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Date: Monday, 17 Jun 2013 19:13

Topovske Šupe - Foto di Vladimir TatlinRestò in funzione pochi mesi, dall’agosto al dicembre 1941, ma a Topovske Šupe, ex base militare serba trasformata in campo di concentramento nazista, morirono circa 5mila persone e la sua attività contribuì a dichiarare Belgrado, nel maggio 1942, “liberata dagli ebrei” dato che quasi tutta la popolazione maschile israelitica fu sterminata lì. Ma oggi, a 7 anni di distanza dall’inaugurazione di un sito dedicato alla memoria di quello sterminio e dall’apposizione di una targa commemorativa, il campo potrebbe scomparire o, nella migliore delle ipotesi, essere inglobato da un centro commerciale di 182mila metri quadrati.

A raccontarlo, a valle di settimane di polemiche tra i belgradesi che hanno dato vita al Čas istorije (lezione di storia) e la società che realizzerà l’opera, la Delta Holding, è uno storico dell’Olocausto serbo, Jovan Byford, alla rivista e-Novine. Da un lato, denunciano i cittadini, il progetto per la costruzione del centro commerciale non ha tenuto in considerazione l’importanza del luogo, già in passato al centro di controversie a causa di errori nel riportare i fatti storici come accaddero ai tempi. Dall’altro, invece, il Delta Planet – come si chiamerà l’area destinata a diventare la più estesa della regione con un investimento da 200 milioni di euro – non rimuoverà la placca che ricorda le vittime dello sterminio, per la maggior parte ebrei e rom, nonostante nella brochure esplicativa non si trovi traccia della “decorosa ubicazione” prevista dal management.

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Date: Wednesday, 12 Jun 2013 18:05

Sono circa le 20.50 del 27 giugno 1980 e Domenico Gatti, il comandante dell’aereo Dc9 I-Tigi decollato dall’aeroporto di Bologna e diretto a Punta Raisi, dove dovrebbe atterrare alle 21.13, pronuncia le ultime parole dirette ai 77 passeggeri, che viaggiano insieme a lui e ad altri 3 componenti dell’equipaggio. L’audio originale, 2 minuti e 10 secondi, lo pubblica Stragi80.it, l’archivio storico-giornalistico creato dai giornalisti Daniele Biacchessi e Fabrizio Colarieti e che riunisce i documenti sulla strage di Ustica, giunta quasi alla vigilia del trentatreesimo anniversario.

Qui il materiale messo a disposizione su Stragi80.it mentre qui prosegue l’articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano.

Author: "Antonella" Tags: "storie nere, 1980, 27 giugno 1980, danie..."
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Date: Thursday, 06 Jun 2013 10:33

Il faccendiereInnanzitutto un augurio al giornalista Gerardo Bombonato perché possa riprendersi presto. E poi la segnalazione della sua recensione “Gli anni delle stragi raccontati da un depistatore” al libro Il faccendiere (Il Saggiatore) uscita sabato 1 giugno sulle pagine Il caffè del week end di QN:

Di tanto in tanto rispuntano. E ci fanno ripiombare nel passato più buio della storia d’Italia: anni delle stragi e delle bombe. Una spy story con tutti gli ingredienti: massoni potenti e logge coperte, servizi segreti e destra eversiva, politici in odore di mafia e Cosa nostra. Basta metterli in fila, ma non se ne viene mai a capo. Nemmeno dopo 30/40 anni. E i burattinai restano nell’ombra. Nove mesi fa viene arrestato in Romania ed estradato in Italia, Elio Ciolini, l’instancabile depistatore della strage di Bologna. Una ‘carriera’ trentennale snodatasi in mezzo mondo con la copertura, di volta in volta, dei servizi francesi, americani, italiani, che ha occupato le cronache dagli Anni 80 in poi. Ciolini ha parlato tanto e di tutto, guadagnandosi la nomea di ‘pataccaro’. Ma non c’è giudice che non sia corso ad ascoltarlo in un carcere o nell’altro. Chi è Ciolini? Come ha fatto a prendere per il naso giudici e barbe finte per tanto tempo? Chi lo manovrava? Su che libro paga era?

Qui il pdf con l’articolo completo. Un’altra segnalazione è uscita tra i Consigli da librai di Ultimabooks.

