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Date: Friday, 02 Nov 2007 02:05

C’è qualcosa che devo fare. C’è ancora qualcosa che devo fare.
Quasi le tre del mattino e verso il vino nel bicchiere poco più di un sorso alla volta per illudermi che non sto bevendo, ché domattina devo andare a lavorare e non posso bere, queste cose si fanno quando dopo hai il giorno di riposo.
Il vino mi fa venir voglia di fumare, la sigaretta venir voglia di bere, reazione a catena ben conosciuta. Che voglia di telefonare, di non andare.
Tutto perché c’è qualcosa ancora che devo fare. La lista delle cose normali è ben chiara in mente, basterebbe prenderne una a caso dal vortice e mettersi a farla, mica è quello. Ma c’è quella cosa segreta, il pezzetto che manca, che implica tutto un altro tipo di concentrazione.
Meglio di no nemmeno oggi: fare due conti per il prossimo mese, prepararsi mentalmente a delle lavatrici, e delle commissioni.
Ci sono troppo affezionato a questa smania, e allo stesso tempo sono certo, assolutamente certo, che se me la togliessi dopo poco sarei davvero felice.
Spengo la cicca, bevo un sorso, vado a dormire.

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Author: "appeso" Tags: "Senza categoria"
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ubuntu   New window
Date: Tuesday, 24 Apr 2007 09:42

Per la prima volta dopo due anni e più di tentativi riesco ad avere linux nel mio PC in via totalmente esclusiva. Niente semipartizioni con windows dentro per vedere la televisione o per usare periferiche che non funzionano qui.
C’è da dire che il mio scanner pare non sia supportato, quindi non funzionerà… c’è da dire che non uso il mio scanner da circa 15 mesi.
Penso di essermi meritato di mettere l’antipixel di Ubuntu qui a destra, in basso, nel citofono.

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Author: "appeso" Tags: "Senza categoria"
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Date: Monday, 23 Apr 2007 01:49

[resistenze inumane OFF]
Un post al giorno? Questo lo scrivo come nodo al fazzoletto per ricordarmi quello che ho da dire: mi sono promesso che appena ho finito di configurare la scheda tv sotto ubuntu mi regalo un pensiero.
[resistenze inumane ON]

Author: "appeso" Tags: "Senza categoria, outing"
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tema   New window
Date: Friday, 20 Apr 2007 01:13

Divento sempre più bravo veloce a preparare il template del blog in un modo tutto sommato aderente a quello che immaginavo… di conseguenza si avvicina ogni volta più velocemente il momento in cui il template non è più un fine, ma un mezzo.
Chissà se anche stavolta mancherà l’aria per le ruote.
Intanto questa cosa l’ho scritta, superando le resistenze inumane che mi separavano dai due click necessari per riuuscirci.
La vita non è nemmeno questione di metodo, solo d’abitudine. La vera arte è servirsi dell’abitudine come di uno strumento, senza farsene ingoiare.
Il medico prescrive un post al giorno, a prescindere dal contenuto, tanto per assimilare la lezione.

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Author: "appeso" Tags: "Senza categoria, disciplina, distrazioni"
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Date: Thursday, 12 Apr 2007 00:10

- Ciao di nuovo mondo, ci si rivede…
- ciao, ne è passato…
- Cambiato qualcosa?
- nulla, a quanto pare.
- beh, c’è almeno un po’ di nuova poesia esadecimale.
- ma qui noi ci aspettiamo quella reale.
- ci provo domani, promesso, posso stare contento, per adesso.

Author: "appeso" Tags: "Senza categoria"
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Date: Thursday, 12 Apr 2007 00:10

- Ciao di nuovo mondo, ci si rivede…
- ciao, ne è passato…
- Cambiato qualcosa?
- nulla, a quanto pare.
- beh, c’è almeno un po’ di nuova poesia esadecimale.
- ma qui noi ci aspettiamo quella reale.
- ci provo domani, promesso, posso stare contento, per adesso.

Author: "appeso" Tags: "Senza categoria, hello world"
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Date: Monday, 23 Jan 2006 02:36

Come da oggetto… non c’è più niente da fare, neanche più un sito da guardare.  Idee strampalate non me ne vengono e per fortuna arriva il sonno.  Menomale che c’è la preoccupazione di non riuscire ad alzarsi domani per il treno, altrimenti potrei andare a letto quasi placato.

