Date: Thu, 23 May 2013 17:44:58 +0200
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- Krapp - Sous le bateau
Giulietto Chiesa a Udine, l’intervento
http://krapp.blog.lemonde.fr/2006/05/07/2006_05_giulietto_chies/
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«Non esiste più il quarto potere – ha dichiarato aprendo la sua conferenza Giulietto Chiesa, giornalista e europarlamentare che il Cism ha invitato nell’aula magna di Palazzo del Torso per parlare, venerdì pomeriggio, di Informazione e disinformazione nella comunicazione mediatica – e, non esistendo più il quarto potere il rischio per la democrazia è oltremodo accentuato».
Il percorso scelto da Chiesa per argomentare le sue preoccupazioni sul presente e le sue proposte sul futuro alle tante persone che si sono date appuntamento per ascoltarne la parola, a volte profetica è stato lineare e efficace. È partito dalla degenerazione della libertà di espressione, portata a termine anche attraverso la precarizzazione delle voci giornalistiche, fino alla creazione di modi virtuali che servono a modificare le credenze, e gli atteggiamenti dell’intera popolazione mondiale. O, almeno, di quella che conta, di quella che elegge e sostiene al governo quello che Chiesa, in un suo libro ha definito il “super clan”.
«In democrazia ci sono tre poteri fondamentali – ha ricordato Chiesa -: quello legislativo, quello escutivo e quello giudiziario. Questi poteri sono tenuti sotto controllo dal quarto potere, quello dell’informazione. Se a questo mettiamo il bavaglio ecco che uno degli altri tre trova spazi per prendere il sopravvento». E gli esempi portati dallo storico inviato a Mosca dell’Unità non sono mancati: dalla “verità ricostruita” dell’undici settembre, alla “mancata informazione” sullo stato dell’economia mondiale.
«Mi è capitato pochi giorni fa di trovare, quasi per caso – ha raccontato Giulietto Chiesa – una breve di dieci righe sull’Herald Tribune dove si sosteneva che gli Stati Uniti hanno portato a novemila miliardi di dollari il loro debito. Che se sommato al debito delle famiglie e delle imprese statunitensi fa circa trentamila miliardi di debiti. Tutti ripagati rastrellando investimenti sui mercati esteri». Una situazione non allarmante ma catastrofica, ha ricordato Chiesa riportando la definizione da una citazione del premio nobel per l’economia Galbrait. E la catastrofe non è molto lontana dal rendersi presente: «Joseph Stiglitz – ha aggiunto Chiesa - ha dichiarato in questi giorni che superare il 2005 è stato un miracolo, il 2006 sarà praticamente impossibile superarlo». Le contraddizioni dell’economia mondiale sono diventate anormalità insostenibili. L’esempio più sconcertante è quello della globalizzazione: «I risultati della globalizzazione non hanno riguardato l’annullamento delle distanze o l’allargamento della coscienza planetaria – ha dichiarato Chiesa – piuttosto è stata la più grande operazione di rapina mai stata portata a termine. Con la globalizzazione le grandi multinazionali si sono delocalizzate annullando il loro radicamento nazionale. Questo significa che questi colossi, oggi, non pagano più le tasse a nessuno stato: così gli stati nazionali si impoveriscono non avendo più grandi produttori di reddito a cui far pagare le tasse edevono rivolgersi ai ceti medi, oppure eliminare sempre più servizi, facendo pagare ogni prestazione sanitaria, sociale e assistenziale. Ecco perché siamo tutti più poveri mentre, alcuni, sono straordinariamente ricchi».
Un fenomeno, questo della globalizzazione, che porta con sé anche altre contraddizioni, ancora più clamorose e pericolose: «La Cina oggi ha in mano l’8% del debito statunitense. E continua a comprare miniere, giacimenti e risorse in tutto il mondo. Perché ha tassi di crescita elevatissimi e una liquidità impressionante. È per questo che gli Stati Uniti stanno preparando una guerra contro la Cina».
Nel 2017, secondo i calcoli di alcune realtà governative statunitensi la Cina avrà dei livelli di crescita e di ricchezza che metteranno a rischio la stessa sopravvivenza degli Usa: «È per questo che gli statunitensi si stanno preparando ad una guerra nucleare contro la Cina. Non certo per combattere una minaccia terroristica che, anzi, sono stati loro stessi a creare come specchio per le allodole che serviva a coprire i veri obiettivi».
A questo punto Chiesa ha dichiarato che con l’aiuto di altri giornalisti sta preparando un film e un libro sulla menzogna dell’11 settembre: «Un evento preparato ad arte per una messa in scena alla quale miliardi di persone stanno ancora credendo. E questo perché il loro unico mezzo di informazione è la televisione». Ecco perché l’impegno maggiore dell’europarlamentare, e della sua associazione Megachip, è proprio quello di lavorare per cambiare la televisione e quindi la diffusione dell’informazione: «Stiamo raccogliendo le firme per una proposta di legge nella quale si mantenga la proprietà pubblica della Rai rafforzando la sua qualità. È l’unico modo che abbiamo per avvicinare la coscienza di milioni di persone, prima che sia troppo tardi».
Via FeedShow.com