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Date: Wednesday, 17 Jun 2009 10:31

(Alberto Berretti)
Era l'indomani dell'11 settembre 2001. Con altri amici si parlava di come internet fosse stata povera relativamente alla cronaca di quegli eventi: "internet e' ottima per i commenti, ma per l'attualita', niente di meglio della buona, vecchia odiata televisione", dicevamo davanti ai nostri schermi collegati da poco al satellite e attaccati a RaiSat, CNN, BBC World, Deutsche Welle, e cosi' via (non ricordo cosa guardavo all'epoca in fatto di news sul satellite). Se non ricordo male ci fu anche un articolo del compianto Carlini sul "Manifesto" su questa lunghezza d'onda.
Oggi constato, con la crisi iraniana, che anche per l'attualita' istante per istante la TV e' battuta dalla combinazione Twitter/Flickr/Picasa/Youtube. E dalla presenza ubiquita di cellulari multimediali, ovunque nelle zone di crisi, pronti a macinare testimonianze dirette a ritmi spaventosi.
Sta veramente cambiando qualcosa o e' un fuoco di paglia? Quali sono i commenti di chi ci legge?

****

Alb, non posso scrivere nei commenti perché colpito dalla maledizione di firefox e safari per mac, per cui non vedo il form in cui vanno inseriti i testi. E tuttavia volevo dirti la mia idea, che non si tratta di un fuoco di paglia, è attraverso la successione di questi fuochi di paglia che si disegna un cammino della rete dall'inessenzialità alla massa critica nel determinare qualità della copertura e spingere il cambiamento dei media. Quello che sta succedendo in queste ore lo dice bene questa notizia che incollo da Repubblica:

"Dopo aver vietato ai media stranieri di seguire da vicino i disordini, i Pasdaran minacciano anche blog e siti internet: "Vanno rimossi i contenuti che creano tensione"

Ecco.

(zetavu)

Author: "Alberto Berretti"
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Date: Sunday, 14 Jun 2009 19:10

Qui


(Alberto Berretti)
Author: "Alberto Berretti"
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Date: Friday, 12 Jun 2009 12:11

Ho scritto su Facebook questo "stato": "Detto da uno che nel Pci di Berlinguer ci è stato ed ha lavorato, questo ritorno di mito è privo di ogni fondamento e, come tutti i miti, è "ignorante" dei dati di realtà. Alla larga".

Giustamente qualcuno che non è d'accordo mi ha chiesto di motivare l'affermazione. In questi giorni ho un po' il tempo contato, quindi cercherò di dire saltando alcuni passaggi. E magari viene una cosa lunga lo stesso.

Non ho alcun "pentimento" di essere stato nel Pci. Ci sono rimasto 14 anni, è stata di fatto l'esperienza più formativa della mia gioventù. E' stata una grande scuola, il Pci. Un giorno dei primi anni '80, molto prima di tanti ex di successo, capii di non essere più comunista. Ma non ho fatto di questo una professione. Semplicemente decisi di fare un'altra vita, ho fatto "perfino" e con gioia il giornalista sportivo (se poi sono stato comunista davvero: essere comunisti significava una serie di cose che io, e tantissimi altri della mia generazione, non eravamo....Pajetta era comunista, per dire).

Oggi sento anche dei ragazzi, che allora erano bambini o addirittura non nati, che "rimpiangono" Berlinguer. Chiariamo una cosa, qui per brevità salto tutto il bene che si potrebbe dire di quest'uomo e del partito da lui diretto. Qui mi interessa dire perché secondo me è sbagliato prenderlo oggi a modello di una sinistra da rigenerare. Argomentare perché come padre fondatore non esiste. Ma resta che fu un grande leader. Il problema non è nemmeno personale, il mio interlocutore è il Pci di quegli anni, i miei anni.