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Date: Tuesday, 04 Jun 2013 19:15

Persone pericolose per la sicurezza dello Stato

È stato annunciato ieri e a breve sarà possibile consultarlo online. È l’archivio della questura di Bologna, nello specifico il casellario politico provinciale dove finivano le schede relative a “persone pericolose per la sicurezza dello Stato”. Lo si scrive sul sito della Città degli Archivi che in proposito anticipa:

Versata nel 2004 all’Archivio di Stato di Bologna, la serie conta 8.644 fascicoli relativi ad altrettanti individui che per la loro militanza politica, per il loro impegno sindacale, o più semplicemente per la loro irrequietezza sociale, sono stati schedati e controllati dall’autorità di pubblica sicurezza su tutto il territorio provinciale.

Tra il 1872 e il 1983, attraverso il mutare delle epoche e delle condizioni politiche, la questura bolognese ha predisposto perquisizioni, arresti e interrogatori, imposto diffide, ammonizioni e confino, deferito a tribunali ordinari e speciali, scattato foto segnaletiche e compilato schede biografiche, sequestrato passaporti, tessere di partito e di sindacato, giornali e corrispondenza personale, allo scopo di attuare un’incisiva azione di “polizia preventiva”.

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Date: Saturday, 01 Jun 2013 09:24

Cittadini reattivi

Cittadini reattivi: le bonifiche ambientali, la salute e la legalità, le segnalazioni dei cittadini e le infografiche. È un progetto d’inchiesta giornalistica realizzato con il sostegno di fondazione ahref in collaborazione con BiciPace e Legambiente.

Author: "Antonella" Tags: "dalla rete, informazione"
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Date: Thursday, 30 May 2013 20:13

John Kiriakou Letter From Loretto 1 by antonella-beccaria-4101

The Dissenter pubblica il post Imprisoned CIA Torture Whistleblower John Kiriakou Pens “Letter from Loretto”:

Un saluto dal Federal Correctional Institution a Loretto, Pennsylvania. Sono arrivato qui il 28 febbraio 2013 per scontare una condanna a 30 mesi per aver violato l’Intelligence Identities Protection Act del 1982. Almeno questo è quello che il governo vuole far credere. In verità, questa è la mia punizione per aver rivelato il programma di torture illegali della CIA e aver pubblicamente detto che la tortura faceva parte della politica ufficiale del governo degli Stati Uniti. Ma questa è un’altra storia. Lo scopo di questa lettera è quello di raccontare la vita in carcere.

Il pdf completo di questa lettera è disponibile qui.

(Via BoingBoing)

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Date: Wednesday, 29 May 2013 20:20

La mappa degli atei nel mondo

Internazionale, sul suo sito, riprende una mappa pubblicata dal Washington Post con l’articolo intitolato A surprising map of where the world’s atheists live:

Non ci sono molti dati sull’ateismo e la sua diffusione nel mondo, spiega il Washington Post, che per spiegare il fenomeno ha recuperato un sondaggio del 2012 dell’istituto Win-Gallup International e ha rappresentato i dati in una mappa. L’istituto ha chiesto a 50mila persone in 40 paesi se si sarebbero definiti: credenti, non credenti o atei convinti. Il 13 per cento degli intervistati di tutto il mondo ha risposto che si sentiva ateo convinto.

Il primato dell’ateismo spetta alla Cina, dove, secondo la mappa, il 47 per cento della popolazione si definisce ateo. Questo dipende in parte dalla storia del paese comunista, in cui per lungo tempo le religioni sono state perseguitate. Durante la Rivoluzione culturale infatti, tra il 1967 e il 1977, il regime comunista ha distrutto chiese e templi e ha perseguitato le religioni tradizionali e le religioni occidentali.

Per l’articolo completo si veda qui.

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Date: Friday, 24 May 2013 20:10

Nuova rivista letteraria

La Nuova rivista letteraria è il semestrale di letteratura sociale fondato da Stefano Tassinari ed esce ora il settimo numero, quello di maggio 2013. Tanti gli interventi presenti, tra cui quelli di Wu Ming 1, Girolamo De Michele, Tommaso De Lorenzis, Alberto Sebastiani, Alberto Prunetti e Serge Quadruppani. Ce n’è anche uno scritto da queste parti su instant book e narrativa del presente. Qui le informazioni per acquistare la rivista o per abbonarsi.