Ma solo per oggi, domani riprovo.  Un giorno o l’altro ci riuscirò pure a impazzire

Author: "moods" Tags: "il dito nel naso"
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Oobe   New window
Date: Tuesday, 17 Jan 2006 23:03

L’altro ieri, dopo mesi, la mia prima passeggiata.
Ho letto da qualche parte che bisogna guardarsi le mani. Cioè: tu stai camminando circondato da personaggi imprecisati, calato in una situazione confusa, a volte romanzesca, a volte quotidiana e pallosa, colorata e in bianco e nero e tutta scura allo stesso tempo insomma sei in uno di quei momenti che sei certo che sogni ma sei anche tu, lì, come ti conosci ti riconosci; ma ti svegli per qualche motivo e fine.
Oppure ti guardi le mani, dicono che sia miracoloso per prendere coscienza di te stesso. Dicono che si spegne il macchinario, l’ologramma del sogno svanisce, svanisce il mobilio, svanisce la gente. Rimane solo il teatro di posa vuoto nero e tu che dormi e tu, l’altro tu, ‘quel’ tu, lì. A quel punto se ti concentri…
Non mi sono mai guardato le mani. La prima volta mi è successo che sono tornato a casa ubriaco incallito. Mi sono buttato sul letto e poi all’improvviso la vibrazione, come sulla pista di rullaggio degli aerei; rumore come di vento come di motore come un decollo ma seduto sulla turbina e non sul sedile. Casino mai sentito, e poi la pressione, seicento atmosfere da dentro seicento atmosfere da fuori, come un equilibrio divino: Un pelo di piuma di un’ala di un angelo poteva farmi esplodere.
Poi uno strattone dai piedi, rumore di segheria, clangore di ferro ma io lo sapevo che era l’anima che se ne voleva andare. Ci avevo provato un sacco di volte senza riuscirci, da sobrio. Comunque non era la sbronza.
Da quel giorno tutta discesa e ogni tanto, a intervalli sempre più vicini, quando ha voluto deciderlo lei, la stessa sensazione. Solo lo strattone non c’è più stato, ma per il resto tutto e quella cosa stupenda dell’anima che si stappa dal corpo come la guarnizione di un barattolo ermetico.
Mi ci sono quasi incarognito, ho cominciato ad allenarmi, lo volevo controllare e alla fine, una volta, mi sono passato la mano davanti agli occhi, per dirmi che era vero. Un’emulsione di mano.
Poi mi sono seduto sul letto ed è stato buffissimo, perché mi impigliavo sulle coperte come un uomo di ciccia ma lo sapevo che non era questione.
Poi l’altro ieri mi sono tirato su in piedi. Ho fatto due passi nella mia stanza, con cautela, e sono andato verso la porta. Non sapevo bene come fare, ho mandato avanti la testa e chissà cosa mi aspettavo che succedesse e invece adesso mi sa che c’avrò per sempre l’anima col bernoccolo.
Insomma. C’è gente che vola. A certi livelli puoi andare a Panama solo pensandolo. Ad altri livelli puoi volare nel passato, ad altri ancora nel futuro. Non c’è un limite, dicono.
Io per adesso ho visto me stesso. Mi sono voltato e distrattamente ho visto il letto e c’ero io, nella posizione in cui mi ero addormentato. Se ci ripenso adesso provo una pena infinita: la pena positiva, la compassione amorosa dei latini.
Perché io ero, sì, quello che dormiva, ma non lo ero veramente, come non sono il vestito che appoggio sulla sedia prima di mettermi a letto. E quello lì che dormiva era, come lo posso spiegare, come coperto da una palpebra. Un occhio chiuso coperto da una enorme palpebra, che ancora non vuole guardare.
Prenditi i tuoi tempi, ti aspetto per secoli, ma non sono d’accordo, mi sembra uno spreco.

Ovviamente mi sono svegliato, stavolta. Ma la prossima volta faccio ancora due passi e mi do una carezza.
Magari risolve.

Author: "moods" Tags: "moods"
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re magi   New window
Date: Sunday, 12 Jun 2005 00:39

Anto stamani se ne stava lì irriconoscibile, con le mani raccolte nel ventre gonfio, con la faccia gonfia suppongo di morfina. Irrimediabilmente morta nella sua bara ed io irrimediabilmente vivo di fronte a lei, tutta intorno la processione di re magi come me presenti a portare in dono qualcosa, almeno un atteggiamento.
Sono stato in piedi lì davanti qualche minuto. Ho pensato tutta la vasta gamma di pensieri del cazzo che si pensano in questi momenti e che nessuno confessa. Non ultimo che non la riconoscevo, che prima era bellissima ed ora, davvero, era proprio un cesso; non ultimo che lì dentro c’era davvero un puzzo che non ci si stava; non ultimo che forse c’era ancora qualcuno che non era stato avvertito e che forse avrei potuto farlo io, per godermi gli allori di portatore di notizie nefaste con l’aria di chi soffre ed è sensibile a queste cose.
Ho pensato anche un sacco di cose belle, lo giuro, perché le volevo bene anche se ci eravamo persi di vista e anche se certe amicizie, quando muoiono davvero, sembra abbiano perso di volume e non sai più che cosa le teneva in piedi.
E’ morta in un paio di mesi di uno di quei cancri meticolosi che non ci capisci un cazzo: arrivano e ti spazzano via. Due mesi, forse uno e mezzo: ti senti un po’ male, decidi di fare le analisi, ci sono strane anomalie, poi metastasi e muori che ancora il dottore deve aprire la busta coi risultati.
Nel frattempo credo abbia sofferto come una cagna, mica per la malattia. Anche per la malattia, ma credo soprattutto per suo figlio di 7 mesi, appena nato, tutto ancora da allattare, da svezzare, da coccolare da sentir parlare da veder camminare, da vantare in giro. Chissà com’è in questi casi sapere che muori.