Berlinguer non può essere il riferimento di una sinistra vincente e moderna (ma poi che è una sinistra? Non lo so, io voto radicale... ) perché :

1) non era laico. Aveva ragione Lucia Annunziata, quando lo scrisse esaltando questo aspetto. Il suo partito era il partito della famiglia e di una considerazione severamente tollerante, occhiuta  e infastidita di altri stili di vita. Un giovane dirigente comunista dell'epoca d'alema alla fgci ebbe la carriera distrutta perché il suo amante gli fece una pubblica scenata rimasta nell'epopea orale.

Il pci di Berlinguer cerco' di evitare fino all'ultimo i referendum su divorzio e aborto e su queste questioni, come su altre, era prudente, cauto, conservatore. Ma ebbe la buona sorte di essere travolto dal movimento delle donne, che lo aiutarono a vincere le sue tentazioni antiche.

2) Del resto Berlinguer aveva una idea della società italiana nella quale istituzioni e "popolo" (che schifo questa categoria) aderivano perfettamente: per lui i cattolici erano la dc, le espressioni ufficiali del movimento cattolico, la chiesa. Si dialogava tra forze che rappresentavano pezzi di società. La sua idea della cultura libera, che c'era, non prescindeva dalla presenza delle istituzioni che erano tutto il suo orizzonte.

3) Berlinguer ebbe una idea del terrorismo e degli anni di piombo assolutamente conservatrice e "persecutoria". La sua gestione del sequestro Moro contribuì - ne sono convinto: in totale rigore morale ma *non* in buona fede - alla morte di quell'uomo. Il senso dello stato dei comunisti era post staliniano, soffocante, legalitario, in questo assolutamente "dipietrista" - non mi stupisce che ex comunisti oggi votino per un signore che secondo me ha una onesta e chiara cultura di destra. E' una cultura che li accomuna. Inoltre il compromesso storico partiva dall'dea che in Italia vi fosse una "reazione" , alla cilena, che è versione storica che non mi sento più di condividere. Quel pericolo fu ingrandito, amplificato. E usato.

4) Come vedete, non ho ancora affrontato il cavallo di battaglia che oggi usano i revivalisti di Berlinguer. La questione morale. L'ho fatto perché bisogna arrivarci dal compromesso storico. Quella idea di "unità nazionale" era profondamente antidemocratica, perché pensava di chiudere il sistema politico come una cappa sul paese, prima che lo facessero altre forze. Ma eccco il punto, quella chiusura ci fu. Il disegno non fallì.

5) Lo confesso, condivido l'analisi di Marco Pannella quando dice che i nostri mali di oggi provengono dalla violazione sistematica e perfettamente bipartisan della legalità costituzionale e democratica da parte delle forze politiche dell'italia post fascista. Non fatevi obnupilare dall'incazzatura e pensate per un attimo (è un esercizo che faccio sempre, anche con i peggiori avversari) : e se avesse ragione lui, come starebbero le cose? Se usate il concetto di Pannella, molte cose pre e post Berlinguer cominciano a spiegarsi. Anche - e lo dico con grande prudenza - un certo rapporto tra politica e magistratura, non fisiologico di un paese nel quale debba trionfare lo stato di diritto. Sempre: l'emergenza non è democrazia. Un rapporto troppo ravvicinato, che cercava di spostare a favore della sinistra una relazione che negli anni 40 e 50 e 6o era stata a favore della Dc  con uguale grado di "pratiche" sostanziali non corrette.

6) Questione morale: no, non eravamo diversi dagli altri. Come diceva Enrico. E' vero che eravamo gente onesta e rigororosa, si viveva di poco e di grande moralità pubblica, nani e ballerine non sono mai state il nostro mondo.

Ma il Pci di Berlinguer partecipò sistematicamente alla lottizzazione Rai. Il pci di Berlinguer (pregherei su questo di non contestarmi perché ho ricordi assai precisi) partecipava, in forma minore di altri e attraverso organismi non immediatamente di partito,  del banchetto che la spesa statale aveva avviato nel settore dei lavori pubblici. E sopratttuto il pc di Berlinguer condivideva quel sistema, la convinzione che "si dovesse" far così.

