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Nelle acque della capitale danese ci sono 3 isole artificiali1, nate come dei forti marittimi per proteggere il porto di Copenhagen. La più grande delle tre, Middelgrundsfortet, si trova a 3 km dalla costa ed è il più grande forte marittimo del mondo
Middelgrundsfortet è stato costruito alla fine del XIX secolo e la maggior parte dei materiali è stata ricavata dagli scavi di espansione del porto. Con un’area di 70 000 m2 si è guadagnato anche il primato mondiale, un po’ tecnico, di “isola artificiale, senza piedritto, più grande”2.
Eccelenti immagini ad alta risoluzione ci offrono una buona vista su diverse fortificazioni e sugli edifici dell’isola.
Le forze armate danesi sono rimaste qui fino al 1984 e nel 2002 l’isola è stata venduta a un privato che ora la utilizza come albergo e centro per conferenze. Possiamo anche dare uno sguardo molto lontano su Middelgrundsfortet con l’ausilio delle Street Views dalla periferia di Copenhagen, e vicino c’è un parco eolico con lo stesso nome visitato da GSS originale nel 2005.
A circa 3 km a sud-est c’è un secondo forte marittimo ben preservato – Flakfortet, che è stato costruito tra il 1910 e il 1915. Anche qui possiamo vedere diverse strutture con ottimi dettagli.
Anche Flakfortet è stato venduto a un privato e oggi è aperto ai visitatori per matrimoni, concerti e… mini-golf?
La terza e più antica isola artificiale – Trekroner Fort – si trova direttamente all’ingresso del porto di Copenhagen.
Chiamata così in memoria delle tre navi che sono affondate qui alla fine del XVIII secolo per creare le fondamenta dell’isola, Trekroner ha protetto il porto durante numerosi conflitti, a partire dalla Battaglia di Copenhagen del 1801. L’isola però è stata occupata dalle forze tedesche durante la seconda guerra mondiale. Ora è aperta ai turisti. L’isola è ben visibile3 dalle vie del porto.
Luogo: Danimarca / Categorie: Abbandonato, Isole, Street Views
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Quelli tra voi attenti al nostro calendario avranno sicuramente notato che quest’anno abbiamo dimenticato l’annuale Settimana delle Isole, iniziata nell’Agosto del 2006. Quelli ancora più attenti potrebbero aver notato che dal 2008 la Settimana delle Isole è stata spostata a Settembre.
Infatti nel corso degli anni precedenti la Settimana delle Isole si è svolta almeno in 3 momenti diversi. Un po’ come l’isola mobile dei Monaci Grigi, ci piace farvi indovinare dove e quando questa particolare isola spunterà fuori!
Stavo dicendo…?
La Settimana delle Isole è tornata! Questa settimana abbiamo una sfilza di post brillanti, tutti basati sulle masse di terra circondate dall’acqua.1
Se non avete seguito Google Sightseeing negli ultimi 5 anni (dove eravate?), allora leggete prima le storie isolane passate, visto che alcune sono davvero affascinanti:
- Settimana delle Isole 1 (2006) in Inglese
- Settimana delle Isole 2 (2007) in Inglese
- Settimana delle Isole 3 (2008)
- Settimana delle Isole 4 (2009)
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Si, è ovvvio che si tratta di una tema molto vago, probabilmente è per questo che funziona così bene! ↩
Categorie: Isole, Notizie del sito
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Il 29 agosto del 2005 l’uragano Katrina ha colpito la Louisiana e il Mississippi, diventando l’uragano statunitense che ha mietuto più vittime dal 1928. Sono passati 5 anni, ma guardando le immagini satellitari di Google e le Street Views è chiaro che sono rimaste cicatrici profonde nella zona.
L’Uragano Katrina è nato nel Golfo del Messico, ha attraversato e quasi obliterato le Isole Chandeleur sulla strada per il Lago Pontchartrain. Il US Geological Survey ha stimato che 560 km2 di isole sono state erose dal mare durante la stagione degli uragani del 2005. Ad oggi le Isole Chandeleur purtroppo hanno solo pochi anni di vita prima di sparire completamente, e, guardando le immagini di Google più recenti, è facile notare che non è rimasto molto.
Sulle immagini satellitari si vedono alcune nuove costruzioni dove si sono rotti gli argini di tanti canali di New Orleans. Qui possiamo vedere un nuovo muro sul 17th ST Canal e sul London Ave Canal. Entrambi i siti sono collassati sotto i loro livelli di guardia causando in parte il massiccio allagamento della cttà.
Passando alle Street Views è facile vedere che gli effetti di Katrina sono ancora chiaramente molto visibili. Ricordate che è difficile sapere la data esatta di quando la macchina di Google ha visitato New Orleans, ma le nostre migliori stime restringono questo periodo tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008, il ché piazza queste immagini circa 2 o 3 anni dopo l’uragano.
E’ abbastanza umiliante piazzare l’omino delle Street Views in qualunque parte del cuore di New Orleans e vedere la devastazione di Katrina. Alcuni posti sono stati rasi al suolo, mentre altri sono rimasti intoccati ma sommersi dalla natura.
Si può osservare un grande contrasto tra i luoghi dove spazzatura e macerie sono ancora per strada e altri che sembrano essere stati sostiutiti completamente da nuove costruzioni e case.
Tante case sono rimaste abandonate, con il “segno X” dipinto dai soccorritori dopo il controllo degli edifici. Il numero sotto la X indica quanti corpi sono stati ritrovati dentro la casa. Per fortuna su questa casa c’è zero.
Quando Google ha visitato New Orleans tanti proprietari vivevano ancora nelle roulotte di [FEMA][http://en.wikipedia.org/wiki/Federal_Emergency_Management_Agency] che si vedono lungo le strade. Alcuni sono stati abbastanza fortunati da rimanere nelle loro case, mentre altri sono stati fatti trasferire nei “parchi di roulotte” sparsi per la città.
Sarebbe interessante confrontare queste immagini con quelle del prossimo aggiornamento di New Orleans. Quando questo accadrà rivisiteremo alcuni di questi luoghi per vedere il progresso della ricostruzione della città.
Maggiori informazioni le potete trovare su Wikipedia, nonché sui [precedenti post del GSS inglese].