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Date: Tuesday, 21 May 2013 16:29

Istigazione alla Street Art, SPECIALE ELEZIONI 2013

L’immagine sopra pubblicata (qui la sua versione in formato più grande) fa parte del progetto Istigazione alla Street Art per lo speciale elezioni 2013: una serie di adesivi da “scaricare, stampare e appiccicare sui manifesti elettorali (senza coprire volti, simboli, scritte)”. Sono messaggi che il Collettivo FX ha diffuso in giro in periodo di caccia ai voti e che hanno teso a dare un’alternativa agli slogan dei partiti. Un’attività, questa, che si integra con quella che il gruppo italiano conduce normalmente:

FX è un collettivo che ha come obiettivo inquinare il cemento armato urbano e di campagna. Sono esclusi gli stabili già deturpati dal tempo e dal buongusto, come palazzi, chiese, castelli, eccetera. Le incursioni o intrusioni sono realizzate direttamente dal Collettivo o in modo Collettivo, cioè coinvolgendo numerose persone che agiscono utilizzando il materiale prodotto dal collettivo (stickers, manifesti, quadri).

Il principio che regola le incurisioni o intrusioni è l’Articolo 9 della Costituzione Italiana: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

(Via Wooster Collective)

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Date: Friday, 17 May 2013 18:51

Un momento di #OccupyTribunale, la manifestazione che questa mattina si è svolta a Bologna in attesa della sentenza al poliziotto accusato di aver rotto il 12 ottobre 2011 quattro denti a una ragazza, Martina Fabbri. Qui altre fotografie.

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Date: Friday, 03 May 2013 16:16

Il video è di Afp e racconta di come il bunker del maresciallo Tito contro eventuali attacchi nucleari alla Jugoslavia sia stato trasformato oggi in un museo di arte moderna. I tempi della realizzazione del rifugio sono quelli della guerra fredda e della sua seconda vita se ne parla più diffusamente in un articolo di The Raw Story.

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Date: Thursday, 02 May 2013 14:37

Il documentario si intitola Salviamo la memoria, opera del videomaker Matteo Tortora, e quello pubblicato sopra è il primo trailer. Così si presenta il film:

È un progetto video che vuole restituire alla cittadinanza [...] il senso di una memoria che lentamente si sta sgretolando; gli eventi, le situazioni ma sopratutto le emozioni e i legami affettivi che la seconda guerra mondiale ha scardinato, talvolta distrutto, talvolta ferito cambiando per sempre il volto della nostra nazione, della nostra terra e dei nostri parenti.

Prima che il ricordo diventi soltanto rievocabile attraverso le parole scritte sui libri di storia, il nostro intento è perpetuare il ricordo vivo di chi ancora può testimoniare. Perché soltanto attraverso il racconto, che scaturisce dalle parole, dalle espressioni del viso, talvolta anche dalle lacrime che possono sgorgare dagli occhi, saremo in grado di percepire e di capire realmente l’impatto e le conseguenze che la guerra ha avuto.

Abbiamo paura che le nuove generazioni possano sentire troppo lontano quel periodo storico, perdere il contatto con chi lo ha vissuto e questo progetto di archiviazione digitale delle interviste è un primo passo per un progetto di recupero della storia che passi per la prima attraverso le testimonanze di persone comiuni, il vicino di casa o la nonna, che possano restituire a tutti aspetti persi, ricordi dimenticati, e fare luce su qualcosa che giorno dopo giorno diventa sempre più flebile e lontano.

Il documentario rientra nell’ambito di Produzioni dal basso e dunque chi volesse sostenerlo può farlo qui.

(Via Antonio Mainenti su Twitter)

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Date: Tuesday, 30 Apr 2013 13:55

Il faccendiereEsce per i tipi della casa editrice Il Saggiatore giovedì prossimo, 2 maggio, il libro Il faccendiere – Storia di Elio Ciolini, l’uomo che sapeva tutto. Il nome di questo personaggio periodicamente torna sulle pagine dei giornali e nelle cronache giudiziarie è ricordato come colui che depistò le indagini sulla strage alla stazione di Bologna. Ma fu anche colui che il 4 marzo 1992 “previde” gli omicidi eccellenti di quell’anno. Il libro in uscita si presenta con queste parole:

Fingere di sapere. Mescolare il falso al vero. Far correre gli investigatori per mezza Europa alla ricerca di riscontri. C’è un uomo in Italia che sa tutto. Questa è la storia di Elio Ciolini, il depistatore dell’inchiesta sulla strage di Bologna. Condannato per calunnia, Ciolini diventa, dieci anni dopo la bomba del 2 agosto 1980, l’anello di congiunzione con la trattativa Stato-mafia.