Cioè il Pci di Berlinguer partecipava alle lottizzazioni nelle università, negli ospedali, negli enti pubblici e condivideva l'idea che i partiti dovessero sedersi a un tavolo e dividersi il potere. Ma ai suoi militanti proponeva altri valori. Una bella doppia morale.

da ultimo c'è la questione dei soldi dell'urss, ma non l'ho mai considerata più grave di quanto fosse il fatto che la dc prendesse i soldi degli americani. Era la guerra fredda, continuò fino al muro che cadde. Ma fu grave non rompere prima, fu grave essere così cauti nel denunciare l'urss per quello che era, un regime totalitario e assolutistico, nemico della libertà umana.

E però per me era più grave il canaio che i giornalisti di sinistra facevano ad ogni ondata di assunzioni in rai per aggiudicarsi i favori del partito. Non lo dico con moralismo, avessero assunto me, all'epoca, ci sarei andato. Ma era grave lo stesso.

7) Il Pci di Berlinguer approvo' con altri la legge sul finanziamento pubblico dei partiti.

Non basta?

Non avevamo le mani pulite. E il fatto che altri facessero bottino più grande del nostro, che fosse ladri in modo sistematico e per fini personali, cosa che da noi era condannata in modo esplicito, non cambiava di molto le cose.Ci faceva solo più ipocriti.

No, Berlinguer non è un buon modello per rigenerare la sinistra, e farla laica forte e riformatrice.

Author: "vittoriozambardino" Tags: "Berlinguer, Dc, Di Pietro, Moro, Pci, si..."
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Date: Wednesday, 10 Jun 2009 07:54

Un dittatore golpista e antiebraico in Senato nell'anniversario dell'entrata  nella seconda guerra mondiale dell'Italia di Mussolini

Author: "vittoriozambardino" Tags: "10 giugno, berlusconi, Gheddafi"
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Date: Wednesday, 13 May 2009 19:21

(Alberto Berretti)


Questo mi pare interessante. Confesso che non avrei pensato che ci volessero grandi esperti per arrivarci. A volte basterebbe essere cosí umili da chiedere all'"uomo della strada". 
Author: "Alberto Berretti" Tags: "Alberto Berretti, crisi dei media, Giorn..."
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Worryware   New window
Date: Sunday, 10 May 2009 21:09
(Alberto Berretti)

Fortunatamente questo deve essere puro vaporware (il mio bogometro lo segnala come tale, ed in genere ci piglia anche se la fonte e' autorevole), perche' altrimenti le preoccupazioni di Vittorio su Facebook sarebbero molto, ma moooooolto piu' gravi. 

Author: "Alberto Berretti" Tags: "Alberto Berretti, guest blogging, Social..."
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Date: Monday, 04 May 2009 08:16

E' proprio vero, se ti toccano personalmente capisci meglio i problemi: non chiedo molto a Facebook, solo che si comporti come il vigile urbano che mi multa: ora, luogo, motivo della contravvenzione. Non pene senza sentenza...
Oggi denuncio Facebook - Scene Digitali

Author: "vittoriozambardino" Tags: "disabled_account, Facebook, suing"
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Date: Sunday, 19 Apr 2009 13:09

(Alberto Berretti)

Era tanto che non facevo ordine in ufficio. Sono al sesto saccone della monnezza extralarge che butto.

Ho anche deciso di buttare hardware e software che predata, perlomeno, l'uso dell'usb. Cavi seriali, paralleli, adb per mac, etc.

E floppy: una marea di floppy. Roba tipo il floppy di installazione di Pagemaker: un solo floppy da 800 k! Roba da non crederci. Ma chi programmava allora era un genio o cosa?

Author: "Alberto Berretti" Tags: "Alberto Berretti, cambiamento, ruminazio..."
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Date: Thursday, 16 Apr 2009 23:16

E' morto, all'improvviso, Fabio Metitieri.