Luogo: Louisiana / Categorie: Abbandonato, Edifici, Street Views
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Grazie al lancio delle Google Street Views in Canada, il nostro inviato, Ian, ha preparato un bel tour tra i Grand Hotel ferroviari del Canada, suddiviso in 3 parti.
Continuanado il nostro viaggio da est verso ovest, guardando i grand hotel ferroviari del Canada, partiamo da Toronto e dal Royal York Hotel.
Il più grande albergo della catena Fairmont in Canada, il Royal York si trova direttamente davanti alla Union Station, che rimane ancora il punto di partenza per i treni che attraversano il paese e vanno a Vancouver1.
Al momento dell’apertura nel 1929 questo albergo era il palazzo più alto dell’Impero Britannico e rimane ancora il posto dove dimorano i componenti della Famiglia Reale durante le visite in città.
Saltando le provincie che non sono ancora coperte dalle Street Views, andiamo ad Alberta e al Palliser Hotel in Calgary, situato accanto a Calgary Tower.
Aperto dalla Canadian Pacific Railway nel 1914, il Palliser ora ospita CPR Pavilion, una mostra dei legami storici tra l’albergo e la ferrovia, comprese alcune carrozze vintage2. Una volta era il più alto edificio della città, ora l’albergo sembra un nano rispetto ai grattacieli che sono stati eretti in questa città ricca di petrolio.
Seguendo la macchina delle Street Views arriviamo alle Montagne Rocciose e a due alberghi che forse possono essere considerati i più grandi dei grand hotel. Il presidente di CPR William Van Horne dichiarò “Se non possiamo esportare il paesaggio, allora importiamo i turisti” e questi turisti riempiono questi albergi in grande quantità ogni anno.
Il Banff Springs Hotel è stato aperto nel 1888 ed è stato ricostruito 40 anni dopo in seguito a un incendio, anche se poi ci sono voluti altri 40 anni per renderlo utilizzabile durante l’inverno.
Il nome di Banff Springs è dovuto alle sorgenti calde presenti nell’altra parte della città – lo spa attuale dell’albergo ricorda solo un pò le sorgenti originali!
Definito Sito della Storia Nazionale nel 1992 (e situato dentro il Parco Nazionale Banff – Luogo di patrimonio dell’umanità dell’UNESCO) l’albergo ora è un grande ‘resort’ con campo golf, un centro conferenze gigante, case per lo staff e tante soluzioni per accomodare gli ospiti.
A circa 60 km a nord-ovest si trova Chateau Lake Louise e anche questo ha raggiunto lo status di resort.
Sul bordo dello spettacolare lago di colore blu glaciale e circondato dalle alte montagne – questo dovrebbe essere una delle più spettacolari postazioni alberghiere del mondo3, anche se è molto divertente vedere gli stanchi escursionisti, provati dal cammino giornaliero, girare nelle aree lussuose. E nonostante la sua grandezza, questo albergo non era aperto tutto l’anno fino agli anni Settanta. Le attività invernali comprendono sci e pattinaggio sul lago, nonché giri in slitta trainata dai cavalli.
Finalmente siamo a Vancouver, alla fine (o all’inizio, dipende dalla vostra direzione) del viaggio ferroviario attraverso il paese e all’Hotel Vancouver.
Una costruzione comune del Canadian Pacific e del Canadian National, l’albergo si trova a poca distanza dall’attuale stazione VIA Rail. E’ stato aperto nel 1939 con una visita del Re e della Regina.
Simile a Chateau Laurier in Ottawa, l’Hotel Vancouver ospitò gli studi locali della CBC per diversi anni.
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Un viaggio che tanti Canadesi cercano di fare almeno una volta nella vita – è un’esperienza spettacolare. ↩
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Comunque, i treni non passano più da Calgary (o Banff / Lake Louise) – il percorso transnazionale attuale di VIA passa da Edmonton. ↩
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E se, come me, non potete permettervi il pernottamento, il prezzo del lunch è molto ragionevole e la vista che accompagna il vostro pasto non ha prezzo! ↩
Luogo: Alberta, Columbia Britannica, Ontario / Categorie: Edifici, Street Views
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Mentre eravano in vacanze in agosto, i giornali del mondo hanno pubblicato una storia su una ragazza che sembrava morta per strada in Inghilterra, dimostrando che il fascino internazionale delle Street Views continua con la stessa intensità.
Fortunatamente la ragazza, che sicuramtente deve essersi sorpresa quando i media mondiali1 hanno bussato alla sua porta per chiederle se fosse morta, sta perfettamente bene.
In realtà qualunque giornalista avrebbe potuto controllare da solo, facendo semplicemente un passo giù per la strada, da dove si vede chiaramente che la ragazza gioca con l’amica.
Forse questo farà nascere un nuovo trend, dato che davanti alla macchina di Google, alcune persone meno fantasiose continuano con i vecchi trucchi…
Con l’estensione della copertura delle Street Views nel mondo ci sono state un pò di cose interessanti da studiare a proposito delle condizioni dell’umanità. Per esempio, sembra che alcune ragazze siano piuttosto esperte a fare qualcosa che gli uomini pensavano di aver riservato solo per se stessi.
Anche se è chiaro che non tutte le donne hanno già imparato l’arte di fare pipì in piedi molto bene.
Per non essere superati, gli uomini sono andati un passo oltre e hanno IMPARATO A VOLARE. Si donne, avete sentito bene. (Ma lo possiamo fare solo momentaneamente e solo se siamo sopra una certa profondità dell’acqua).
Noi speriamo che la maggiore conoscenza delle Street Views susciterà reazioni più interessanti nelle persone che incontrano la macchina di Google – poco fa c’è stata un’altra frenesia mediatica quando qualcuno è stato notato diverse volte sulle strade di Aberdeen mentre girava con la testa di cavallo. Sospettosamente tutte le immagini ora sono state rimosse, allore guardate il vero cavallo girare nel traffico cercando un supermercato della zona.
Certo, se noi tutti cominciamo a sdraiarci per strada o a portare maschere appena vediamo la macchina di Google arrivare, a questo punto per tenere vivo l’argomento la stampa internazionale comincerà a creare storie sulle case dei politici rimosse dalle mappe di Google.
Scusate, questa storia è stata smontata già sul nostro twitter.
