’autenticazione in rete
Dovremmo riparlarne non appena saranno rivelati ulteriori dettagli di implementazione, ma nel frattempo mi piacerebbe sentire la vostra opinione. Potrebbe migliorare l’esperienza utente ? A quale prezzo ?
Potresti apprezzare:
- La fedeltà ai social network
- Facebook e Telegiornali: TG5 crea un profilo ufficiale
- Facebook cambia pelle: tutte le novità
vincos posted a photo:
see larger www.vincos.it/images/2009/10/happy-hour-friends/
image/jpeg ( 0 ko)A partire dalle prossime ore la homepage di Facebook cambierà…ancora una volta. Niente paura, si tratta solo di familiarizzare con due concetti che corrispondono a due “viste” della pagina principale:
News Feed
Appena loggati, di default, vedrete le notizie (oggetti condivisi) più interessanti apparse nell’ultimo giorno nella vostra rete amicale. La scelta viene fatta da un algoritmo che pesa i like ricevuti da ogni notizia e l’importanza che per voi ha colui il quale l’ha condivisa (es. la frequenza di interazione avuta nel tempo).
Live Feed
Questa vista consente, invece, di vedere cosa accade in tempo reale nella rete dei vostri contatti. E’ importante tener presente che Facebook ha deciso di aggiungere nuovi elementi che andranno ad arricchire (o rendere più “rumoroso”) il flusso ossia le amicizie accettate dai vostri amici, gli aggiornamenti delle relazioni sentimentali, la partecipazione agli eventi, l’adesione ad un gruppo o ad un profilo pubblico.
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A giugno avevo parlato del percorso di avvicinamento tra reti sociali e motori di ricerca, per la conquista di un nuovo territorio di sintesi, che rappresenti la “home”, la destinazione principale della maggioranza dei naviganti.
A quanto pare ci stiamo arrivando a grande velocità:
- Google ha annunciato il “social search” ossia l’integrazione dei risultati di ricerca con le informazioni pescate dai profili degli utenti di Google (Google Profile), ma anche con i messaggi di stato proveniente dai vari social network cui si è iscritti, in primis Twitter.
- Bing ha già implementato i risultati provenienti da Twitter ed ha annunciato la prossima implementazione di quelli provenienti da Facebook

In attesa della contromossa di Facebook, probabilmente orientata a migliorare il search (sempre più real time) e ad integrare le attività dei suoi utenti svolte dentro e fuori il giardino recintato, mi sembra che Twitter possa solo puntare al ruolo di “fornitore di dati”, non a quello di “home”.
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vincos posted a photo:
see larger www.vincos.it/images/2009/10/milan-magic-in-the-street/
image/jpeg ( 0 ko)Un mercato predittivo è un sistema progettato per sfruttare l’intelligenza collettiva degli utenti, e dunque i frammenti di informazione in loro possesso, al fine di prevedere un certo evento, attraverso l’incontro di domanda e offerta di informazione…il tutto attraverso il gioco.
Grazie all’accordo con AskMarkets ho aperto un mercato italiano per testarne il funzionamento (presto sarà localizzato interamente nella nostra lingua).
Per provare basta registrarsi gratuitamente e ottenere subito 10.000 unità di denaro virtuale da spendere per acquistare o vendere azioni (ossia risposte) sui mercati aperti (ogni mercato corrisponde ad una domanda sul futuro). Il prezzo di ogni azione (risposta) corrisponde alla probabilità che ha di verificarsi (determinata dalle varie puntate).
Tra i mercati di nuova apertura quelli in cui si chiede di scommettere sul vincitore di X-Factor e sulle primarie del PD. Più persone giocano, più la previsione risulterà attendibile. Fate il vostro gioco !!!
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vincos posted a photo:
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image/jpeg ( 0 ko)vincos posted a photo:
see larger here www.vincos.it/images/tag/glitter-and-doom/
image/jpeg ( 0 ko)vincos posted a photo:
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image/jpeg ( 0 ko)vincos posted a photo:
see larger www.vincos.it/images/2009/10/domenico-aka-zaza/
image/jpeg ( 0 ko)Riporto qui la doppia pagina che Nicola Bruno su Alias (Il Manifesto del 10 Ottobre 2009) ha dedicato ai fenomeni del “politics busting”. Contiene una mia intervista sul Berlusconi-Joker e il parere di Sofi e Giglietto.
Quello che ho voluto sottolineare è che, mi sembra, manchi, nel nostro paese, la consapevolezza che le forme di “photoshop per la democrazia” possano rappresentare più che semplici divertissement, elementi di controinformazione da non sottovalutare.