Chi fosse, cosa scrivesse è descritto da lui stesso qui.Nel giorno della sua morte, il 16 aprile, usciva in libreria Il grande Inganno del web 2.0.

Non farò a Fabio il torto di una glorificazione dopo la morte. Io e lui non abbiamo mai detto le stesse cose e a me non piaceva il suo carattere, come credo di non aver goduto di grande gradimento presso di lui.

Era però uno di noi, intendendo che quel noi è collettivo e io non ne sono proprietario e nemmeno altri lo sono. Noi: quelli che si sono messi a studiare solo dopo avere vissuto la rete ed essersene, si può dire?, innamorati. Dai tempi in cui i modem andavano a 300. A Fabio piaceva molto Second Life, detestava molto e molti altri. Forse troppi.

Ci capiva, di queste cose di cui ci occupiamo. 

Non credo in Dio, gli auguro di non aver paura nell'affrontare il mistero che tutti ci aspetta.

Buon viaggio, Yukali

Author: "vittoriozambardino" Tags: "Metitieri"
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Tweenbots   New window
Date: Wednesday, 15 Apr 2009 06:39

PeopleBotWebFinché esisteranno persone come Kacie Kinzer che si inventano cose come questa, finché esisteranno università come NYU che, tramite scuole come la Tisch School of Arts, promuovono il relativo programma di lavoro della citata studentessa, e finché esisterà gente come i newyorkesi che si comportano come nel filmato che potete vedere nel sito, possiamo dire che il mondo è salvo.

Kacie Kinzer ha realizzato dei piccoli robottini di cartone che semplicemente camminano dritto con due rotelline che sembrano, dalle foto, essere fatte col Lego o qualcosa di simile. Hanno una bandierina dove chiedono l'aiuto dei passanti per essere diretti alla destinazione indicata nella bandierina medesima.

Li abbandona in un angolo di Washington Square Park, e... armata di minivideocamera nascosta nella borsetta riprende cosa succede. E succede che... i newyorkesi aiutano i robottini, li mettono nella direzione giusta, li aiutano ad attraversare la strada, quando si incastrano sotto una panchina li sbloccano. Sono tutti arrivati a destinazione sani e salvi.

Sembra un film di John Sayles, tipo "The Brother from Another Planet".

(Alberto Berretti)

Author: "Alberto Berretti" Tags: "Alberto Berretti, Arte e cultura, Attual..."
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Date: Wednesday, 01 Apr 2009 11:16

Mariella Gramaglia ha scritto questo intervento per il Manifesto.

Siccome lo condivido, lo metto qui . Consideratelo in guest blogging.

di Mariella Gramaglia

Ho seguito con un certa affettuosa sollecitudine i primi passi di Franceschini segretario del Pd. Non ho particolari passioni distruttive, cerco di tenere a bada le ire sdegnose e le furie moleste, non ho mai mancato in tutta la mia vita l'appuntamento con il voto . In più, benché le persone che mi sono più care si affannino a dare un po' di ossigeno al mondo di Vendola e dintorni, il sommarsi stanco di tante sigle antiche mi sembra rendere scipita la sfida.

Ma un demonio mi soffiava nelle orecchie: “Attenzione, bisogna aspettare la composizione delle liste. Lì si capirà se c'è autonomia, visione del futuro, tempra - osiamo dir così - del segretario”.

Ieri è stato il giorno del demonio. E la prima indiscrezione è come un crampo allo stomaco.

Sergio Cofferati sarà - pare - candidato alle europee.

Avevo capito che Sergio Cofferati rinunciasse a battersi per diventare per la seconda volta sindaco di Bologna perché desiderava prendersi cura di un figlio piccolo e amatissimo avuto in età matura. Non sono io ad aver messo il naso in sentimenti e relazioni altrui, cosa che amo fare solo se autorizzata e partecipe. L'ho appreso in ogni dettaglio e per ogni dove: dai quotidiani, alla Tv, ai rotocalchi, cui, come si sa, almeno dal parrucchiere non si resiste. Con me, inevitabilmente, l'ha appreso anche il suo figlio maggiore che avrà dovuto fare i suoi conti con le intermittenze del cuore.