Dunque, siete stati ripresi dalle Street Views?2 Che cosa facevate? E, in caso contrario, cosa pensate di fare per ottenere la fama internazionale quando arriverà il vostro momento?
Luogo: Inghilterra, Italia, Paesi Bassi, Saskatchewan, Spagna / Categorie: Street Views
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La Diga delle Tre Gole si estende sul fiume Yangtze in Cina ed è la più grande centrale elettrica del mondo.
Mentre la maggior parte della campagna cinese è coperta solo da immagini a bassa risoluzione, poco fa Google ha pubblicato nuove immagini ad alta risoluzione dell’area intorno alla diga, dandoci la prima vera occasione di scrivervi un post in proposito.
Concepita per la prima volta circa 90 anni fa, l’idea di costruire questa diga fu molto supportata dal Presidente Mao negli anni Cinquanta. Ma, la costruzione della diga, iniziò per davvero solo alla metà degli anni Novanta, arrivando alle dimensioni di più di 2 km di lunghezza e 185 metri d’altezza.
I dati statistici di questo progetto sono sbalorditivi:
- Un costo complessivo di 180 milliardi di yuan (30 milliardi di dollari), in realtà sotto il budget, che saranno recuperati in 10 anni di produzione di energia.
- La costruzione ha usato più di 27 millioni metri cubici di cemento e 463 mila tonellate di ferro.
- Sono stati rimossi circa 100 millioni metri cubici di terra.
- Saranno creati circa 22 500 MW di elettricità da 34 generatori principali, quando, l’anno prossimo, sarà raggiunta la capacità massima.
- Inizialmente si prevedeva che l’energia prodotta coprisse il 10% della domanda energetica nazionale, ma la crescita industriale del paese ha riportato questa cifra a meno del 3%.
14 generatori si trovano sul lato nord della diga e 12 sul lato sud1, separati dai canali di fuoriuscita. Altri 6 generatori si trovano sotto il monte vicino.
Immediatamente a nord della diga c’è un ascensore per le barche ancora in costruzione, con fine lavori prevista per il 2014. Sarà capace di spostare le navi di peso fino a 3 mila tonnellate per 113 metri di differerenza verticale tra 2 livelli d’acqua.
Dietro l’ascensore c’è una seria di chiuse per le navi fino a 10 mila tonnellate, con un passagio che durerà circa 4 ore. Insieme all’innalzamento dei livelli dell’acqua nel fiume, queste chiuse hanno permesso di aumentare 10 volte il passaggio cargo via fiume – portando a una significativa riduzione delle emissioni del trasporto su gomma. La centrale idrica è anche considerevolmente più pulita rispetto alle centrali a carbone che sono norma in Cina.
Comunque, ci sono preoccupazioni sui possibili impatti ambientali causati dalla diga, compresa la distruzione delle palude e dell’habitat di diversi tipi di animali. L’erosione del bacino del fiume e le frane sono un’altra forte preoccupazione.
C’è stato anche un grosso impatto sugli uomini, con più di 1 millione di persone costrette a lasciare le loro case e fattorie lungo lo Yangtze. Importanti siti storici e archeologici sono stati sommersi.
Le tre gole famose sono Qutang, Wuxia and Xiling, e per la maggior parte sono coperte da vecchie immagini a bassa risoluzione, che non mostrano l’attuale livello dell’acqua.
Le recenti forti piogge che hanno sommerso la regione sono state una seria prova della forza della diga, dato che l’acqua è arrivata a 20 metri in meno della capacità massima. Le autorità hanno dichiarato che la diga ha aiutato a prevenire un allagamento disastroso nella valle. Sulla BBC c’è un video spettacolare dello scarica d’acqua in eccesso attraverso i canali di scarico.
Maggiori informazioni le potete trovare su Wikipedia e sul sito ufficiale della diga, che, ripsetto alla stampa mondiale, pone un accento positivo su tutte le cose che circondano il progetto.
Grazie: Dan, Sebastian Nebel, woowoowoo, Peter Donohue, t.r.mcloughlin, luluwing, Chris Yao, Marco Rodrigues, terLag, xlk, Jonathan Crone e Adam.
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Dove le immagini sono talmente buone che si vedono i fili elettrici che arrivano dai generatori. ↩
Luogo: Cina / Categorie: Acqua, Attrazioni naturali, Strutture
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Anche se non compaiono le parole “monte” o “vulcano” da nessuna parte nel loro nome, le isole Santorini sono in realtà il luogo di una delle più grandi eruzioni vulcaniche registrata nella storia! Questo è il motivo per cui non è rimasta molta terra sull’acqua, guardando il piccolo arcipelago dall’alto.
Le isole che vedete oggi sono infatti i resti della caldera di un vulcano preistorico che eruttò più di 3500 anni fa e l’esplosione, secondo le stime, fu 120 volte più forte dell’eruzione del Monte Sant’Elena nel 1980! Ci furono ceneri, lava e tsunami diffusi per tutto il Mediterraneo, provocando una devastazione massiccia.
Di Santorini oggi è rimasta una catena circolare di isole, che i greci hanno trasformato in uno dei più bei posti del mondo. Senza pensare all’attivo vulcano che resta in caldera, gli abitanti locali hanno creato una destinazione surreale per i turisti e per le navi di crociera grazie alla sensazionale geologia dell’isola e a una posizione ideale nel cuore del Mediterraneo.
La leggenda vuole che la posizione, la bellezza e la storia vulcanica di Santorini non siano una coincidenza. Potrebbe esserci una buona ragione per cui le persone sono state attratte da questo posto per migliaia di anni. Gli anctichi dialoghi di Platone Timaeus e Critias (scritti giusto 2400 anni fa circa) hanno portato gli studiosi a credere che Santorini potesse essere la mitica e leggendaria isola di Atlantide! Ora vi spiego…
Intanto Santorini corrisponde alla descrizione fisica della leggendaria isola perduta a causa della sua forma circolare. Platone scrive di una serie di anelli di terra e di acqua che formano la nazione isolana di Atlantide. Se guardate Santorini dall’alto, la sua forma è chiaramente circolare e, considerando che l’isola nella caldera poteva essere molto più grande rispetto alle dimensioni odierne, può essere descritta anche come “anelli di terra e acqua”!