Servizi segreti, nomi di copertura, bande criminali, viaggi misteriosi in America Latina; questo è il mondo di un personaggio dai contorni sfumati, sul quale grava una sola domanda: chi è il suggeritore? Nelle pagine del libro si ripercorrono le sue gesta, si consultano quarant’anni di carte giudiziarie, si intervistano giudici, carabinieri, testimoni che scelgono di rimanere nell’anonimato, e si traccia il profilo di un uomo incredibile, una macchietta in apparenza, un criminale nei fatti, che ha tessuto una spy story italiana che di romanzesco non ha nulla e che di reale ha vittime in attesa di giustizia.

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Date: Tuesday, 30 Apr 2013 10:08

Digital Surveillance

Open Rights Group, attraverso Jim Killock, Peter Bradwell e Ben Zevenbergen, fa uscire in rete (in versione completa) il libro elettronico Digital Surveillance – Why the Snoopers’ Charter is the wrong approach: a call for targeted and accountable investigatory powers.

(Via Boing Boing)

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Date: Wednesday, 24 Apr 2013 17:10

Io ho visto

Io ho visto di Pier Vittorio Buffa è un libro appena uscito per Nutrimenti ed è anche un progetto web con uno scopo ben definito:

non dimenticare quello che è accaduto durante la guerra contro la popolazione civile italiana condotta dai nazifascisti tra il 1943 e il 1945. Un progetto semplice. Fatto di immagini e di parole. Di parole e di immagini. Le parole sono quelle che servono per cercare di dare corpo alle emozioni, come quelle del libro. Le immagini sono quelle di chi ha portato per sempre con sé il dolore di quegli anni.

Partecipare al progetto è semplice. È sufficiente scrivere qua sotto [qui il link, ndb] quello che si è visto allora. O un pensiero, un ricordo. O anche solo il modo per essere rintracciati e raccontare.

Quello che ne nascerà non lo so: racconti da pubblicare qui sul web, una nuova edizione del libro, una semplice raccolta di ricordi… Quello che Io ho visto diventerà lo deciderà soprattutto chi deciderà di parteciparvi.

Al momento nel libro sono raccolte trenta storie di sopravvissuti alle stragi nazifasciste mentre in rete, nella sezione dedicata alle fotografie, ci sono i volti di queste persone. Volti accompagnati dai rispettivi nomi, dalla località in cui i fatti si sono consumati e da una breve descrizione di ciò che accadde.

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Date: Monday, 22 Apr 2013 14:43

Decennio rossoQualche personaggio ne riassume in sé più d’uno e altri, come Sofia e il capitano dei carabinieri che scorta Elio da un carcere all’altro, non esistono. Ma la sostanza del romanzo Decennio rosso (Edizioni Paginauno, 2013) viene presentata come autentica. Quella che viene ricostruita è la storia di Prima Linea e delle Fcc, le Formazioni comuniste combattenti, attraverso i due autori, Paolo Margini e Massimo Battisaldo, che delle sue organizzazioni di estrema sinistra fecero parte.

Si parte nel 1974 da una Sesto San Giovanni ancora Stalingrado d’Italia, dove tra manifestazioni sindacali, proteste operaie e movimenti studenteschi un gruppo di giovani si muove cavalcando la contestazione alle istituzioni e ai partiti e la voglia di cambiare la società. Non tutti sembrano consapevoli della piega che di lì a un paio d’anni prenderanno gli eventi con lo scivolamento verso la lotta più radicale. Le armi e i primi colpi, in certi punti, sembrano accolti da alcuni dei protagonisti quasi con sorpresa, accompagnata da un timore reverenziale e militare per chi, invece, vede già una strada tracciata verso la violenza.