Intendiamoci, abbiamo tutti degli amici astuti che ti spiegano “la politica”: “Bada, anima candida, usare il figlio era l'unico modo per non ammettere che i bolognesi non lo avrebbero mai rieletto e per restare comunque in pista”.

Non li ho creduti: più per la stanchezza che ti prende di fronte alle furbizie eterne che per ingenuità.

Perché si può andare da Genova a Bruxelles e non da Genova a Bologna? Forse perché si conferma la regola che l'attività di parlamentare europeo è di poco momento e di molto emolumento, un ottimo congedo di paternità per vip? Mi era parso che il Pd volesse, questa volta, prendere sul serio l'istituzione e mettere al lavoro giovani intelligenze a prova di assenteismo. O no?

E poi perché non c'è un po' di rispetto per le donne? Alzi la mano chi non conosce almeno una donna che, a una brillante carriera, ha scelto di rinunciare davvero per amore dei suoi figli. Non meriterebbe almeno di non essere presa in giro, come persona e come elettrice?

Viviamo in un tale disordine di simboli e di valori che ciò che per un genere è un dramma di vita, per l'altro può diventare un simpatico espediente mediatico?

Ma quel che più ferisce è che queste cose Franceschini le sa benissimo e la avrebbe attentamente soppesate. Infatti avrebbe dichiarato: “Cofferati è ancora molto popolare e la vicenda di suo figlio la sanno solo 500.000 persone”.

Devono avergli preparato un sondaggio. Sostitutivo di ogni principio di responsabilità. Scriveva Vittorio Foa nel suo ultimo lavoro:“Una caratteristica dell'irrilevanza dei discorsi di oggi è che l'interlocutore non ha più importanza. La parola è un impegno verso qualcuno, verso qualcosa : quando l'interlocutore non è considerato o non c'è, la parola è nel vento”.

Già, siamo solo 500.000 ad esserci informati, ad aver preso alla lettera relazioni umane e conflitti, a considerarci degni di un' interlocuzione che avesse un nocciolo di verità: 500.000 babbioni riflessivi. E gli altri? Forse erano troppo occupati con “l'Isola dei famosi” e collocheranno la storia del sindaco di Bologna in un altro reality. Ma è davvero così l'Italia? Un luogo dove – come ci ha insegnato magistralmente Berlusconi – tutto può esser detto e smentito, affermato e negato, perché tutto è uguale e irrilevante?

Io spero ancora di no. Spero in una smentita sdegnata di Franceschini. Lo spero per il Pd e anche, sia detto senza ironia, per Cofferati. Per quel po' di ordine che, quando non si è più ragazzi, vale la pena per tutti di mettere nelle proprie relazioni e nei propri affetti.

Author: "vittoriozambardino" Tags: "candidatura, Cofferati, Gramaglia"
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Pronomi   New window
Date: Friday, 27 Mar 2009 07:14

Stamattina mi son svegliato. Ho visto il mio corpo. Gli ho dato del Lei. Come a tutto ciò che non mi appartiene.

Author: "vittoriozambardino" Tags: "cattivi umori, testamento_biologico"
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Date: Thursday, 26 Mar 2009 14:52

(Alberto Berretti)

web.archive.org ha un server nuovo: 4.5 petabyte di memoria di massa, 1 terabyte di ram in totale, mi pare di capire da qui.

Author: "Alberto Berretti" Tags: "Alberto Berretti, guest blogging, Online..."
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Flock   New window
Date: Thursday, 26 Mar 2009 09:12

(Alberto Berretti)

Pure Flock, praticamente una versione di Firefox sviluppata apposta per il social networking, non e' niente male. Multipiattaforma (win/mac/lin). integra i principali social network, sistemi di web mail, sistemi di gestione di foto e filmati on line (in una parola fb, myspace, twitter, gmail, yahoo mail, flickr, picasa, delicious, youtube e molti altri) col browser e blog editor integrato (che sto usando). Provare per credere...