Inoltre Platone parla anche dei colori delle cave sull’isola di Atlantide. Lui scrive “un tipo di pietra era bianco, un altro nero e un terzo rosso”. Possiamo vedere le roccie bianche dallo spazio vicino ad alcune scogliere e abbiamo le foto dalla terra che mostrano anche le roccie rosse sull’isola.
Dunque, abbiamo bianco e rosso, manca solo il nero. Guardate questa spiaggia vicino Perissa. Ha una sabbia nera! Ricordate che questa isola in verità è un vulcano e dunque le roccie nere ci sono un po’ dappertutto.
Il terzo collegamento con Atlantide sono le civiltà antiche che abitavano su Santorini 3500 anni fa. Gli scavi archeologici sull’isola hanno svelato una civiltà con una ingegneria avanzata per il tempo. Scavi come questo ad Akrotiri hanno scoperto edifici multi-piano, mura resistenti ai terremoti, tubature complesse e sistemi di aerazione interni. Akrotiri è stata sepolta dall’eruzione, come la città di Pompei, ed è rimasta remarcabilmente preservata per migliaia d’anni.
Di certo ci sono tanti collegamenti tra l’isola di Santorini e la leggenda di Atlantide, ma forse il più importante è la storia del vulcano stesso. Santorini è i resti della caldera che si trovano sopra l’acqua e la descrizione di Platone su Atlantide che cadde nel mare potrebbe corrispondere a quello che è successo al centro della laguna 3500 anni fa. Nel tempo l’isola nella laguna si è ricostruita lentamente, ma prima o poi tutto potrebbe ripetersi di nuovo.
A prescindere se pensiate che Santorini sia legata al mito di Atlantide o meno, essa rimane un’isola assolutamente bellissima nel mezzo del Mediterraneo e vale la pena di essere visitata.
Maggiori informazioni a proposito di Santorini potrete trovarle sul sito web municipale qui, oppure su Wikipedia.
Luogo: Grecia / Categorie: Vulcani
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Il Monte Kilimanjaro è un stratovulcanico inattivo e la più alta vetta dell’Africa. Con 5,893 metri sul livello del mare il Kilimanjaro è anche la più alta montagna separata1 del mondo. In cima ci sono dei ghiacciai e il monte è Sito Patrimonio dell’Umanità.
Il Monte Kilimanjaro è formato da 3 vulcani separati, Kibo (il più alto con 5,893 m), Mawenzi (5,149 m) e Shira(3,962 m).
Migliaia di turisti fanno escursioni sul Kilimanjaro ogni anno, e molti lo fanno per beneficienza. Ci sono tante compagnie turistiche che possono esaudire ogni vostro bisogno mentre siete lì.
Dopo l’arrivo nell’Aeroporto Internazionale di Kilimanjaro potete fermarvi in un ostello ad Arusha o a Moshi prima di iniziare la vostra salita. Ci sono tanti diversi sentieri fino alla cima che dipendono dalla vostra preparazione e salute, quelli più lunghi danno più tempo per acclimatarsi ai bassi livelli d’ossigeno. I punti di partenza sono Machame, Marangu, Umbwe, Rongai e Lemosho; per tutti i sentieri ci vogliono 6 giorni e alcuni possono essere completati in 5. Tutte i percorsi a un certo punto convergono durante l’ultimo giorno di salita.
Nessuno degli ingressi è visibile in alta risoluzione ma i campeggi Kibo, Horombo e Barafu sono ben visibili.
L’ascesa finale inizia intorno a mezzanotte del quinto giorno dai campeggi Kibo o Barafu. Una camminata di 6-7 ore porta in cima al picco Uhuru. L’utente di Youtube GrundleflyDOTcom ha un video dell’ascesa finale.
La cima è anche molto famosa per i suoi ghiacciai, che oggi si trovano in serio pericolo. Alcune stime prevedono la loro sparizione entro 20 anni. Il ghiacciaio Furtwängler ha dimezzato le sue dimensioni tra il 1976 e il 2000, la stesso problema lo hanno avuto Il Campo di ghiaccio Nord e il ghiacciaio Credner .
Informazioni su come salire sul Kilimanjaro si possono trovare utilizzando questi link oppure WikiTravel.
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Per separata si intende una montagna singola che non fa parte di una catena montuosa, per esempio l’Everest è nella catena dell’Himalaya, mentre il Kilimanjaro è una montagna indipendente. ↩
Luogo: Tanzania / Categorie: Attrazioni naturali, Luoghi di patrimonio mondiale, Vulcani
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La strada solitaria che porta in cima al Capulin Volcano National Monument, nel nord-est del New Mexico, s’incurva graziosamente intorno al bordo del cratere.
Vulcano Capulin è un vulcano inattivo a forma di cono praticamente perfetto che si alza a più di 300 metri sopra le pianure intorno.
“Capulín” è il nome Spagnolo del ciliegio selvatico, un albero nativo dell’America Settentrionale. Dopo 4 anni da quando il New Mexico diventò uno stato, nel 1912, il vulcano Capulin venne dichiarato un Monumento Nazionale dal Presidente Wilson.
Ecco la vista sul vulcano dalla vicina US Route 87. Potete notare che) la Route 87 incrocia la I-25 vicino a Raton, NM e la I-40 vicino Amarillo, TX. Questo fatto la rende una strada comune per i viaggiatori tra il Texas e il Colorado, molti dei quali spesso sono quelli che vanno a sciare. Il lungo tratto della strada tra Amarillo e Raton Pass fa sentire particolarmente soli e il vulcano Capulin è l’unico Monumento Nazionale – nonché l’unica attrazione turistica – lungo questa strada.
Dato che il vulcano non erutta da almeno 58 mila anni è molto facile scambiare Capulin per una collina o per una piccola montagna. Infatti, fino agli anni Ottanta il suo nome era Capulin Mountain (Monte Capulin).
La strada in salita sul vulcano non è sensazionale e la sua forma conica è difficile da notare da vicino. Questo fatto crea una sorta d’illusiona ottica che fa sembrare il vulcano più piccolo di quanto non sia realmente.
