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I nuovi conduttori di TRL su MTV impersonano chiaramente una delle più importanti Leggi Non Scritte dei Cartoni Animati Giapponesi, quella che riguarda la composizione dei gruppi.
Nella foto, da sinistra a destra, ecco il belloccio, l'esponente delle minoranze etniche, la belloccia e l'eccentrico-ribelle (stile Maicol del GF10).
Manca solo il grassone e/o il bambino e poi possono pilotare anche loro il Vultus 5.
A quanto pare, Annachiara Simonetti è pronta a fare un calendario. Artistico, ovviamente, perchè il nudo sfacciato riempie d'orrore una nobildonna del suo rango.
Sì, lei, la farmacista Bella Napoli del GF9 che aveva una cotta per il genovese Alberto, che andava in giro mezza nuda per casa e che pareva affetta da un simpatico disturbo istrionico di personalità.
Il dibattito filosofico attorno alle sue tette (dibattito di cui nessuno sapeva nulla, ma che pare sia andato avanti per mesi nella sua testa) può considerarsi concluso. La ragazza, infatti, ha allontanato sdegnosamente ogni sospetto ribadendo che il suo decolleté è naturale al cento per cento, e che va nutrito e curato giornalmente con creme rassodanti.
Respiro di sollievo da parte dei millemila cassintegrati italiani, che ora potranno tornare a dormire sereni.
La domanda sorge spontanea: ma 'sta gente (l'universo-reality, dico) non ha altro da offrire? Cavalcano l'onda finchè possono, e poi – puff! – ricadono nell'oblìo che li ha generati. In pochissimi hanno cercato di seguire nuove strade, di evolversi, di trasformarsi in qualcosa su cui valesse la pena posar lo sguardo. Gli altri son stati spremuti come limoni e poi gettati via dai network, che non programmano più nulla e non lavorano sul domani: si limitano ad arraffare quel che c'è oggi, senza curarsi del futuro. E' il “tutto e subito come si vede in tv”, drammatico diktat che non lascia scampo.
Io dico che sfruttare il momento va bene, sempre però che si lasci qualcosa. Dieci anni di reality cosa ci hanno lasciato, a parte decine di facce anonime, centinaia d'inutili polemiche, migliaia di televoti disonesti ed una inquietante sensazione di smarrimento dovuta al progressivo inaridimento della società?
Oggi, invece, è tutto diverso. Oggi c'è internet. Non che dieci anni fa la Rete non esistesse, ma oddio... siamo lì. Tutto molto meno linkabile, peer2peerabile, sharabile. I telefonini cellulari, poi, mica ce li avevano tutti, anzi. Nessuno, ai tempi, ci avrebbe chiesto di posarli sulla cattedra prima d'iniziare la prova. Mentre lo scrivo mi sento già giurassico di mio, ergo non infierite.
Non riesco sinceramente a capire, comunque, perchè affliggere in questo modo i maturandi. Già lo scoglio da superare non è semplice, poi ci si mettono i tiggì a rendere le cose più pesanti di quel che sono.
Ragazzi, fidatevi: la maturità non è così tremenda come la dipingono. Impegnativa, magari, ma non quell'orrido incubo di cui cianciano i giornalistoidi. Un po' come la vita, d'altronde, in cui non c'è nulla di irrisolvibile, o perlomeno d'inaffrontabile. Al massimo, ehi, fate vostro un celebre motto di Stephen King: “Spera in meglio ed aspettati il peggio”. E' soprattutto l'ansia e l'attesa che vi può fregare, ma una volta iniziato, l'esame non è tutto 'sto granchè.
Per certi versi, anzi, è una gran delusione. Che è poi quel che ha sbottato il corpo di Francesca Cipriani quando s'è imbattuto per la prima volta nel cervello di Francesca Cipriani...
Poi s'è adeguato.
Oprah Winfrey è la donna più potente d'America, mediaticamente parlando. Una che ha iniziato leggendo le notizie al tiggì, e che ora governa un impero basato sul suo nome. Visitando il sito ufficiale, concettualmente a metà strada tra un Catalogo Postalmarket e il tgcom hackerato da un predicatore folle, ci si rende conto dell'influenza che questa signora è in grado d'esercitare sulla società yankee: oprah.com si occupa di una mole d'argomenti che, al confronto, Wikipedia sembra gestita da Renzo Bossi .