Una strada che si compone via via di tanti tasselli, come rapine per l’autofinanziamento, perquisizioni delle forze dell’ordine, omicidi che devono essere – ma non lo sono – un richiamo alla “causa” e militanti che vengono feriti – e in alcuni casi assassinati – nelle azioni che si infittiscono. La progressiva svolta verso la clandestinità inghiotte i militanti, le prospettate fusioni sembrano dare concretezza a ipotesi di formazioni sempre più estese, ma alcune voci che si fanno nel tempo dubbiose, come quella di Sofia, hanno il suono di un risveglio lento da un sogno di rivoluzione che invece affogherà nel sangue delle vittime e nelle vite distrutte dei terroristi.

Poi arriva il 1978, i 55 giorni del sequestro del presidente della Dc Aldo Moro, ucciso il 9 maggio dalle Brigate Rosse. E per le formazioni lombarde, come per tanti altri, quell’omicidio rappresenta un punto di non ritorno. Lo si percepisce per esempio dalle parole di Terenzio, uno dei militanti milanesi:

Con la morte di Aldo Moro cambiano le cose, perhé il Pci ha dimostrato di tenere duro e di essere tutto dalla parte dello Stato, così che non possiamo più aspettarci niente di nuovo da quella direzione. D’altra parte le Br alzeranno sempre più il tiro, e noi dovremo muoverci di conseguenza. Quanto alle migliaia di avanguardie in lotta, viste le caratteristiche della nuova fase, credo si ridurranno di numero.

Altro punto di non ritorno sono le catture e le infiltrazioni, ma soprattutto il ricorso a strumenti speciali per combattere il terrorismo. A Duccio, arrestato dopo che gli sono state scoperte due pistole, dice un generale dei carabinieri dai cui contorni si delinea, almeno dal punto di vista letterario, il profilo di Carlo Alberto Dalla Chiesa

Ebbene, glielo dico subito in tutta franchezza: sono intenzionato a ottenere la sua collaborazione e userò tutti i mezzi in mio potere, e sono tanti, per arrivare a questo risultato. Io non mi limiterò al fermo di polizia di 48 ore: io posso farla sparire dalla circolazione per uno, due mesi, guardato a vista in qualche caserma, senza nessuna comunicazione con l’esterno [...]. La situazione esige interventi speciali: non saranno certo gli avvocati [...] a intralciare una controguerriglia che ormai è sacrosanta e richiesta da tutti [...]. Non solo la faccio sparire, ma metto in giro la voce che lei sta confessando, anche se non è vero. Tanto prima o poi parlerà: non avrà altra possibilità. E allora perché non farlo subito?

Infine – ma ci sarebbe molto altro ancora da raccontare di questo libro – ci sono gli anni di prigione, le torture e le percosse, oltre alle liste dei militanti da eliminare in carcere, in omicidi sommari. Trani, Frosinone, Novara, Voghera e Bad’e Carros sono solo alcuni dei penitenziari attraverso cui si snoda la fase finale del romanzo. Le sezioni speciali come gli strumenti sono una condanna nella condanna, un trattamento riservato a coloro che più pericolosi sono giudicati. E negli anni del carcere si arriva non a rinnegare ciò che è stato, ma comprenderlo oltre l’unica prospettiva della lotta armata, sempre più isolata. Ancora Sofia considererà:

Noi di Prima linea, i Cocorì, le Formazioni comuniste, quelli di Rosso, le altre organizzazioni, persino parte delle Br, vogliamo arrenderci come si suol dire salvaguardando l’identità storia, la dignità. Io però non la vedo così: l’identità storica la acquisiremo in tempi “storici” [...]. Quello che serve oggi è il coraggio di dare un forte messaggio di pace, a costo di ammettere di aver sbagliato parecchie cose, perché non è questa la guerra che può essere combattuta.

Intanto, in attesa delle scarcerazioni, che arriveranno anni dopo rispetto ai processi e alle condanne, gli unici scorci di vita sono vissuti dentro le gabbie degli imputati o aspettando l’avvio di un’udienza rinviata di qualche ora. Sarà la ricerca di una normalità anormale per una generazione travolta.