Ma la vista aerea oppure la vista dalla cima mostrano quanto questo cono si alzi drammaticamente sopra il paesaggio circostante. Alcuni visitatori hanno dichiarato che è possibile vedere parte di 5 stati americani (New Mexico, Colorado, Texas, Oklahoma, e Kansas) dal punto più alto, ma il paesaggio piatto rende molto difficile capire dove finisca uno stato e inizi un altro.
Luogo: New Mexico / Categorie: Attrazioni naturali, Street Views, Vulcani
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A 230 metri sopra le sabbie bianche della Waikiki Beach, un cono vulcanico, conosciuto come Diamond Head, è un’icona dell’orizzonte eterogeneo e moderno di Honolulu. Certo non è pieno di lava, di fiumi di zolfo o di gas nocivi… e si è estinto da almeno 100 mila anni… e poi c’è anche una strada asfaltata fino alla cima piena di turisti… ma rimane sempre un luogo molto impressionante!
A differenza dei vulcani attivi più grandi, Diamond Head oggi ha un aspetto praticamente identico a centinaia di migiaia d’anni fa. E’ un cono vulcanico grande 1072 metri, creato da una singola violenta eruzione subacquea, che ha mandato acqua e ceneri a mille metri di altezza nell’aria. I detriti derivati si sono assestati e induriti per formare un, quasi simmetrico, cono di tufo, che oggi è una delle attrazioni naturali più accreditate delle Hawaii.
Conosciuto nel linguaggio hawaiiano come Le’ahi, cioè “cima del tonno”, è stato chiamato Diamond Head1 a causa dei marinai brittanici del XIX secolo che hanno confuso i cristalli di calcite con i diamanti. Visto che un nome tipo Calcite Head sarebbe stato meno attraente, è rimasto questo nome sbagliato2 diventando il titolo ufficiale di questo grande monumento visitato ogni anno da diverse decine di migliaia di persone.
Ad appena 25 minuti di macchina dal centro di Honolulu, il Diamond Head State Monument offre una vista panoramica sulla città e sull’intera costa meridionale dell’isola di Oahu, attraendo turisti e non solo.
A parte essere una delle maggiori attrazioni turistiche delle Hawaii, il Diamond Head ha avuto anche un ruolo pivotale agli inizi della storia dell’arcipelago come territorio statiunitense. Fort Ruger è stata la prima riserva militare Americana nelle Hawaii ed è stato costruito, 10 anni dopo l’annessione del 1899, nel centro del cratere del Diamond Head. La sua posizione nascosta in seguito è stata schermata dalla batteria di mortai che lo ha reso un perfetto punto d’osservazione per la protezione degli interessi Americani nell’Oahu meridionale.
Del forte è rimasto poco, solo alcuni bunker e una galleria lunga 70 metri con un’immensa vista sull’oceano. In aggiunta a ciò che rimane, il governo statiunitense continua a mantenere un centro di controllo per l’aviazione e alcune torri di trasmissione in cima al cratere.
Oggi Diamond Head è una destinazione popolare per i visitatori di Honolulu, con un grande centro visite e tanti percorsi pedonali. Persino la macchina delle Street Views ha fatto un giro qui, guidando dritto attraverso il cono per darci una vista a 360 gradi di questo paesaggio dell’altro mondo.
Anche se gli hawaiiani sono davvero fortunati a vivere vicino a una simile meraviglia naturale, Google ancora una volta ha portato tutti noi un po’ più vicino a uno dei più bei posti sulla Terra. Ora dobbiamo solo aspettare che mandino qualcuno a piedi così potremo vedere la vista dal bordo del cratere!
Luogo: Hawaii / Categorie: Attrazioni naturali, Street Views, Vulcani
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Stromboli è un’isola vulcanica fuori dalla costa della Sicilia, famosa per essere quasi sempre attiva da almeno 20 mila anni. Nonostante i fiumi di lava si vedano solo in alcune occasioni, Stromboli è meglio conosciuta per le caratteristiche bombe vulcaniche, che cadono sull’isola.
Google ha una risoluzione relativamente alta per tutta l’isola compreso uno dei tre crateri, che erutta vapore dalla vetta del vulcano, alta 926 metri.
A nord-ovest della vetta c’è una grande area a forma di ferro di cavallo chiamata Sciara del Fuoco. Questa zona dell’isola è collassata nel corso delle frequenti eruzioni e spesso i fiumi di lava si dirigono proprio qui. Nel 2002, durante l’ultima grande eruzione, le roccie che cadevano da qui nel mare hanno causato uno tsunami che ha daneggiato tante parti dell’isola.
Dato l’apparente pericolo è un po’ sorprendente sapere che una popolazione di alcune centinaia di persone vivono sull’isola, la maggior parte in una piccola comunità sulla costa nord-est – anche essa chiamata Stromboli. Ci sono persino un paio di alberghi, che ospitano gli intrepidi turisti curiosi di dare un’occhiata da vicino al famoso vulcano, il temperamento del quale spessa lo rende irraggiungibile.
C’è anche un piccolo villagio di nome Ginostra nella parte sud-ovest dell’isola.
Stromboli ha ispirato l’immaginazione di tante personalità artistiche1, apparendo in un gran numero di libri e di film, compresa la famosa pellicola del 1950 chiamata Stromboli con Ingrid Bergman, girata interamente qui.
Su Wikipedia ci sono delle informazioni sul vulcano, mentre su WikiTravel ci sono dettagli nel caso in cui vi venga voglia di fare una visita. Il sito SwissEduc è molto consigliato per l’altissimo livello dei dettaglii delle tante fotografie e video, ma anche per il simulatore delle bombe vulcaniche, che ci permette di sperimentare diverse grandezze e forme per vedere fino a dove arrivano!
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Non dimentichiamo che Stromboli ha anche dato il nome al piuttosto gustoso involtino di pane e formaggio popolare negli USA. ↩
Luogo: Italia / Categorie: Attrazioni naturali, Film location, Vulcani
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Lanciata per la prima volta nel 1905 (cent’anni in più cent’anni in meno)1 la ben conosciuta Settimana dei Vulcani di Google Sightseeing ritorna di nuovo (dopo le ferie) nel 2010, con un’intera settimana di post dedicati alle esplosive rotture della superficie del nostro pianeta.