Author: "Alberto Berretti" Tags: "Alberto Berretti, guest blogging, Media ..."
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Date: Thursday, 26 Mar 2009 09:07

(Alberto Berretti)

Friendfeed non e' niente male. E' "facebook lite", e le cose "lite" spesso tendono nel lungo periodo ad avere successo. Provare per credere.

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Author: "Alberto Berretti" Tags: "Alberto Berretti, guest blogging, Social..."
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Date: Wednesday, 11 Mar 2009 16:48

Ricevo e pubblico da Gomma

Appello per il Prof. Bad Trip                    

Uno dei pochi cristallini geni italiani contemporanei, in campo visivo, è nato a La Spezia: si tratta di Gianluca Lerici (Professor Bad Trip). Scomparso nel 2006 è stato totalmente ignorato in vita e continua ad esserlo, nella sua città, che si è fregiata di un Museo di Arte Contemporanea (CaMec), ma si è scordata di avere in casa un genio di livello mondiale. Gianluca "PROF. BAD TRIP" è stato uno dei più grandi artisti visuali degli ultimi 30 anni, ma la sua vicinanza alle culture alternative, il suo essere stato senza padrini non lo fa amare dalle istituzioni della sua città anche dopo la morte. Aiutaci nella battaglia per vedere una sala del CaMec dedicata a Gianluca.

SUBITO UNO SPAZIO! SUBITO UNA MOSTRA A LA SPEZIA PER IL PROF. BAD TRIP!

FIRMA ANCHE TU!
http://www.firmiamo.it/diamounacasaalgeniodelprofbadtrip




Author: "vittoriozambardino" Tags: "art, Arte Contemporanea, Bd_Trip, La Spe..."
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Date: Monday, 09 Mar 2009 10:06

(Zetavu)

Ma a Ferruccio De Bortoli cosa gliene frega di mettere le mani in quel merdaio partitocratico?

Update ore 11: e volevo dire, ha rifiutato

Author: "vittoriozambardino" Tags: "De_Bortoli, Presidente, Rai"
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Date: Thursday, 05 Mar 2009 11:41

(Alberto Berretti)

Un commento (l'ennesimo su stampa e internet, ma questo mi pare chiaro, semplice e conciso), da freedom-to-tinker.com:

"As more newspapers go out of business in the coming years, I think it's important that our sympathy for individual employees not translate into the fetishization of newsprint as a medium. And it's especially important that we not confuse newsprint as a medium with journalism as a profession. Newsprint and journalism have been strongly associated in the past, but this an accident of technology, not something inherent to journalism. Journalism—the process of gathering, summarizing, and disseminating information about current events—has been greatly enriched by the Internet. Journalists have vastly more tools available for gathering the news, and much more flexible tools for disseminating it. The replacement of static newspapers with dynamic web pages is progress."

Author: "Alberto Berretti" Tags: "Alberto Berretti, Commenti, crisi dei me..."
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Date: Wednesday, 04 Mar 2009 11:24

(zetavu)

L'osservatorio di psicologia dei media ha analizzato la canzone di Povia. Ne risultano le scuse a gay e lesbiche.

"Anzi, lo sconcerto suscitato dal testo della canzone, potrebbe essere per noi psicologi l’occasione per porgere le nostre scuse a lesbiche e gay: chiedere il loro perdono per le teorie sulla psicopatogenesi familiare dell’omosessualità che alcune scuole di psicologia hanno in passato coniato e che, come comunità scientifica, abbiamo consentito per alcuni decenni venissero divulgate infestando la cultura, contribuendo al pregiudizio negativo nei confronti di gay e lesbiche, screditando le loro madri e i loro padri." (...)