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Date: Friday, 19 Apr 2013 09:40

Dopo Produzioni dal basso, ecco un progetto da tenere d’occhio, Distribuzioni dal basso, che si descrive con tre hashtag: #filmsharing, #folkfunding per nuovi meccanismi della condivisione cinematografica e #creativecommons per la libera circolazione delle idee. Inoltre si presenta così:

L’obiettivo del nostro progetto redazionale è quello di sostenere la circolazione di film e documentari indipendenti realizzati dalla nuova generazione di freelance, nata sull’onda del fenomeno Creative Commons e dei nuovi meccanismi di produzione basati sul crowdfunding.

Tutti i film e documentari che vedrai inseriti nel portale rispondono all’esigenza di costruire un modo nuovo di fare cinema e informazione. Potrai richiedere i titoli che più ti interessano, in formato DVD o FILE, attraverso un meccanismo economico di donazione, che permetterà contemporaneamente di sostenere la gestione del portale e di dare il giusto valore alle opere inserite nel portale.

Sono già poco meno di una quindicina i film distribuiti acquistabili in dvd oppure saricabili dal sito dietro una donazione, suddivisi per ambiente e territori, arte e musica, diritti umani e conflitti, economia e crisi, politica e attualità e sport.

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Date: Wednesday, 17 Apr 2013 12:22

Fotoreportage dagli Opg di Franco Guardascione

Su Redattore Sociale è stata pubblicata la galleria fotografica con gli scatti di Franco Guardascione realizzati nei quattro anni di reportage all’interno degli ospedali psichiatrici giudiziari italiani:

“Ho avuto lunghe ore di dialogo con tanti internati, parole che mi svuotavano, demolivano certezze, arricchendomi con altre ignote fino a quel momento, facendomi tornare a casa stanco e commosso. Le foto sono venute fuori naturalmente, senza forzature e senza far subire stress alle persone, con le quali sono quasi sempre riuscito ad avere rapporti di primitiva amicizia che, a lavoro concluso, sono sfociati in saluti e abbracci con la consapevolezza che non ci saremo più rivisti che mi ha lasciato in bocca un amaro sapore metallico”. Così l’autore definisce il suo viaggio all’interno di queste realtà. Le immagini esposte a Firenze dal 12 al 19 aprile presso la sede del Consiglio regionale della Toscana raccontano la situazione delle persone internate non solo sul piano del disagio materiale, ma soprattutto dal punto di vista umano.

Per consultare l’intera galleria di veda qui.

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Date: Monday, 15 Apr 2013 17:50

Legal aid per l'informazione liberaLegal aid per l’informazione libera è un’iniziativa dell’italiana Open Media Coalition, il cui esordio è stato affidato circa un anno fa alla richiesta di chiarezza e meritocrazia – la campagna si chiama infatti Vogliamo Trasparenza – nella nomina degli esponenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del Garante della privacy. Adesso si aggiunge il nuovo progetto che, ispirandosi a un analogo istituto statunitense, si presenta con queste parole:

Capita sempre più spesso che dinanzi a piccole e grandi minacce relative all’esercizio [della libertà di comunicazione di cui alla Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo e del cittadino] o di fronte ad autentiche aggressioni, specie i singoli cittadini e le imprese più piccole, si trovino dinanzi a un drammatico bivio: rinunciare a esercitare la propria libertà di informazione o imbarcarsi in lunghe e costose azioni giudiziarie dall’esito incerto. La campagna legal aid per la libertà di informazione lanciata da Open Media Coalition intende provare a sottrarre cittadini e imprese ad una simile inaccettabile decisione, garantendo loro supporto e assistenza legale contro ogni piccola e grande limitazione o violazione della propria libertà di informazione.

Per avviare l’iniziativa, attraverso il supporto di Justice Iniziative della Open Society Foundation e per affrontare gradualmente la questione a causa di una penuria di risorse, verranno scelte due vicende da seguire fino in fondo e da trasformare in casi di studio. E a questo proposito è disponibile in rete un form attraverso cui inviare le segnalazioni.

(Via Lsdi)

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Date: Tuesday, 09 Apr 2013 20:00

Verve Photo - Anastasia Rudenko

Un ritratto di violenza domestica realizzato da Anastasia Rudenko, fotografa kazaka che segue le pattuglie di polizia e documenta interventi e situazioni di abusi in famiglia. Lo scatto, pubblicato da Verve Photo, risale al periodo di capodanno 2010. Altre fotografie del progetto Family & domestic violence sono state pubblicate sul sito dell’autrice.

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