Uno, quindi, s'immagina che l'omonimo show – The Oprah Winfrey Show, che in America va in onda da venticinque anni sulla ABC - sia qualcosa d'inarrivabile: il Santo Graal degli spettacoli televisivi, la realizzazione dei sogni dello spettatore, la concretizzazione d'un mito mediatico. Che fortuna che hanno gli ammmerigani, pensi, ad avere uno show così. Dice: così come? Boh, mai visto. Però la fantasia lavora, e l'aspettativa cresce.
Continua a leggere Lo show di Oprah su La7d: modello americano o americanata modello?...
Restando in tema di Mondiali, ormai siamo arrivati al punto che il commento dei cronisti viene coperto dal gradevole suono delle "cucuzzelle".
Che poi, cioè, almeno ci fosse dietro una melodia, una variazione di tono, un sussulto sinfonico. No, è un'unica, implacabile, stramaledettissima nota dal primo al novantacinquesimo minuto. Coi tifosi che danzano sugli spalti al ritmo di non-si-sa-bene-cosa, visto che col "PEEEEEEEEEEEEE" ininterrotto, al massimo, uno ci scaccia le suocere.
Ad ogni modo, in nostro soccorso giungono due baldi olandesi, che sulle vuvuzelas ci han fatto su una canzone. "Waka waka" di Shakira gli fa un baffo.
Dopo il salto, il video dei due spiritosoni.
Continua a leggere Vuvuzelas: per fortuna ci aiutano gli olandesi...
Mio padre è un abbonato Sky di lunga data. L'altra sera si accomoda sul divano per vedersi Francia – Uruguay, e scopre con disappunto di non poterlo fare. Questo perchè Sky ha inserito i Mondiali di calcio nel Pacchetto Calcio, rendendo l'evento visibile solo a parte degli abbonati. Ora, ci sono sicuramente delle logiche economiche e di marketing dietro ad una scelta del genere, ma questo non ha impedito a mio padre (ed anche a me) di rimanere moderatamente perplesso.
Leggo in giro che molti si stanno lamentando per la scelta di Sky. Leggo anche le repliche che vengono date, e che possono essere così riassunte: “Sky ha segnalato che avrebbe inserito i Mondiali 2010 nel Pacchetto Calcio; se non lo avete, affaracci vostri, brutti straccioni, gnè gnè”. A parte l'implicita gentilezza delle risposte (tipica della società in cui viviamo), arrivo a dire che il discorso può anche essere comprensibile, ma che la questione si debba intendere in modo sottilmente diverso.
Presumo che chi protesta perchè su Sky non può vedere le partite in Sudafrica, lo faccia per una ragione in verità piuttosto semplice: essendo già abbonati a Sky, e quindi facendo già faticosamente parte di una categoria piuttosto ristretta, a cui purtroppo non tutti possono accedere, non sembra simpatico dover attivare nuovi permessi e tirar fuori altri soldi per vedere un avvenimento popolare come il Mondiale.
Qui - e con "qui" intendo "al giorno d'oggi" - si sta tentando troppo spesso di suddividere la gente tra chi può e chi non può, tra cittadini di serie A e di serie B, rendendo il mondo sempre più elitario. Lo si fa privatizzando cose che fino a ieri erano accessibili a chiunque, sottolineando le difformità invece che annullarle, facendo pesare sempre più le differenze economiche tra le persone.
Dal momento che il Mondiale è un evento globale che coinvolge tutti (ed in un certo senso, dunque, è di tutti), Sky avrebbe potuto renderlo visibile all'intero parco-abbonati, senza esborsi aggiuntivi. Altrimenti, mah, mi sembra un po' come pagare l'abbonamento dell'abbonamento, la tassa sulla tassa, o in questo caso divenire l'elite dell'elite. Il che ha poco senso, soprattutto se riguarda qualcosa che appartiene a tutti come un Mondiale di calcio.