Nei post precedenti abbiamo scritto su un sacco di affascinanti vulcani. Alcuni estinti, altri dormienti, altri ancora attivatisi di recente, oppure quelli che sputano lava in continuazione e anche per questa settimana abbiamo scovato un po’ di posti ugualmente affascinanti.
Qui a Google Sightseeing amiamo i vulcani e, per nostra fortuna, ce ne sono piuttosto tanti. Abbiamo ancora un po’ di spazio per uno o due post basati sui vostri suggerimenti e, dunque, perchè non esplorare il nostro archivio sui vulcani e poi suggerire un luogo?
- Prima giornata dei Vulcani(2005)
- Seconda giornata dei Vulcani (2006)
- Settimana dei Vulcani 3 (2008)
- Settimana dei Vulcani 4 (2009)
- Tutti i nostri post sui vulcani
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Che dopotutto è un battito di palpebre in termini geologici. ↩
Categorie: Notizie del sito
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Terry Fox è diventato un eroe per tanti Canadesi grazie alla sua Maratona della Speranza – un’impresa per la quale è stato commemorato con una statua direttamente davanti al Parlamento di Ottawa, la capitale del paese1.
Nato nel 1958 a Winnipeg, all’età di 8 anni Terry si trasferisce con la sua famiglia nella Columbia Britannica dove diventa un assiduo giocatore di basket. Nel 1977 un dolore costante alla gamba destra viene diagnosticato come osteosarcoma, una forma aggressiva di cancro osseo. La gamba gli viene amputata fin sopra il ginocchio e viene sottoposto a un’intensa chemioterapia.
Durante il trattamento, recupero ed adattamento lui conserva un atteggiamento positivo verso l’utilizzo della gamba artificiale, particolarmente quando scopre che le scoperte della medicina aumentano la sua probabilità di guarigione al 50%, mentre solo un paio d’anni prima sarebbe stata solo del 15%. In quel momento si ripromette di raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro, nel tentativo di aiutare gli altri malati.
Nonostante il forte zoppichio e il dolore dalla protesi, Fox si prepara e completa una maratona in Prince George, BC, nell’Agosto del 1979. Ispirato da questa esperienza, sviluppa un piano per la Maratona della Speranza – una corsa attraverso il Canada di 42 km al giorno (la distanza standard della maratona).
Parte il 12 Aprile 1980 da St John’s, Terranova, con una piccola cerimonia durante la quale immerge la sua gamba artificiale nell’oceano Atlantico con l’intenzione del ripetere la procedura al suo arrivo nel Pacifico, dopo qualche migliaia di chilometri! C’è un piccolo monumento vicino a questo posto.
Tante persone credono che questo monumento meriti maggiore attenzione – non è promosso dalle autorità turistiche di St John, è difficle da trovare e l’area circostante spesso è trasandata.
Terry Fox ha iniziato la Maratona della Speranza con lo scopo di raccogliere 1 millione di dollari per la ricerca contro il cancro. Con il procedere della corsa lungo il paese, l’attenzione pubblica – e le donazioni – sono cresciute in modo significativo e lui decide di alzare l’obbietivo a 24 millioni, che sarebbero 1 dollaro per ciascun abitante del paese all’epoca.
Purtroppo, dopo 143 giorni e più di 5300 km Terry è costretto ad abandonare il suo percorso, quando per il dolore crescente gli è stata diagnosticata una metastasi ai polmoni. C’è un grande monumento e una vista panoramica in un punto della Trans Canada Highway fuori Thunder Bay, il luogo dove lui si è dovuto fermare.
La chemioterapia non ha potuto fermare la malattia e Terry Fox è morto 9 mesi dopo. Prima della sua morte è diventato la persona più giovane nominata Companion of the Order of Canada.
La raccolta dei fondi in suo nome continua con la corsa annuale dedicata a Terry Fox che si svolge in migliaie di comunità di tutto il paese e del mondo. Ad oggi circa 500 millioni di dollari sono stati raccolti e donati al programma di ricerca per la lotta al cancro.
Nel paese ci sono strade, scuole e altri edifici che portano il suo nome ed è stato anche commemorato sulla moneta di 1 dollaro canadese del 2005. La provincia della Columbia Britannica ha chiamato una montagna e un parco provinciale con il suo nome.
Il monumento più occidentale è una statua nel parco Beacon Hill a Victoria nel posto dove la Maratona della Speranza avrebbe dovuto concludersi. Lì c’è una citazione di Terry: “I sogni sono possibili se ci provi”.
La storia molto più dettagliata si può trovare su Wikipedia o su CBC, dove ci sono tanti articoli e video, mentre il sito ufficiale della Terry Fox Foundation è pieno d’informazioni a proposito della raccolta dei fondi.
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Come abbiamo spesso visto in passato, la tecnologia dell’oscuramento di facce di Google non sa distinguere tra le persone reali e le statue! ↩
Luogo: Columbia Britannica, Ontario, Terranova e Labrador / Categorie: Attrazioni naturali, Monumenti, Street Views
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Guardate tutte queste maccine bianche parcheggiate sulla pista dell’aeroporto di Green Cove Springs, Florida! Un nostro lettore Jon ci ha mandato questo luogo pensando che queste macchine bianche potessero essere veicoli dell’ONU, nascosti dietro gli alberi su una base aerea statiunitense.
In realtà queste macchine sono una partita di nuove Kia, importate e stoccate in una sezione non utilizzata della vecchia Naval Air Station e il colore bianco è dovuto alla copertura protettiva di plastica che copre le macchine durante il loro trasporto fino ai dealer. Nonostante questa spiegazione razionale, queste macchine sono davveo TANTE e coprono due piste da 1500 metri!
In alcuni punti le macchine sono parcheggiate in file molto ordinate e strette e in altri punti ci sono spazi e buchi nella formazione. Secondo voi come hanno fatto a far uscire la macchina in mezzo?
Il complesso una volta veniva chiamato Naval Air Station Green Cove Springs (Lee Field). La base fu decommissionata nel 1960 e oggi sulle mappe aeronautiche questo posto è segnato come un dominio privato di nome Reynolds Airpark. Solo una delle piste originali della base navale è rimasta in uso.