Author: "vittoriozambardino" Tags: "gay, Povia, psicologi"
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Date: Monday, 02 Mar 2009 16:14

Crosspost con Scene Digitali 

(zetavu)

L’iniziativa - C’è la possibilità di collaborare, con un wiki apposito, alla stesura e al sostegno di un testo un po’ più decente che si sostituisca all’articolo del decreto sicurezza cui ha dato vita l’efferata iniziativa “fuori sacco”  del senatore Gianpiero D’Alia al senato il 5 febbraio- il testo che prevede di affidare a un ministero la valutazione di cosa, sulla rete, costituisca apologia di reato e istigazione a delinquere.

L’iniziativa è resa possibile  dal lavoro del giurista Guido Scorza e dalla disponibilità dell’onorevole Roberto Cassinelli (Pdl), che ha già presentato un emendamento nel senso migliorativo, e che si è detto aperto a leggere proposte e idee provenienti dalla rete.

Il dibattito dell’espresso: giovedì sul sito - Su tutto il caso c’è stato un dibattito, organizzato da Alessandro Gilioli, che lo descrive su Piovono Rane, il suo blog, in chiave a mio parere un filino ottimistica. Fra un attimo dirò perché non lo sono altrettanto.

Lo streaming del dibattito sarà messo a disposizione sul  sito de l’espresso a partire da giovedì mattina. Alla chiacchierata partecipano, oltre a Gilioli, Antonio Di Pietro, Antonio Palmieri (Pdl) e  Cassinelli medesimo, oltre a un manipolo di blogger, fra cui il qui presente autore.

E’ l’establishment all’attacco, bellezza - Volevate qualcosa più di sinistra? In questo campo c’è posto per chiunque voglia fare i compiti e presentarsi preparato. L’invito di Gilioli

ha seguito la linea di minima decenza: coloro che si erano pronunciati sul tema, e credo che abbia fatto bene a muoversi così.

La situazione non è per niente rosea. Non la faccio lunga: a mio parere l’attacco che, confusamente, la politica di maggioranza e opposizione (ebbene sì, come dimostrerebbe un esame storico di quindici anni di legiferazione e proposte in materia) porta alla rete non è affatto il prodotto di una feroce ignoranza tecnofobica.

C’è anche questa componente: ma ci sono altre due spinte determinanti. Una è la corrente di pensiero internazionale - radicata, tanto per dire, nel Labour britannico e nel governo francese, certo non omologhi sul piano politico - a normare in senso autoritario e limitante le forme di nuova espressione maturate in rete (e nel conto ci metto anche le normative sul p2p).

Seconda spinta: si tende a normare la rete perché sia allineata, nella visione dell’establishment italiano, alla forte azione di contenimento - andiamoci di understatement, che è meglio - di tutto l’ambiente dei media.

Aridàtece la Spectre - Il dibattito discute a lungo sull’esistenza di un popolo della rete, che verrebbe quindi ignorato dalla politica prima di legiferare. Inane discorrere: credo che ci si debba muovere a prendere rapporti con chiunque, nel mondo politico, sia disposto a occuparsi di queste cose con un minimo di competenza e di spirito  - la dico la parolaccia - di rispetto per le libertà fondamentali sancite in costituzione. Perché qui ci rallegriamo tutti per l’inizativa del liberale Cassinelli: ma nessuno sa se questo simpatico signore ligure ce la farà a raccogliere i voti alla Camera per far passare il suo testo migliorativo. Fatto che mi pare già significativo dei punti ai quali siamo ridotti.

Certo poi ci vorrebbe la capacità di impegnare questi politici così trasversalmente raccolti in un lavoro di confronto su come normare i problemi aperti - perché ce ne sono, di problemi aperti - senza fare legislazioni balzane e pericolose. Una volta, anni fa, qualcuno che conta mi accusò di far parte di un lobby internet sovrapartitica e sovranazionale. La Spectre di Internet insomma. Magari ci fosse. Perché dall’altra parte ci sono “le” Spectre. Con tante facce di amici dentro.

Author: "vittoriozambardino" Tags: "censura, Cassinelli, Censorship, D'Alia,..."
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