Poi lei era dentro, sempre morta, immeritevole di essere morta come tutti gli ex vivi; noi eravamo fuori, sempre vivi e per certi versi immeritevoli anche noi. Abbraccio il suo ex compagno distrutto e credo sia la cosa più vera che ho fatto negli ultimi anni.
Un mio amico gli spara a tradimento una frase fatta del cazzo tipo eh la vita e mi aspetto che lui di tutta risposta gli molli un destro sui denti e invece no, interagisce, risponde a tono con la frase migliore che gli viene, e in quel momento capisco quanto tutto sia più semplice di come lo voglio far sembrare; quanto la consolazione sia importante, quanto la compassione, quanto lo stare vicini non importa alla fine quello che dici, basta che ci sei.
Poi lui si soffia il naso, si asciuga le lacrime, e dice la più fatta di tutte: due mesi… bisogna vivere ogni secondo della vita; ed io penso che ha ragione, che non c’è mai stato nessun intellettuale e nessun filosofo e nessuno scienziato che abbia mai avuto più ragione di quanta ne abbia lui adesso.
E mi ricordo che sto buttando via minuti a mani piene; giornate e mesi e anni a nascondere che tutto quello che voglio fare della mia vità è scrivere, scrivere e basta. Consumare penne e sfondare tastiere e riempire quaderni e svuotare pensieri; dar via senza risparmio l’unico patrimonio di cui mi sento veramente in possesso, la mia solitudine il mio dolore e le gioie che ne conseguono.

Poi ce ne andiamo. Mi porto via questo regalo come un remagio al contrario. Ci fumiamo una sigaretta prima di risalire in macchina; passa una carovana per un matrimonio nella stessa chiesa la porta accanto, si consuma la sigaretta, c’è mezzo silenzio mezzo rumore vola una rondine a mezzaria e l’orologio dell’universo non è mai stato così miracolosamente in tempo.

Author: "moods" Tags: "moods"
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Date: Saturday, 11 Jun 2005 01:13

Stamattina se n’è andata Anto.
Buon viaggio sorella.

Author: "moods" Tags: "moleskine"
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#13.0   New window
Date: Wednesday, 01 Jun 2005 17:09

Riesci a dire ad alta voce un’eventualità che per certo escludi?

Author: "moods" Tags: "mezze verità"
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Date: Tuesday, 31 May 2005 10:17

Ho cancellato per errore il post di ieri, senza possibilità di ricavarlo. Ma come sarebbe che wordpress chiede conferma per la cancellazione dei commenti, e non per quella dei post?
Così imparo a stare senza blog per troppo tempo.

Author: "moods" Tags: "il dito nel naso"
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/12.5   New window
Date: Monday, 30 May 2005 18:35

Non puoi essere felice della destinazione se non sei felice del punto di partenza.

fenicita

Author: "moods" Tags: "mezze verità, width=400"
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Date: Monday, 28 Mar 2005 13:49

Sono arrivato a 5000 visitatori unici e non ho fatto niente, quando ho smesso di scrivere regolarmente ero a 3000. Scrivo questo post solo per sentire tuonare la tastiera. Il giorno che risolvo i problemi di connessione la spacco di post.
Niente foto oggi, che non sono a casa mia.

Author: "moods" Tags: "il dito nel naso"
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/12.0   New window
Date: Wednesday, 02 Feb 2005 19:55

Dici davvero che non daresti denaro per poter stare, solo in pochi selezionati momenti, dentro la neve dei romanzi inglesi, oppure altrove?

neve

Author: "moods" Tags: "mezze verità, width=400"
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/11.5   New window
Date: Monday, 17 Jan 2005 12:48

Una cosa è perdere il tuo tempo, altra cosa lasciarlo passare

passa

Author: "moods" Tags: "mezze verità, width=400"
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