E’ molto interessante vedere migliaia e migliaia di macchine allineate da qualche parte, così ci sono un altro paio di posti che possiamo vedere. Fuori da Portland, Oregon, si trova un deposito per i veicoli importati e fuori da Warwick, Rhode Island, un grande numero di macchine viene stoccato nel porto.
In passato su Google Sightseeing: I parcheggi più grandi del mondo.
Grazie ancora a Jon per il link!
Luogo: Florida, Oregon, Rhode Island / Categorie: Aereo, Altri veicoli
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Come tutti noi sappiamo, la teoria generale della relatività dichiara che un buco nero è una regione dello spazio da dove non può uscire nulla – compresa la luce. Gli astronomi hanno identificato tanti posti dove potrebbero esistere i buchi neri, ma apparentemente ne hanno mancato uno – a circa 60 km a nord di Tokyo.
Nonostante sia essenzialmente invisibile, un buco nero può essere osservato tramite la sua interazione con altre materie, che in questo caso non sono i movimenti delle galassie, ma piuttosto alcuni edifici scolastici della città di Gyōda nella prefettura di Saitama.
Risultato della deformazione dello spazio-tempo causato da una massa molto compatta, i buchi neri localizzati come questo non sono affatto poco comuni. Infatti sono la causa principale nell’universo della scomparsa delle penne, dei telecomandi e dei calzini!
Maggiori informazioni a proposito dei buchi neri sono disponibili su Wikipedia.
Grazie: Yoshino!
Luogo: Giappone / Categorie: Stranezze
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Venerdì scorso Google ha lanciato su Google Maps un nuovo tipo di immagine aerea catturata da un’angolazione di 45°, in modo simile alle immagini Bird’s Eye di Microsoft.
Accessibile in passato per gli utenti di Google Maps Labs solo per alcuni luoghi degli Stati Uniti, questa angolatura ci permette di vedere i lati degli edifici – potete persino girare attorno a un punto d’interesse (utilizzando la bussola) per vederlo da diverse prospettive.
Per vedere le nuovi immagini, dovete semplicemente zoommare nell’area che vi interessa mentre siete in modalità Satellite e le immagine passano dalla vista verticale a quella a 45°, sempre nel caso in cui queste nuove immagini siano disponibili.
Non possiamo ancora mostrare le immagini a 45° nella nostra mappa integrata, ma le immagini sono già disponibili per alcuni luoghi e Google naturalmente ha creato una mappa di tutti i posti aggiornati.
Nel tentativo di combattere la minaccia di (spesso superiori) immagini disponibili su Bing Maps di Microsoft, la copertura presumibilmente crescerà per coprire tante altre destinazioni del mondo. Tutto questo dovrebbe fornire l’incredibile opportunità di sightseeing per tutti i fan di Google Maps – che cosa troverete voi?
Vai al blog Google Latlong.
Luogo: California, Italia / Categorie: Notizie del sito
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Abbiamo già scritto qualcosa in passato sull’affascinante deserto di Atacama, nel corso della settimana dei deserti del 2008, ma per chiudere la Settimana dei Deserti di quest’anno abbiamo deciso di fare un altro giro per quelli che la prima volta hanno perso questo luogo unico.
Il deserto di Atacama, nell’America meridionale, è il deserto più secco del mondo e gli scienziati spesso lo confrontano con l’arida superficie di Marte. Questo posto è talmente secco che le stazioni meteorologiche rilevano in media solo 1 millimetro di pioggia all’anno in alcune zone e le montagne situate in queste zone non conservano nessun segno di ghiacciai preistorici… mai. La NASA usa questo paesaggio deserto per testare gli strumenti atti alle future missioni su Marte, alla scoperta di altre forme di vita.
Atacama copre 105 mila km 2 del Cile settentrionale tra la Cordigliera della Costa e le Ande. L’atmosfera secca del deserto è il risultato da un lato delle montagne che bloccano l’arrivo dell’umidità da entrambi i lati e dall’altro di uno strato d’inversione costale del freddo corrente di Humboldt nell’Oceano Pacifico. Potete vedere come l’umidità viene bloccata dalle Ande utilizzando la mappa satellitare di Google. Da questo unico modello meteorologico risulta una quasi completa assenza di pioggia, a parte qualche rara nebbia marina che mantiene idratati alghe, licheni e alcuni cactus.
La popolazione umana nel deserto è scarsa. Le città esistenti spesso vengono costruite intorno alle oasi naturali, come il villaggio di San Pedro de Atacama. Questa cittadina fu fondata intorno al 1450 e oggi qui vivono solo 5 mila persone circa. I visitatori a San Pedro spesso riportano di un leggero mal di montagna, fatto di vertigini, apatia e mal di testa dovuti all’alta quota, 2400 metri, e all’atmosfera secca.
La quasi totale assenza di nuvole, l’atmosfera secca, l’alta quota e la scarsa popolazione (dunque poco inquinamento e interferenze radio) rende Atacama un luogo ideale per gli studi astronomici. Ci sono due principali osservatori nel deserto: La Silla Observatory e il Paranal Observatory (il secondo ha delle immagini in risoluzione veramente alta).
Tra la fine del XIXmo secolo e l’inizio del XXmo secolo, Atacama fu utilizzata per l’estrazione in grande scala del nitratio di sodio. Quando fu inventato il nitrato sintetico, agli inizi del Novecento, la maggior parte di queste cittadine furono abbandonte – lasciando ben 170 luoghi deserti che possono essere visitati oggi in Atacama. Humberstone e Chacabuco sono tra le più famose città abbandonate. Il deserto fa un eccellente lavoro di conservazione di questi luoghi, impedendo l’erosione e la decomposizione naturale.
La Valle de la Luna di Atacama offre la possibilità di provare l’ebbrezza di camminare sulla luna! Come suggerisce il suo nome, questa regione a ovest di San Pedro assomiglia tantisimo alla superficie della Luna grazie ai depositi di sale che danno alla terra un color bianco e una consistenza lunare. Alcuni scienziati sono convinti che una parte di queste terre non sono state toccate da una goccia di pioggia per più di 100 anni!
L’unica cosa che manca alla Valle de la Luna rispetto alla superficie lunare sono i crateri, ma non c’è da preoccuparsi perché a sud della zona si trova il cratere meteorico Monturaqui. Questo cratere dal diametro di 460 metri rende completa l’esperienza di stare in un altro mondo!