Alias – Il Manifesto – Sovversivi Digitali: intervista a Vincenzo Cosenza
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- Berlusconi-Joker su PolisBlog e PDF Blog
- Obama-Joker, Berlusconi-Joker: Photoshop per la Democrazia
- Berlusconi-Joker – Icone per la libertà di stampa
Da qualche ora ha visto la luce il primo sito ufficiale di Tom Waits ! Il sito è un piccolo evento per i fan del musico di Pomona perchè per la prima volta hanno la possibilità di godere di tutti i materiali ufficiali: discografia, testi, frasi emblematiche, video, foto.
A proposito di foto, accanto a maestri assoluti del calibro di Corbijn, Mondino, Clinch, O’Brien, Seliger, Dylan, la casa discografica ha deciso di mettere anche le mie, scattate durante l’ultimo tour “Glitter and Doom” (se le volete vedere ad una maggiore risoluzione andate sul mio photoblog)
In attesa del 24 novembre, data dell’uscita del doppio album live (che contiene anche brani delle date milanesi), non ci resta che scaricare la preview ufficiale (anche questa una novità per quel demonio di Waits).
Potresti apprezzare:
- Le mie foto sul Flickr e sul sito ufficiale di Tom Waits
- Facebook e Telegiornali: TG5 crea un profilo ufficiale
- Tom Waits, Milano 19 luglio 2008
vincos posted a photo:
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Network effect – quando la rete diventa pop , curato da Lella Mazzoli ed edito da Codice Edizioni, è un opera fondamentale per comprendere la complessità dell’impatto della rete, dei suoi strumenti e delle sue pratiche, sulla società.
I 7 saggi di cui si compone, firmati dagli amici del gruppo La.Ri.C.A. dell’Università di Urbino, offrono uno sguardo profondo e partecipante sui molteplici aspetti della mutazione in atto, che riguarda il senso della posizione nella comunicazione, il concetto di privacy, il ruolo del nuovo consumatore, la pubblicità, la cittadinanza, la creatività, il gioco.
Il testo, ancorato a solide radici teoriche, risulta scorrevole e pieno di spunti di riflessione.
Già in passato il prof. Giovanni Boccia Artieri ci aveva anticipato elementi del suo lavoro contenuti nel libro, oggi è il turno di Fabio Giglietto.
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Su “Il Sole 24 Ore” Luca De Biase riassume efficacemente la storia dei rapporti complicati tra aziende e blogger/agenzie di promozione, venuto alla luce a seguito della scoperta del falso blog creato da Edelman per promuovere Wal-Mart.
Da qualche giorno negli Stati Uniti la Federal Trade Commission, che si occupa di salvaguardare le regole del commercio, ha pubblicato un corposo documento che ribadisce con maggiore forza l’obbligo di trasparenza nelle comunicazioni commerciali, comprese quelle fatte da testimonial, blogger o opinion leader attraverso i social media (compresi Twitter e Facebook).
Dal 1° dicembre chi promuove un prodotto/servizio in rete dovrà chiarire il rapporto che lo lega all’agenzia di PR/Marketing o al produttore (se il prodotto gli è stato donato, se gli sono state rimporsate le spese di viaggio, ecc…) pena una multa fino a 11 mila dollari.
Ciò che molti osservatori ignorano, e che dunque val la pena di ribadire, è che la legge italiana già da tempo si occupa di queste fattispecie in maniera più equilibrata a mio avviso: cioè regolando l’attività dei professionisti della comunicazione e non dei blogger.
La norma di riferimento è il D.lgs. 2 agosto 2007, n. 146 in attuazione della direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno.
Dlgs 2 Agosto 2007 n.146 - Pratiche Commerciali Sleali
In un paese dove prosperano agenzie, che fanno credere alle aziende di potersi “infiltrare” nelle conversazioni degli utenti (si, la chiamano proprio tecnica di “infiltration”), conviene sottolineare l’art. 23 che considera tra le pratiche commerciali ingannevoli “dichiarare o lasciare intendere, contrariamente al vero, che il professionista non agisce nel quadro della sua attivita’ commerciale, industriale, artigianale o professionale, o presentarsi, contrariamente al vero, come consumatore”.
Se vi occupate di comunicazione in azienda chiedete alla vostra agenzia di social media se conosce queste norme e se ha adottato un codice di autoregolamentazione (altrimenti fategli prendere spunto da quello di Digital PR).
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- Scott Jovane incontra i blogger: impressioni sull’evoluzione dei rapporti tra blogger e aziende
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