La questione è semplice: dal momento che l'odiosa piagnona se ne andava in giro con 25 mila euro in contanti nella valigia, e dal momento che sono mesi che ci stanno rompendo le scatole con 'sta storia dell'evasione fiscale e della crisi mondiale, magari un controllino sulla Riviera Romagnola lo farei. Vero, Tremonti?
La notizia è di quelle toste. Eliana Cartella è indecisa: non sa chi scegliere tra Renzo Bossi e Mario Balotelli.
Chevvedevodì, gentili lettori? Non potevo mica tralasciar questo fondamentale argomento. Chi di noi, in fondo, non sta attendendo ansiosamente di sapere chi alfin conquisterà l'amor della pulzella-Cartella?
(risate registrate)
Ah, marrani, vi fate beffe d'un sì nobil sentimento... non v'è più creanza a questo mondo? L'irrispettoso e general sberleffo che ferisce questi candidi pueri non indigna il vostro cuore?
Ella l'ama! Ok, non sa chi con esattezza, ma l'ama, è fuor di dubbio!
D'accordo, non è che la ragazza si stia proprio strappando i biondi capelli dal tormento, ma ha comunque rilasciato dichiarazioni di un certo valore. Afferma, ad esempio, di preferire l'intelligenza di Renzo Bossi.
Renzo Bossi, okay?
Mi sorge l'indecente sospetto che le capacità intellettive di Mario, visto il rivale, s'avvicinino più al regno minerale che a quello animale.
Ma Balotelli non tema: lei, per non far calare troppo presto il sipario sulla rilevante vicenda, s'è lanciata in un accorato appello, proclamando che non sposerà mai l'acculturato Bossi Junior.
Pertanto, i due contendenti possono ancora arditamente duellar per l'onesto cor della donzella.
Di una, cioè, che sta sfruttando entrambi allo scopo d'ottenere un rapido lasciapassare per la notorietà, e che pur di raggiungere lo scopo non esita a descrivere l'uno come un cortese docente universitario, e l'altro come un satiriaco mattacchione illetterato.
Il sogno d'ogni uomo, no?
Oh, finalmente il momento è arrivato. Oggi iniziano i Mondiali di Calcio 2010 in Sudafrica. Per l'occasione sono state progettate strutture sportive multifunzionali del costo di decine di milioni di euro, per la gioia di tutti gli appassionati. La gente africana continua a morire di fame, okay, ma almeno morirà sapendo di poterlo fare accanto a stadi ultramoderni. Volete mettere?
Noi, invece, da buoni italiani non ci facciamo mai mancare la polemicuccia da bimbi dell'asilo. Mai una volta che si riesca a partecipare ad una manifestazione senza dispute medievali. Non capisco perchè non si respiri un bel clima attorno alla Nazionale Campione del Mondo in carica... eppure Marcello Lippi ed i suoi han fatto di tutto per rendersi simpatici. Il CT, ad esempio, è una persona così alla mano, ed ha un'espressione così distesa. E se comunque vuole affidarsi a gente d'esperienza e ad amici fidati, avrà i suoi buoni motivi, no? La discussione su Cassano o Miccoli, in questo senso, è pretestuosa: perchè portarli, quando hai un gruppo solido ed affiatato, che ti dà tali soddisfazioni? E se magari incontri un'Olanda, un Portogallo o un'Inghilterra, te la giochi, mica c'è problema. Cosa importa che da una parte ci siano Robben, Cristiano Ronaldo e Rooney, e dall'altra Pepe e Iaquinta? L'importante è che ci sia armonia nello spogliatoio. Dice: e chi marcherà Lionel Messi? Che disfattisti. Chiellini, of course. Ai vari Milito, Aguero, Tevez o Higuain poi, penserà l'invalicabile Cannavaro degli ultimi tempi.
A parte, dunque, un'Italia sicura semifinalista anche a dispetto delle critiche, le altre salteranno fuori in modo come sempre limpido ed imparziale: stiamo sempre lì a pensare agli arbitri ed ai complotti, ma - ad esempio - sarà mica colpa della Corea del Sud se nel 2002 si disputava il Mondiale proprio in Corea (e Giappone), e casualmente la squadra coreana è giunta in semifinale grazie ad accidentali sviste, no?