Maggiori informazioni a proposito dell’Atacama le potete trovare su Wikipedia.
Luogo: Argentina, Bolivia, Cile, Perù / Categorie: Abbandonato, Deserti, Edifici
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Nella cultura occidentale il dessert è una portata che tipicamente viene servita alla fine del pasto e solitamente è rappresentata da un dolce.
I dessert più comuni sono i biscotti, le paste e il gelato, però normalmente il gelato non è così grande.
I dessert vengono spesso consumati con un cucchiaino da dessert, che ha una grandezza a metà tra un cucchiaino da tè e un cucchiaio (siamo abbastanza sicuri che questo sia un cucchiaino da dessert).
Uno dei miei dessert preferiti è la torta (anche se preferisco le torte senza assurde figurine di cartapesta sopra).
Anche la frutta può essere considerata un dessert…
…ma le opzioni più salutarie possono essere facilmente ignorate in presenza di una barretta gigante di cioccolato.
Alcune strane persone preferiscono bere una tazza di tè al posto del dessert. Matti.
…
Emm… che cosa? Settimana dei deserti?
Non siamo ridicoli, l’avrei notato!
Luogo: Carolina del Sud, Georgia, Germania, Iowa, Minnesota, Ontario, Paesi Bassi, Pennsylvania, Utah /
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Se il caldo e l’aridità sono il marchio di un buon deserto, allora il deserto del Lut in Iran potrebbe essere più deserto di molti altri.
Coprendo più di 50 mila km2 del sud-est del paese, in questa regione (conosciuta anche come Dasht-e Lut) è stata registrata la più alta temperatura della superficie terrestre: nel 2005 sono stati misurati da un satellite 70.7°C .1
Questa temperatura basta per friggere un uovo – letteralmente. Secondo i dati di Egg Safety Center, “L’albume dell’uovo coagula tra i 62 e i 65°C, il tuorlo coagula tra i 65 e i 70°C e le uova intere tra i 62 e i 70°C”. Infatti, qui c’è cosi tanto caldo secco che nemmeno i batteri riescono a soppravivere – gli scienziati hanno testato questa cosa aprendo dei contenitori con del latte sterilizzato e lasciandolo esposto al sole. Questo non va a male! (Nell’immagine sotto, al colore più chiaro corrisponde una temperatura più alta.)
Le temperature più alte sono state registrate dove la superficie è composta di scure roccie vulcaniche che assorbano il calore del sole: il paesaggio qua è un misto di canyon accidentati e canali snodati scolpiti dalle rare pioggie.
Non viene voglia di vivere qua, ma il deserto del Lut è piuttosto bello se osservato da una distanza di sicurezza. Ci rivela i motivi intricati dei nastri, le dune di aspetto bizzarro, alcune circondate da piccole copie di loro stesse, formando un paesaggio quasi frattale.
Sebbene inospitabile, quest’area è lontana dall’essere… emm… deserta. Proprio sul bordo del Lut ci sono alcune piccole cittadine, come Shahdad, che è notevolmente verde vista dall’alto. Wikipedia suggerisce che la maggior parte del verde è dato dalle palme di dattero. Ci sono piccoli insediamenti procedendo ancora di più nel deserto, con delle cose che sembrano stagni d’irrigazione, anche se da dove arrivi l’aqua rimane un po’ un mistero!
C’è persino una strada strana – o questo è un canale d’irrigazione? Qualunque cosa sia, sembra che stiano effettuando dei lavori d’allungamento: se procedete verso ovest potete notare diversi lavori di terra (o dovremmo chiamarli lavori di sabbia?)
Alcune anime brave, però, ovviamente hanno preferito creare una loro pista.
Maggiori informazioni a proposito del deserto del Lut le potete trovare su Wikipedia in inglese.
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Notate che si tratta della temperatura del terreno stesso, che è considerevolmente più alta rispetto alla temperatura dell’aria che sarebbe stata rilevata da una stazione meteorologica standard. Il primato mondiale della temperatura dell’aria è di 57.7°C, raggiunto a Al-’Aziziyah, in Libia, nel 1922. ↩
Luogo: Iran / Categorie: Deserti
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Quando si pensa all’Antartide, la parola “deserto” probabilmente non viene in mente immediatamente. Pensiamo ai deserti come posti caldi, sabbiosi e essiccati dal sole. Comunque, la definizione tecnica parla solo di un luogo che riceve molte poche precipitazioni, meno di 250 millimetri all’anno. E dunque esistono “deserti caldi” e “deserti freddi”, ciò significa che la maggior parte di questo nostro continente meridionale è un deserto — il più grande del mondo.
Tutto il continente è grande circa 14 millioni di km2 — e la maggior parte è un deserto. Più grande di tutto il Canada (10 millioni km2), ma più piccolo della Russia (17 millioni km2).
Come potete immaginare, Google ha poche immagini dettagliate dell’Antartide. La superficie dell’Antartide è fatta per il 98% di ghiaccio e per il 2% di roccia, quindi le immagine da altezze elevate non rivelano niente di più di olmbre bianche e grigie.
Probabilmente il più popolare punto di inizio dell’Antartide è Ushuaia, in Argentina (capitale della Tierra Del Fuego, spesso considerata la città più meridionale del mondo). Vicino a Ushuaia si trovano le Isole Shetland Meridionali e la Penisola Antartica.
Qui potete vedere qualche roccia sporgente e la linea della costa che, grazie all’evaporazione, riceve un po’ di precipitazioni in più rispetto alle zone interne.
All’interno dei ghiacciai perenni Google ha delle mappe molto zoommabili, che sembrano arte astratta. Ecco un’immagine dove un centimetro equivale a circa 4 metri.
Non è molto interessante, chilometri e chilometri di ghiaccio. Ed ecco il Polo Sud:
Sul Polo Sud non c’è nessuna vita indigena, ma vicino si trova una base scientifica molto importante: South Pole Station. In passato abbiamo scritto a proposito di alcune stazioni Antartiche, ma l’immagine aggiornata della South Pole Station risulta assente. Forse se Google decidesse di portare fin qui delle motoslitte Street Views a fare un giro, noi potremmo avere delle immagini come questa:
Luogo: Antartide / Categorie: Deserti
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