Se proprio dovessi sbilanciarmi, punterei su una africana almeno ai quarti. No, non Cannelle, anche se era un bel vedere. Drogba s'è spezzato un gomito, quindi non sarà la Costa d'Avorio. Rimangono il Sudafrica, il Ghana e il Camerun di Eto'o. Dipenderà da quel che deciderà Michel Plat... erhm, il fato. Il fato, sì, e la bravura, ovvio.
Un Mondiale, in ogni caso, non può definirsi tale senza la Samba do Brasìu. Con le eccezionali qualità che possiedono, i verdeoro non possono certo fallire. Un po' come l'Argentina, che ha Babbo Natale in panchina: i regali albicelesti, quindi, non mancheranno.
D'ora in poi sul vocabolario, alla voce tamarrata galattica, troverete questo.
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Guardando la tv, ogni cinque minuti vengo bersagliato da spot in cui mi viene detto che la felicità è ad una pillola di distanza. Ce n'è per tutti i gusti: Antistax, Bentotal, Supradyn, Bioscalin con Biogenina, Dercos Aminactif, Polase, MGK-Vis, Slimfast, Kilocal, Melasin-up...
Ma secondo loro (loro, sì, i diabbbolici pubblicitari) quante vagonate di pillole, capsule, compresse e pastiglie dovremmo assumere per sentirci bene?
Tra l'altro, imbottirsi di prodotti chimici per stare bene non è già di per sé un controsenso?
Eppoi, mah, siamo sicuri che strafogarci di pillole, alla fin fine, faccia star bene più noi che non il portafoglio di pubblicitari e case farmaceutiche?
(Nella foto: “Scegli, Neo: pillola rossa o pillola blu?” “Non so, con quale delle due dimagrirei più in fretta?”)
Lo s
o, è un titolo un po' ostico. Avrei voluto piazzare un bel “tette, culi e simpatia”, ma non mi sembrava adatto, più che altro perchè avrebbe attirato solo i facoceri in cerca di foto sconce gratis. Internet is for porn, lo sappiamo bene, ma non qui. Non stavolta, almeno.
Vi siete imbattuti nella nuova edizione di Velone su Canale 5? L'altra sera ho dato un'occhiata per dieci minuti. Tutto come previsto: Iacchetti col suo humour surreal-minimalista da merluzzo stagionato, gli applausi finti del pubblico simil-euforico, il concerto di giunture scricchiolanti delle attempate ma vispe partecipanti. E poi lei, Nina Senicar. Il cui ruolo, se ho ben capito, è più o meno quello di sgambettare nei pressi d'una sedia ad inizio show, mostrando quel che deve mostrare.
Ora, se dicessi che mi spiace ammirar le grazie della Senicar, mentirei. E' tutto molto fan-service. Ma poi? Tutto lì? Il ruolo femminile, in tv, dev'essere sempre declinato al maschile, con ragazze che ammiccano in modo pruriginoso alle telecamere e signore d'una certà età che fan le ggiovani svaporate? Boh. Mi domando se a Mediaset ci sarà mai posto per un programma femminile in cui le donne possano esprimersi al 100%, senza sentirsi obbligate ad interpretare i vari ruoli che gli uomini, di volta in volta, affibbiano loro. Pensare ad una Senicar sobria presentatrice e ad uno Iacchetti sensuale e seminudo è moderatamente agghiacciante, me ne rendo conto, ma non c'è bisogno d'arrivare a tanto: basterebbe non svilire continuamente la preziosità di quello scintillante gioiello che può essere la donna.
(Nella foto... beh, mettiamola così: ci fosse Enzino in bikini, sarebbe decisamente peggio)
“Mi servirà dell'alcool, un coltello molto appuntito, del nastro adesivo, una penna a sfera ed un sacchetto trasparente”
“Ma chi sei, MacGyver?”
(tratto dall'episodio di domenica sera)
Dopo l'eccezionalità medica fra le mura d'un ospedale, rappresentata dal Dr. House, ecco l'eccezionalità medica fuori dagli ospedali nel nuovo telefilm di Italia Uno, Royal Pains.
Ne ho visto solo un episodio, ma so già che non potrò più farne a meno.
Pensieri sparsi:
1) Un “medico a domicilio per vip” che apre & ricuce riccastri eccentrici in giro per la città. L'idea è divertente, ma quanto potrà reggere prima di svaccare totalmente, trasformandosi in un pittoresco ibrido tra MacGyver – appunto - e Grey's Anatomy?
2) Già nella prima puntata ci sono state le prime, inequivocabili avvisaglie di delirio trash-narrativo. Il protagonista, il brillante medico newyorkese Hank Lawson, in due ore di telefilm è riuscito a: perdere lavoro, casa e promessa sposa per un incredibile colpo di sfortuna; venire trascinato dalla spalla comica della serie (il fratello) negli Hamptons, dove salva una vita qui ed una lì trovandosi sul posto per mera fatalità; venire pagato in lingotti d'oro da un munifico mecenate tedesco (che alla fine gli concede anche di vivere nella lussuosa dépendance della sua principesca dimora); trovare anche il tempo per incontrare la donna perfetta, che guardacaso è anche la direttrice di un ospedale, innamorandosene subito (ricambiato).
3) Il comic relief, ovvero il momento spiritoso, qui rappresentato dal fratello commercialista. Ecco, no, dico... è necessario farlo soffrire così? Si vede lontano un miglio che il poverino sarà sì utile al fratello, ma che non batterà chiodo. Propongo fin da ora una petizione per fargli andare in porto almeno un tentativo di avance.
4) La rottura/decostruzione di alcuni clichè comporta la nascita d’uno schema parallelo e contrario di anti-clichè che man mano divengono essi stessi clichè, in una contorta spirale di cui non si vede la fine. Traduzione: se il protagonista di ogni telefilm è buono, presentandone uno cattivo si rompe il clichè, ma se da quel momento tutti i nuovi protagonisti sono cattivi, si approda ad un nuovo clichè che finge di non esserlo. In Royal Pains alcuni stereotipi vengono sapientemente derisi (come con la battuta su MacGyver), ma i clichè principali, ovvero quelli che forse dovrebbero davvero sparire, non solo rimangono, ma non fanno che spiccare ancor di più: grandi classici come “l’eroe che salva la situazione con un colpo di genio”, “le immancabili battute very cool” e l’onnipresente “amore/amicizia che alla fine trionfa su tutto”. Mi riferisco in particolare alla donna perfetta del punto due, fastidiosa incarnazione d'ogni possibile qualità umana: è bella, giovane, posata, altruista, simpatica, intelligente, responsabile, elegante, umile, gentile, ecc. Troppe cose in troppo poco spazio, diceva Einstein. Le scappasse un rutto ogni tanto, risulterebbe più simpatica.
Lo si può amare, lo si può odiare, ma la domanda posta da Michele Santoro nel corso dell'infuocata conferenza stampa di oggi è legittima: Annozero fa il 20% su una rete che fa in media il 9%, ma ogni anno rischia di chiudere. La Rai vuole far profitto, vuole produrre, o vuole solo compiacere una certa politica?
A me interessa relativamente il discorso di partito (quello, per intenderci, riguardante il Derby Perpetuo Destra vs. Sinistra), mi incuriosisce molto più quello legato all'azienda Rai ed ai suoi meccanismi, ma non posso fare a meno di notare che, probabilmente, il silenzio di coloro da cui teoricamente dovrebbe venir difeso (PD in primis) ferisce Santoro più d'ogni altra cosa.
Pornografia mediatica. E' proprio il caso di dirlo.
P.S. = Decidete voi se guardare il video oppure no. Nulla di trascendentale, ma potrebbe comunque impressionare qualcuno.
Doverosa premessa: apprezzo il tentativo di avvicinare i gggiovani alla mitologia, e in particolare al cosiddetto Ciclo Arturiano. L'idea di un Merlino ragazzo, per quanto balzana, è sufficientemente ardita da funzionare, in un modo o nell'altro.
Apprezzo un po' meno, però, il revisionismo imperante, che per mere questioni di marketing costringe a riscrivere completamente qualcosa che, invece, funzionerebbe benissimo così com'è.
Continua a leggere Merlin, operazione "Tudors" in salsa arturiana...







